CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 224/A

CUCCU, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche riguardanti il reparto di urologia dell'Ospedale San Michele dell'Azienda ospedaliera Brotzu e riflessi nefasti sui pazienti oncologici.

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La sottoscritta,

premesso che:
- l'Azienda ospedaliera Brotzu, costituita dall'Ospedale San Michele, dall'Ospedale oncologico A. Businco e dall'Ospedale pediatrico microcitemico A. Cao, rappresenta un punto di riferimento per tutto il territorio sardo;
- la sua equipe medica da sempre, con grande professionalità e dedizione, garantisce ai pazienti elevati standard di qualità;
- i tre presidi ospedalieri sono centri di alta specializzazione, motivo di orgoglio per tutta la sanità sarda;

rilevato che:
- in data 24 novembre 2019, come appreso dagli organi di stampa, nel reparto di urologia dell'Ospedale San Michele non c'erano medici reperibili per procedere al prelievo dei reni di un donatore sassarese, a causa della scadenza al 30 aprile 2019 del Progetto trapianti 2018 sulla attività di donazione, prelievo e trapianto di organi e tessuti;
- il mancato prelievo, dopo varie interlocuzioni intercorse fra l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e il commissario del Brotzu, è stato scongiurato in extremis grazie all'intervento dell'equipe dell'urologia che ha ricevuto uno specifico ordine di servizio e che ha svolto la propria encomiabile attività seppure, come riportato dalla stessa stampa, in assenza di copertura legale, assicurativa ed economica (incentivi per l'attività straordinaria) da oltre sei mesi;

rilevato, altresì, che:
- tale operazione, che per fortuna si è conclusa positivamente, ha comportato il rinvio di altri tre interventi, che dovevano essere eseguiti su pazienti affetti da tumore, stante la carenza di personale medico;
- sono stati sospesi interventi salvavita, che oltre a creare danni ai pazienti, continuano ad allungare le già interminabili liste d'attesa;
- i tempi degli interventi programmati, maldestramente definiti "ordinari", devono essere sempre rispettati in quanto anch'essi emergenze, quando si parta di pazienti oncologici;

dato atto che:
- occorre rinforzare gli organici e garantire loro la giusta e meritata remunerazione per una attività, come quella dei trapianti, ad alto rischio, che esula dall'attività istituzionale dell'azienda;
- è necessario quanto prima approvare il Progetto trapianti 2019, al fine di scongiurare la totale paralisi dell'attività di donazione, prelievo e trapianto di organi e tessuti;

ritenuto necessario:
- garantire gli interventi oncologici programmati così come calendarizzati anche nell'eventualità in cui sopraggiungano ulteriori emergenze, come di fatto avvenuto;
- salvaguardare parimenti la salute dei pazienti oncologici,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) quali azioni intendano porre in essere per superare le problematiche sopra esposte;
2) se il Progetto trapianti anno 2019 sia stato redatto e se è di prossima approvazione;
3) quale sia la situazione delle liste d'attesa dei pazienti oncologici di tutta l'azienda alla luce di quanto si è evidenziato dopo questa vicenda;
4) se non ritengano opportuno costituire una equipe d'emergenza in campo oncologico per la gestione delle urgenze/emergenze sopraggiunte, al fine di non dover rinviare gli interventi "ordinari" calendarizzati.

Cagliari, 27 novembre 2019