Nota stampa
della seduta n. 161 pomeridiana del 10 dicembre 1996

 


Il Consiglio regionale ha ripreso i lavori sotto la presidenza dell'on. Selis.

In apertura di seduta, l'on. Amadu (Misto), intervenendo sull'ordine dei lavori, ha chiesto di discutere quanto prima la legge regionale sulla tutela della fauna selvatica e l'esercizio della caccia, già rinviata dal Governo.

Sempre sull'ordine dei lavori, lon. Liori (A.N.) ha chiesto di discutere quanto prima la legge regionale n. 267, già all'ordine del giorno, sui finanziamenti per l'artigianato, il turismo e l'agricoltura della Sardegna centrale.

Il Presidente, dopo aver ricordato che esiste l'ìmpegno ad esaurire lordine del giorno entro la prossima settimana, ha affermato di aver inviato ai Capigruppo e ai Consiglieri regionali una lettera in occasione dell'anniversario odierno della dichiarazione dei diritti dell'uomo.

 


Legge regionale 1 agosto 1996
rinviata dal Governo il 29 agosto 1996.
Disciplina, in adeguamento ai giudicati
amministrativi,
dei concorsi per l'inquadramento
nella qualifica dirigenziale del ruolo unico regionale
previsti dagli articoli 1 e 3 della L.R. 5/6/1989, n. 24.

L'on. Bonesu (PSd'Az) ha illustrato il rilievo governativo riguardante la mancanza di termini certi per il completamento dei concorsi, rilievo che è stato accolto dalla Commissione.

L'on. Marco Tunis (F.I.), dopo aver ricordato come il suo gruppo aveva già illustrato l'argomento, ha criticato la maggioranza per non aver rispettato le date fissate per l'attuazione della riforma dell'apparato burocratico della Regione.
La Regione è in difficoltà, ha proseguito Tunis, ma occorre affrontare le emergenze, anche se questi temi non si sono mai affrontati con un dibattito in Aula. Ha concluso affermando che certamente ci si troverà a dover discutere di ulteriori proroghe.

Contrario all'approvazione della legge con le modifiche apportate dalla Commissione si è detto l'on. Masala (A.N.) in quanto si rischierebbe di vanificare il giudicato amministrativo. I motivi del rinvio da parte del Governo erano tesi proprio ad evitare che la sentenza del Tribunale amministrativo andasse annullata grazie ad un provvedimento legislativo. Fissando in 60 giorni la costituzione della Commissione e in 240 giorni il termine entro il quale la stessa Commissione deve procedere alla riformulazione delle graduatorie, si rischia appunto di mettere in posizione di vanificazione la sentenza amministrativa e ciò non migliora, nel verso voluto dai suggerimenti governativi, la legge rinviata. In sostanza non è ammissibile che vengano inquadrati, per effetto di una legge, funzionari che sono stati dichiarati decaduti da una sentenza del Consiglio di Stato.

Approvato il passaggio all'esame degli articoli, questi sono stati approvati.

Nella discussione sugli articoli è intervenuto Bonesu (PSd'Az). Una richiesta dell'assessore Manchinu di rinviare la votazione al termine della discussione di un altro provvedimento all'ordine del giorno, è stata criticata dagli onorevoli. Masala (A.N.) e Pittalis (F.I.)
Masala (A.N.), intervenendo per dichiarazione di voto, ha ribadito che la legge elude una sentenza del Consiglio di Stato. Non è pertanto possibile dare un voto favorevole alla legge. Bonesu (PSd'Az) ha dichiarato che voterà a favore.

Al termine di una breve Conferenza dei Capigruppo, il Presidente ha comunicato che si procederà alla votazione del provvedimento, per il quale è richiesta la maggioranza qualificata in quanto si tratta di una legge rinviata dal Governo.
La votazione finale, a scrutinio segreto, dietro richiesta dell'on. Ghirra (Progr. Fed.) ha dato il seguente risultato:
presenti 71
votanti 70
astenuti 1
maggioranza 41
Si 44
No 26.

La legge sulla dirigenza regionale è stata, quindi, approvata.

 


Legge regionale 298 - Rinviata dal Governo
Sul riassetto delle
province.

Il provvedimento, al quale non sono state apportate le modifiche chieste dal Governo, è stato illustrato dal relatore, l' on. Bonesu (PSd'Az.), il quale ha contestato le osservazioni governative. Bonesu ha, anzi, sottolineato la necessità di riapprovare il testo originario, proprio per rimarcare la potestà regionale anche sul tema del riordino del proprio assetto territoriale.
Bonesu ha aggunto che si deve prevedere, sin d'ora, la possibilità di ricorrere alla Corte Costituzionale se il Governo dovesse confermare le proprio riserve. L'unica modifica possibile al testo in esame potrebbe essere lo "stralcio" della norma che prevede l'istituzione dell'area metropolitana di Sassari, che potrebbe essere inserita in un altro provvedimento.

L'on. Masala (A.N.) ha affermato che desidera che rimangano a verbale le sue dichiarazioni circa alcune parti della legge che appaiono non chiare e di difficile interpretazione. Un chiarimento è necessario, esso deve arrivare dal relatore e in questo modo sarà possibile avere un rapporto interpretativo nella fase attuativa del provvedimento. E' certo comunque che l'istituzione delle province risponde ad una precisa e reale esigenza delle popolazioni del Sulcis, dellOgliastra e della Gallura, ma è anche certo che la nebulosità della legge farà sì che i tempi di realizzazione delle province saranno sicuramente biblici.

Le motivazioni del rinvio da parte del Governo sono state contestate anche dall'on. Nizzi, (F.I.), il quale ha ricordato una sentenza della Corte Costituzionale, secondo la quale le Regioni possono modificare la superficie provinciale, fissandone una ampiezza maggiore o minore. Per questo potere la Regione avrebbe tranquillamente potuto istituire "per la propria autonomia" nuove province. E', quindi, assolutamente giusto riapprovare il testo originario della legge, decidendo anche di resistere in giudizio, davanti alla Corte Costituzionale, per difendere e tutelare i diritti della Sardegna e delle sue popolazioni.

L'importanza politica della legge è stata sottolineata dall'on. Salvatore Sanna (Progr. Fed.) il quale ha ribadito la necessità di procedere alla riapprovazione del provvedimento, pur rendendosi conto che il testo non è del tutto limpido. Sanna ha invitato Masala a superare le perplessità nella considerazione che il provvedimento è il risultato di compromessi raggiunti in interminabili discussioni avvenute in Commissione. Sanna si è dichiarato d'accordo per lo stralcio della posizione riguardante l'area metropolitana di Sassari, tanto più che in Senato è stata presentata una modifica alla legge istitutiva che potrà sanare la situazione del capoluogo del nord Sardegna.

La decisione di rinviare questa legge al Consiglio è stata giudicata "una svista, se non di peggio, dellUlivo nazionale" dall'on. Biancareddu, (F.I.). Questo rinvio, infatti, contraddice in pieno le aperture sul federalismo e sul rilancio dell'autonomia che caratterizzano le enunciazioni del governo Prodi. Le stesse ipotesi di decentramento previste dall'on. Bassanini sono in netto contrasto con i motivi di rinvio trasmessi dal rappresentante del Governo.
Bianvareddu ha aggiunto che la recente dottrina, alcune leggi con le quali si equiparavano i poteri delle Regioni a Statuto speciale a quelli della Sicilia, almeno per ciò che riguarda il riordino degli Enti locali, sono, infine, del tutto ignorati. Per queste ragioni è necessario riapprovare, senza modifiche, il provvedimento.

Seppure con dubbi e sofferenze, ha detto l'on. Pittalis (F.I.), il suo gruppo darà il voto favorevole per la riapprovazione della legge, in quanto si tratta di un atto politico che darà l'avvio ad una riforma che in qualche modo consentirà ai cittadini di essere più vicini alle centrali di spendita delle loro risorse. Il voto sarà favorevole, perchè la pratica del rinvio governativo, con motivi spesso apodittici e in dispregio allo Statuto di autonomia, non deve proseguire.
Sarà comunque un voto sofferto, ha detto ancora Pittalis, perchè questa legge comporterà nuove problematiche piombando sulla disorganizzazione generalizzata della Regione, sul caos dei nuovi enti e in presenza delle comunità montane, vere immagini del sistema clientelistico ed elefantiaco che ancora perdura in Sardegna.
Pittalis ha concluso sottolineando la farraginosità della legge ed affermando che non si è tenuto conto delle conseguenze che l'istituzione delle nuove province avrà su altre circoscrizioni. Nuoro, per esempio, perderà gran parte dei suoi territori e scenderà al di sotto del tetto dei 100.000 abitanti.

La particolarità del momento politico, l'importanza del dibattito in atto anche per ciò che riguarda la modifica dello Stato in senso federalista, quindi con un complessivo riordino dell'intero sistema degli Enti Locali, è stata sottolineata dall'assessore agli Affari generali, on. Ballero.
La legge in discussione è di particolare importanza, ha aggiunto Ballero, ed è una prima attuazione di quel processo di riforme per il quale il Consiglio regionale da tempo lavora con grande impegno. Per l'assessore agli Affari generali, forse sono giusti alcuni rilievi mossi dalle opposizioni, ma il testo della legge, comunque, è in grado di rispondere alle esigenze delle popolazioni sarde. In fase di attuazione, probabilmente, sarà possibile tener conto di questi rilievi e saranno messi a punto gli strumenti giuridici necessari per rendere più agile e snella lapplicazione di questa legge.
Comunque, ha concluso Ballero, questo è il primo provvedimento di riordino dell'intero sistema delle autonomie locali, sul quale la Commissione di merito ha lavorato alacremente, che saranno trasmesse in breve tempo all'Aula per la definitiva approvazione. In processo di riiordino dovrà essere attuato entro questa legislatura, per rendere la Regione e l'amministrazione regionale e degli enti locali più adeguata alle esigenze dell'intera Sardegna.

Approvato il passaggio all'esame degli articoli, questi sono stati approvati con emendamenti. Nella discussione sugli articoli e sugli emendamenti sono intervenuti gli onorevoli. Bonesu (PSd'Az.) e Ballero (Assessore agli Affari generali).

 


Il Presidente ha quindi comunicato che è stato presentato un ordine del giorno sul problema dei trasporti ferroviari in Sardegna.

L'on. La Rosa (Misto), dopo aver sottolineato l'urgenza del documento in quanto la legge finanziaria nazionale è in discussione in questi giorni, ne ha sollecitato l'approvazione. L'on. Bonesu (PSd'Az.) ha espresso parere favorevole.

L'ordine del giorno è stato approvato.

 


Prima della votazione finale sulla legge rinviata, per dichiarazione di voto, è intervenuto l'on. Giagu (Ppi), che ha sottolineato il valore politico del provvedimento, in quanto ridisegnare le province vuol dire ridisegnare la mappa del potere in Sardegna. Ha quindi dichiarato che il suo Gruppo voterà a favore.

La votazione finale ha dato il seguente risultato:
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
Si 62.

Il provvedimento è stato approvato.

 


Discussione congiunta della PdL n. 119 e della PdL n. 179
su norme a sostegno
dei lavori socialmente utili.

L'on. La Rosa (Misto) ha affermato che la proposta di legge unificata ha l'obiettivo di determinare un quadro di riferimento coordinato per sostenere l'impiego nei lavori socialmente utili e il reimpiego dei lavoratori interessati, dei giovani e dei disoccupati.
La recente normativa nazionale recepita dalla Regione con urgenza pari all'emergenza, ha consentito, grazie all'impegno di tutti i soggetti coinvolti, di ottenere risultati particolarmente importanti assicurando in tal modo l'impiego nei lavori socialmente utili di tutti coloro che sono stati individuati quali fruitori, con priorità, della normativa.
Questo risultato, ha aggiunto La Rosa, tuttavia, non permette di trascurare nè la precarietà dell'impiego, nè la crescente domanda tra i giovani e i disoccupati, nè la situazione di circa diecimila lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. Peraltro, se la prosecuzione della politica d'impiego nei lavori socialmente utili richiede un inquadramento meno precario e un impegno progettuale ancora più elevato, essa si giustifica pienamente, se inquadrata all'interno di scelte coordinate di reimpiego sia per la gestione dei pubblici servizi, sia per le attività di servizi e produttive
La Rosa ha proseguito affermando che un tale impegno a sostegno di politiche attive del lavoro e di reimpiego non può non attuare nella nostra Regione le disposizioni che prevedono insieme il reimpiego e l'impiego di giovani e disoccupati. In particolare, la scelta che viene operata con la proposta di legge è di far diventare la necessaria politica per il reimpiego un veicolo trainante per l'impiego di giovani e disoccupati.
La proposta di legge, ha aggiunto La Rosa, proponendosi tra l'altro come norma quadro per i lavori socialmente utili, nel coordinare le disposizioni già esistenti ribadisce alcuni punti di riferimento ma affida alla concertazione tra i diversi soggetti, promossa dall'Assessore regionale del lavoro, la determinazione, annualmente, di modalità e criteri per l'attuazione delle disposizioni contenute.
Per La Rosa, in definitiva, nella capacità di sostenere adeguatamente le politiche di reimpiego risiede la possibilità di programmare una politica di impiego nei progetti dei lavori socialmente utili, migliorando le condizioni di lavoro e la qualità dei progetti stessi e programmando corsi di formazione professionale finalizzati.
Se ciò non sapremo fare, ha detto ancora La Rosa, saremo travolti dalla crescente domanda di impiego nei lavoro socialmente utili, impiegheremo risorse prevalentemente in modo assistenziale, avremo minori possibilità di programmare e sostenere una forte e indispensabile politica di reimpiego, trainante anche per l'impiego di giovani e disoccupati.
La previsione di un fondo regionale per la costituzione di società miste, ha aggiunto La Rosa, e, eventualmente, per un aumento di capitale per la gestione di pubblici servizi ha lo scopo di sostenere un processo ormai non più rinviabile di gestione efficiente ed efficace dei servizi pubblici sulla via della loro privatizzazione, secondo la recente normativa nazionale.
Per la Rosa, la possibilità concreta che la proposta di legge rappresenta per le politiche attive del lavoro e per le politiche di reimpiego nel contesto della programmazione dello sviluppo della Regione mediante opere e servizi di pubblica utilità, piani mirati, corsi di formazione finalizzati, l'efficace gestione dei servizi pubblici, piani di sviluppo territoriali, attività produttive, merita un adeguato impegno finanziario.
Si tratta, ha detto ancora La Rosa, di risorse finalizzate ad aggredire, la drammatica situazione occupazionale della Regione; tuttavia in mancanza di risorse disponibili in questa fase, ogni ulteriore impegno finanziario sia per i lavori socialmente utili sia per il fondo per le società miste è necessariamente rinviato alle successive leggi finanziarie.
La Rosa ha concluso auspicando l'approvazione della legge.

E' un provvedimento, ha detto l'on. Gianfranco Tunis (Ppi), che si appalesa necessario ed urgente nella drammatica situazione di crisi economica che incombe sulla Sardegna; è una proposta organica ed articolata che favorirà il reimpiego dei lavoratori e si affiancherà alle iniziative avviate dalla Giunta ed in particolare dall'assessorato al Lavoro. Ma soprattutto, ha detto Tunis, è uno sforzo che la Regione si impone, non tanto di natura finanziaria quanto di natura politica per la portata che la legge avrà nel tentare di rimuovere, e forse nel rimuovere, la piaga della disoccupazione.
Il gruppo dei Popolari, ha concluso Tunis, non può non approvare con entusiasmo il provvedimento.

L'on. Marina Concas (Misto-RC) nell'affermare la bontà della proposta di legge che consentirà di avviare ai lavori socialmente utili migliaia di lavoratori rimasti senza impiego, ha sottolineato che il provvedimento consente la sistemazione della situazione sotto il profilo previdenziale. Sinora, infatti, i progetti mandati avanti dai comuni non prevedevano il trattamento previdenziale ed il computo del periodo di assunzione nel trattamento pensionistico.
Concas si è infine augurata che esista la possibilità che questi lavori, attualmente a carattere temporaneo, possano diventare permanenti e possano creare nuove professioni e nuove iniziative occupazionali.
Perchè i risultati siano pari agli auspici, ha concluso Concas, è però necessario che esista la volontà di tutti gli schieramenti politici nel richiedere anche un adeguato finanziamento della legge.

La discussione della legge sui lavori socialmente utili permette di esaminare la grave situazione economica e sociale della Sardegna, particolarmente colpita dal fenomeno della disoccupazione. Partendo da questa considerazione l'on. Vassallo, (Misto), ha sottolineato l'esigenza di superare l'emergenza, il momento attuale, e di guardare al futuro, così da programmare interventi strutturali, in grado di garantire una qualche possibilità di lavoro per molti disoccupati sardi.
I fondi a disposizione non sono elevati, ha proseguito Vassallo, anzi sono decisamente insufficienti. La Regione deve ottenere dallo Stato interventi massicci, ben più consistenti di quelli attualmente disponibili. Si devono mettere a punto, inoltre, tutti gli strumenti necessari per garantire i contributi pensionistici e previdenziali anche ai disoccupati impegnati nei lavori socialmente utili o nelle altre iniziative di sostegno decise in questi tempi.
Per Vassallo, le iniziative Insar, quelle degli Enti locali, però, devono essere ampliate e la Regione, nel bilancio del prossimo esercizio finanziario, deve prevedere interventi adeguati all'accresciuto numero dei disoccupati che si vogliono impegnare in questo tipo di iniziative.
Questa legge, ha concluso Vassallo, servirà comunque a mettere a punto nuove e più incisive politiche per combattere il fenomeno della disoccupazione.

L'on. Deiana (Assessore al Lavoro): dopo aver dato atto al Consiglio e alle forze politiche per l'impegno relativo ai lavori socialmente utili, ha ricordato gli accordi sottoscritti col Governo in materia, frutto di un lavoro congiunto della Giunta con i sindacati nazionali.
Nella legge nazionale n. 608 cè un grande riconoscimento alle esigenze specifiche della Sardegna, ha detto ancora Deiana, che ha poi analizzato gli articoli dei provvedimenti in esame.
Dopo aver illustrato alcuni progetti per lavori socialmente utili già presentati, che riguardano circa 7200 lavoratori distribuiti sul territorio regionale, ai quali si aggiungeranno altri 800 lavoratori oltre a quelli derivanti dai progetti gestiti direttamente dai Ministeri, per un totale di circa 9000 unità, deiana ha concluso affermando che vi sono esigenze di carattere finanziario, ma la Giunta prevede di destinare ulteriori risorse al settore in fase di predisposizione del bilancio.
Su richiesta dell'on. Falconi (Progr. Fed.), la discussione del provvedimento è stata sospesa al fine di coordinare gli emendamenti presentati.

 


DdL n. 267 - Recupero somme non impegnate
nell'esercizio finanziario
1995.

Il relatore di maggioranza si è rimesso alla relazione scritta.

L'on. Casu (F.I.) dopo aver ricordato che la legge regionale n. 9 del maggio 1955 stanziava oltre 170 miliardi per opere infrastrutturali per l'agricoltura, l'industria e il turismo, ha affermato che con questo disegno di legge si vogliono recuperare 80 miliardi non impegnati nel corso del 1995.
Il provvedimento desta perplessità, ha aggiunto Casu, perchè si chiede al Consiglio l'autorizzazione a contrarre un mutuo mentre non si rispettano le norme previste per l'aumento delle spese della Regione. Così si accentua l'indebitamento della Regione, ed è opportuno sollecitare il rispetto delle norme relative al bilancio.
Casu ha concluso chiedendo al Presidente di verificare se il provvedimento può essere discusso dal Consiglio.

I rilievi dell'on. Casu sono stati giudicati "fondati e condivisibili" dall'on. Ladu, (Ppi), il quale ha ripercorso l'iter del provvedimento a favore della Sardegna centrale, finanziato ma mai completamente attuato dai governi centrale e della Regione.
Si era partiti da un programma di intervento di 1000 miliardi, diventati poi 350 e saliti a 400 con un ultimo intervento Cipe a favore delle zone centrali. A questi finanziamenti statali, ha ricordato Ladu, la Regione avrebbe dovuto aggiungere altri 185 miliardi, parte dei quali sono poi finiti in un "fondo indistinto", non considerato valido dalla Corte dei Conti. Attualmente, per le zone interne sono disponibili 80 miliardi, da utilizzare nella realizzazione di infrastrutture nei settori industriale, turistico ed agricolo.
Nel nuorese c'è grande attesa per questo finanziamento, ha aggiunto Ladu, e bene ha fatto la Giunta a riproporre questo intervento. Sono fondate, però, anche le critiche ed i rilievi di Casu; tuttavia la gravità della crisi di molte zone del nuorese è tale che qualunque iniziativa deve essere attuata, nel minore tempo possibile.
Ladu ha concluso ricordando gli impegni presi dagli esponenti dell'Esecutivo regionale per un utilizzo tempestivo di questi fondi, impegni che, non appena la legge sarà riapprovata, devono essere assolutamente rispettati.

Il Capogruppo di A.N., on. Masala, ha posto alla Giunta un interrogativo: è possibile che prima della fine dell'anno si possa varare il programma d'intervento, si abbia il parere delle commissioni competenti ed infine si possano impegnare le somme messe a disposizione dal provvedimento?
Secondo Masala si correrà certamente il rischio di andare all'esercizio 1997. Per tale ragione è necessaria una puntualizzazione da parte dell'Assessorato all'industria.

L'Assessore all'industria Pinna ha precisato che lo stanziamento di 80 miliardi non può essere collegato al programma originale. Si devono salvare le regole di correttezza finanziaria e contabile, ha detto, ma occorre tener presente le aspettative delle popolazioni della Sardegna centrale.
Il rilievo mosso dall'on. Masala, ha concluso l'Assessore, è giustificato, ma la Giunta ha predisposto un apposito emendamento affinchè la somma sia resa disponibile per il 1997.

E' stato quindi approvato il passaggio allesame degli articoli che sono stati approvati con emendamenti. Nella discussione sono intervenuti, anche più volte, gli onorevoli Casu (F.I.), Bonesu (PSd'Az.), l'Assessore alla Programmazione Sassu e l'Assessore all'Industria Pinna. L'on. Pittalis (F.I.), per dichiarazione di voto, ha preannunciato il voto favorevole del suo gruppo.

La votazione finale ha dato il seguente risultato:
presenti 53
votanti 53
astenuti nessuno
Si 53.

Il provvedimento è stato approvato.

 


I consiglieri di Forza Italia Pittalis e Bertolotti hanno quindi chiesto la fissazione dei termini di 60 giorni per due provvedimenti riguardanti le Comunità Montane e la ricomposizione fondiaria. Gli onorevoli Bonesu (psd'Az.) e Salvatore Sanna (Prog. Fed.) hanno fatto presente che il carico di lavoro della prima Commissione non consente di accettare i termini proposti. Il Presidente Selis ha quindi proposto di fissare il termine del 15 marzo per i due progetti di legge.

 


I lavori del Consiglio proseguiranno
lunedì 16 alle ore 16,30

 

Alla pagina delle sedute dell'Assemblea