CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVI LEGISLATURA

COMMISSIONE DI INCHIESTA N. 3

RICHIESTA DI ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA SULLA PRESENZA DELL'AMIANTO IN SARDEGNA - CONSEGUENZE E RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE DEI LAVORATORI
(ai sensi dell'art. 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale)

Presentata il 2 ottobre 2019

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RICHIESTA DI ISTITUZIONE DI COMMISSIONE
DI INCHIESTA CONSILIARE

Si richiede, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento interno del Consiglio, l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla presenza dell'amianto in Sardegna - Conseguenze e ripercussioni sulla salute degli abitanti della Sardegna.

premesso che:
- nel Mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, sono 125 milioni le persone esposte a rischio amianto. Il problema "amianto" genera in termini di costi diretti (ritiro dal lavoro, cure e morte) un impatto finanziario, solamente nei 28 Paesi dell'Unione europea, pari allo 0,7 per cento del Pil dell'Unione europea, circa 410 miliardi all'anno;
- in Italia ci sono 96mila siti contaminati da amianto censiti e presenti nel database del Ministero dell'ambiente, mentre l'Osservatorio nazionale amianto rileva che sono ancora 6.000 le persone che muoiono ogni anno di amianto e che inoltre migliaia di italiani si ammalano di tumore polmonare e altri tumori a carico del sistema respiratorio, nonostante siano ormai 27 anni che l'uso di amianto sia stato bandito nel nostro Paese;
- anche la Sardegna non è esente dalla esposizione all'amianto, che causa ogni anno numerosissime vittime da tumore polmonare (mesotelioma pleurico), laringeo e ovarico, oltre a condizioni di fibrosi polmonare, per via di una presenza diffusa di questo materiale fibroso sia negli edifici privati residenziali, negli edifici pubblici o aperti al pubblico che negli impianti industriali attivi e dismessi. Basti pensare ai lavoratori sardi che hanno lavorato nelle fabbriche di manufatti in cemento amianto (eternit), quali la Sardit di Oristano e la Ce.Ma Sarda di Marrubiu, oppure ai lavoratori di altri stabilimenti quali ad esempio Ottana, Porto Torres etc. che seppur esposti indirettamente alla presenza di amianto hanno lavorato in stabilimenti che hanno utilizzato la fibra come "componentistica";
- la Regione autonoma della Sardegna con l'approvazione della deliberazione della Giunta regionale n. 66/29 del 23 dicembre 2015 ha approvato il Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto e degli elaborati connessi alla Valutazione ambientale strategica ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modifiche ed integrazioni, della legge n. 257 del 1992 e del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994. Legge regionale 16 dicembre 2005, n. 22;
- il Piano regionale succitato prevede la realizzazione di numerose attività da realizzarsi in fasi e tempi differenti, prevedendo la realizzazione di mappature e censimenti e, precisamente:
- una prima fase relativa al censimento-mappatura degli edifici pubblici o aperti al pubblico (sottocategoria della Categoria 2 del decreto ministeriale n. 101 del 2003) - Fase 1. Sono stati censiti 1.341 siti con presenza di amianto. Alla data di approvazione del Piano risultano essere interessati ancora dalla presenza di amianto n. 1101 siti pubblici o aperti al pubblico (pari all'82 per cento di quelli censiti). Tra l'altro su 377 comuni, in almeno 216 (57 per cento) sono presenti strutture pubbliche o aperte al pubblico o ad utilizzazione collettiva, contenenti materiali con amianto;
- una seconda fase concernente il censimento-mappatura degli impianti industriali attivi e dismessi (Categoria 1 del decreto ministeriale n. 101 del 2003) - Fase 2. Sono stati censiti 688 siti. Alla data di approvazione del Piano, risultano essere interessati ancora dalla presenza di amianto n. 605 siti relativi a impianti industriali attivi e dismessi (pari all'88 per cento di quelli censiti), mentre su 377 comuni, in almeno 147 (39 per cento) sono presenti impianti industriali contenenti amianto;
- una terza fase inerente il censimento-mappatura degli edifici privati, civili (residenziali), agricoli, artigianali e industriali (sottocategoria della Categoria 2 del decreto ministeriale n. 101 del 2003) - Fase 3. Il censimento/mappatura non risulta ancora essere stata espletata. Tale categoria risulta essere molto diffusa in Sardegna e sicuramente di gran lunga superiore rispetto a quelli complessivamente rilevati nelle due fasi precedenti;
- il problema del monitoraggio dall'amianto interessa naturalmente oltre le tre tipologie di rischio sopra evidenziato, anche la presenza di un rischio determinato da un aspetto geologico. Difatti la conoscenza geologica del territorio è fondamentale per consentire l'identificazione e la mappatura dei siti caratterizzati dalla presenza sul territorio di rocce amiantifere che costituiscono un pericolo per la diffusione delle fibre in modo da contribuire alla bonifica e alla messa in sicurezza anche di tali aree, considerato che nel territorio italiano e della Sardegna vi sono ancora presenti milioni di tonnellate di materiali contenenti tale sostanza, con evidenti potenziali implicazioni sanitarie dovute ai tragici effetti causati dalle sue fibre se le stesse vengono liberamente disperse nell'ambiente;
- l'amianto nel nostro Paese costituisce ancora oggi un problema irrisolto, nonostante la normativa italiana in tema di amianto sia tra le più avanzate in Europa; difatti a distanza di ventisette anni dall'emanazione della legge che stabilisce la cessazione dell'impiego dell'amianto (divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione, produzione di amianto e di prodotti che lo contengono) vengono ancora importati nel mercato italiano beni prodotti in Russia, Cina, Brasile, Kazakistan Canada e altri paesi che contengono tra i vari materiali anche la fibra da amianto, che non viene vietata dalle normative di questi Stati;

considerato che a seguito della adozione del Piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente la Regione Sardegna ha messo in campo numerose attività finalizzate a ridurre gli impatti da amianto; tuttavia persiste la presenza di numeri elevati di siti con presenza di amianto in edifici privati, civili (residenziali), agricoli, artigianali e industriali, di edifici pubblici o aperti al pubblico. Inoltre al momento non sono ancora stati bonificati i siti che trasformavano l'asbesto, la Sardit a Oristano e la Ce.Ma sarda a Marrubiu;

rilevato che questi due siti per essere tempestivamente bonificati dovrebbero essere opportunamente classificati tra i "Siti di interesse nazionale per la bonifica dall'amianto", alla stessa stregua degli stabilimenti dismessi dalle lavorazioni del cemento amianto della penisola che, attraverso l'uso di risorse pubbliche, sono stati quasi tutti bonificati e riconvertiti in strutture pubbliche di pregio culturale e paesaggistico, come ad esempio "Eternit Casale", dove al posto della fabbrica adesso sorge un parco, mentre i nostri due stabilimenti sono dei mostri di degrado ambientale e sanitario ancora oggi;

preso atto che il problema delle bonifiche da amianto è ben lungi dall'essere risolto, considerato che ogni anno si registrano ancora troppi decessi in Sardegna causati dal carcinoma polmonare e dal mesotelioma pleurico;

in particolare, i sottoscritti consiglieri regionali, per tutti questi motivi, ritengono che la Commissione d'inchiesta debba:
1) conoscere il numero complessivo negli ultimi 5 anni dei decessi e di coloro che si sono ammalati di tumore polmonare e altri tumori a causa della presenza di amianto in Sardegna e acquisire la mappa del rischio sull'intero territorio in funzione della sopradetta rilevazione;
2) conoscere il numero dei decessi di coloro che sono iscritti nel registro regionale delle persone che si sono ammalate a causa dell'amianto che si è infiltrato nei loro polmoni perché lavoratori ex esposti e il numero dei soggetti che non hanno lavorato negli stabilimenti che producevano amianto, ma utilizzavano "componentistica" contaminata da amianto e per questo motivo privi di alcun beneficio di legge;
3) conoscere se è stato attivato e completato il censimento-mappatura degli edifici privati, civili (residenziali), agricoli, artigianali e industriali e dove sono ubicati nell'intero territorio regionale al fine di definire la mappa del rischio e l'incidenza del fenomeno;
4) conoscere il numero residuale degli edifici pubblici o aperti al pubblico (sottocategoria della Categoria 2 del decreto ministeriale n. 101 del 2003) già censiti e che risultano essere ancora interessati dalla presenza di amianto, e acquisire la mappa del rischio e la sua incidenza sull'intero territorio regionale;
5) conoscere il numero residuale degli impianti industriali attivi e dismessi (Categoria 1 del decreto ministeriale n. 101 del 2003), già censiti e che risultano essere ancora interessati dalla presenza di amianto, e acquisire la mappa del rischio e la sua incidenza sull'intero territorio regionale;
6) conoscere se vi sono siti in Sardegna ove sono presenti rocce amiantifere che costituiscono un pericolo per la diffusione delle fibre, se le stesse sono state mappate e se è stato individuato il grado di pericolosità per la popolazione;
7) conoscere se negli ultimi 5 anni nelle attività di contrasto della Guardia di finanza e delle altre forze dell'ordine sia emerso anche in Sardegna l'importazione di beni provenienti dall'estero che contengono tra i vari materiali anche la fibra da amianto e che sono stati oggetto di sequestro, ovvero se si è a conoscenza dell'ingresso nel mercato regionale di prodotti contaminati commercializzati;
8) conoscere quante risorse sono state stanziate dalla Regione negli ultimi 5 anni per attivare la bonifica dei siti inquinati in Sardegna, quante sono state impegnate e quante sono state spese dai soggetti delegati alla gestione dei fondi, e quanti fondi al momento risultano essere inutilizzati e/o economie;
9) conoscere il fabbisogno finanziario complessivo dell'operazione "bonifica dell'intero territorio della Sardegna" al fine di definirne la fattibilità e la programmazione secondo un adeguato crono programma di intervento;
10) valutare l'avvio di azioni finalizzate ad attivare la procedura di inserimento dei siti Sardit di Oristano e Ce.Ma Sarda di Marrubiu fra i siti di interesse nazionale per la bonifica dall'amianto, con la precisa finalità di usufruire dei benefici di legge alla stessa stregua dei siti della penisola;
11) valutare la situazione relativa ai lavoratori sardi degli stabilimenti che hanno utilizzato la fibra in attività interessate da "componentistica", come ad esempio Ottana, Porto Torres ecc., i quali, benché esposti alla fibra di amianto, non hanno mai avuto accesso alla tutela sanitaria attiva riservata opportunamente agli ex esposti all'amianto, sebbene in Sardegna la legge regionale n. 22 del 2005 abbia istituito il registro ed affidato tutto allo SPRESAL;
12) acquisire la documentazione e valutare con quali procedure e con quali riscontri, la Commissione di accertamento rischio lavorativo (CONTARP) dell'INAIL ha accertato che in Sardegna l'amianto è stato utilizzato in quantità esigua.

f.to Cera, Cocciu, Talanas, Peru, Marras, Mura,
Mele, Piras, Canu, Saiu, Piga, Satta Giovanni Antonio,
Mundula, Loi, Maieli, Piano, De Giorgi, Caredda,
Solinas Alessandro, Ciusa, Li Gioi, Manca Desiré Alma, Fancello