CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interpellanza n. 32/A

CERA - COCCIU - TALANAS - MURA - MAIELI - PERU sui danni alle produzioni agricole causati dalle cornacchie.

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I sottoscritti,

premesso che:
- il mondo agricolo della Sardegna, in particolar modo l'Oristanese, ma anche tanti altri territori fra i quali il Campidano, il Sassarese, la Nurra, la Romangia, l'Anglona, il Sulcis, in questi ultimi giorni, ha lanciato direttamente e attraverso le associazioni di categoria un disperato grido di allarme per il grande malessere, sconforto e disperazione che serpeggia fra gli operatori agricoli, in relazione agli innumerevoli danni causati, dapprima al sistema di irrigazione (manichette gocciolanti), successivamente alle colture agricole primaverili ed estive, dalle cornacchie che stanno letteralmente devastando le produzioni orticole in campo;
- la popolazione della cornacchia grigia (Corvus cornix) negli ultimi anni, facilitata dal suo comportamento opportunista, ha visto una forte espansione sia nelle aree urbane, dove ha potuto approfittare della presenza di abbondanti fonti trofiche artificiali, sia nelle aree rurali della Sardegna approfittando delle importanti produzioni delle colture agricole primaverili ed estive. Ne sono dimostrazione le tonnellate di angurie predate in questi giorni e la situazione a rischio per la coltura dei meloni nelle prossime settimane. La popolazione stanziale di Corvidi ha raggiunto un livello di alta densità locale, non più sostenibile sia dal punto di vista socioeconomico che dal punto di vista ambientale;
- il costante e progressivo incremento della popolazione dei Corvidi sta determinando ingenti danni agli agricoltori della Sardegna e una vera e propria emergenza ambientale, alla luce del fatto che le cornacchie si cibano oltre che di sostanze vegetali anche di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e isopodi, rappresentando un fattore limitante delle specie; il consumo da parte delle cornacchie di uova e di piccoli interferisce sul tasso annuo di natalità e di sopravvivenza dei giovani nelle prime fasi di sviluppo delle "specie predate, portando ad un consistente decremento delle popolazioni" e determinando una vera e propria "desertificazione delle specie"; oramai questa specie predatoria occupa a titolo quasi esclusivo, l'ambiente agrario della Sardegna, andando a modificare sensibilmente l'ecosistema del nostro ambiente mediterraneo;

preso atto che diverse provincie della Sardegna a tutt'oggi non si sono ancora dotate del piano d'intervento per il controllo delle popolazioni di fauna selvatica e, in particolare, del piano di abbattimento delle cornacchie;

considerato che eventuali prossimi interventi, visto il ritardo accumulato, limiterebbero insensibilmente la presenza delle cornacchie e, conseguentemente i danni al sistema agricolo, anche in relazione al fatto che i piani di contenimento prevedono misure dissuasive che si stanno dimostrando assolutamente inefficaci, mentre non vengono autorizzati sufficienti abbattimenti selettivi che in passato hanno dato qualche risultato;

evidenziato che il mondo agricolo con questa grave situazione di incertezza rischia non solamente il "raccolto della stagione agraria" frutto del lavoro sul campo, ma di compromettere contratti di fornitura precedentemente sottoscritti, che poi non riesce ad onorare a causa delle enormi perdite avute sul campo, rischiando anche di essere citato per danni dalle aziende di commercializzazione con cui hanno stipulato i contratti di fornitura;

preso atto altresì dello scetticismo generalizzato sviluppatosi negli anni sulle capacità della Regione e delle provincie di gestire tale conflitto, a causa del ritardo cronico nei pagamenti degli indennizzi, della irrilevanza del ristoro economico per compensare il danno subito, accresciuto da una burocrazia asfissiante da parte degli enti preposti alla verifica e alla quantificazione del danno;

appurato che la stagione in corso è oramai compromessa e che ogni intervento "concreto" per la dissuasione delle cornacchie, benché sia comunque fortemente auspicato, è assolutamente tardivo e i danni subiti sono irrimediabili e hanno già compromesso circa il 70 per cento del raccolto dell'estate 2019, che necessariamente deve essere ristorato in maniera adeguata con uno stanziamento congruo di risorse da destinare al rimborso dei danni subiti dagli agricoltori,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) quali misure e in quali tempi intendano porre in essere un sistema di contenimento concreto e strutturale, efficace nel tempo per ridimensionare la popolazione della cornacchia grigia (Corvus cornix) e contenere al minino i danni alle colture;
2) quali misure intendano porre in essere nei confronti di quelle provincie che non si sono dotate del Piano d'intervento per il controllo delle popolazioni di fauna selvatica e in particolare del Piano di abbattimento delle cornacchie;
3) quali misure finanziarie straordinarie intendano mettere in campo per programmare interventi di ristoro degli ingenti danni subiti dagli operatori agricoli;
4) quali misure amministrative intendano definire per stabilire a priori un tempo limite su cui la Regione intende impegnarsi per verificare, quantificare e liquidare i danni subiti dal mondo delle campagna;
5) se intendano, viste le innumerevoli difficoltà normative e relative interpretazioni, convocare urgentemente un tavolo di lavoro che veda partecipare l'Amministrazione regionale, le province, il Corpo forestale e le organizzazioni professionali agricole.

Cagliari, 18 luglio 2019