CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 55/A

SALARIS - COSSA - MARRAS - SATTA Giovanni Antonio, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di aprire un centro per procreazione medicalmente assistita (PMA) a Ozieri.

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I sottoscritti,

premesso che il tasso di natalità in Sardegna ha un trend negativo e il rischio di spopolamento delle zone interne si fa sempre più concreto;

considerato che lo stile di vita moderno e l'oggettiva difficoltà a raggiungere una solidità economica hanno spostato i tempi della costruzione di una famiglia e della nascita dei figli sempre più avanti con l'età, aumentando nel contempo le problematiche della procreazione naturale;

constatato che la spesa sanitaria per prestazioni extraregione è molto elevata (77 milioni di euro) e pertanto sostenere ed implementare il servizio di supporto alle coppie sterili potrebbe migliorare il tasso di natalità e contrastare il fenomeno dello spopolamento delle zone interne oltreché contenere la spesa sanitaria regionale;

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 23/22 del 9 maggio 2017 che ha recepito gli accordi sanciti in sede di Conferenza Stato-regioni in data 15 marzo 2012, rep. atti n. 59/CSR, concernente "Requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle strutture sanitarie autorizzate di cui alla legge 19 febbraio 2004, n. 40, per la qualità e la sicurezza nella donazione, l'approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di cellule umane" e in data 25 marzo 2015, rep. atti n. 58/CSR, recante "Criteri per le visite di verifica dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi dei centri PMA e per la formazione e qualificazione dei valutatori addetti a tale verifiche";

ricordato che il comma 23 dell'articolo 8 della legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48 (Legge di stabilità 2019) ha stanziato 350.000 euro in favore delle coppie residenti in Sardegna per l'accesso alle tecniche PMA di tipo eterologa da effettuarsi presso strutture pubbliche o private accreditate in ambito nazionale ed internazionale, evidenziando la necessità di un supporto economico alle coppie che si rivolgono ai centri fuori dalla Sardegna e che devono farsi carico delle spese relative alle cure, ai costi di viaggio e di alloggio (circa 3.000 euro);

rilevato che molti centri della penisola fanno capo a società private che operano in regime convenzionato con il Servizio sanitario locale, per la diagnosi ed il trattamento dell'infertilità di coppia, con l'applicazione delle più avanzate tecniche di procreazione medicalmente assistita (monitoraggio ovulazione, rapporti mirati, inseminazione intrauterina, fecondazione in vitro ed embrio-transfer, ICSI, Assisted hatching, diagnosi genetica preimpianto e preconcepimento, criocongelamento ovocitario del liquido seminale ed embiopale);

tenuto conto che in Sardegna sono attivi solo tre centri PMA, di cui due nel sud Sardegna, Azienda ospedaliera Brotzu (Ospedale Microcitemico) e Azienda ospedaliera Universitaria di Cagliari, e uno soltanto nel nord Sardegna, Azienda ospedaliera Universitaria di Sassari, ma registrano lunghe liste d'attesa, anche di oltre un anno;

appreso che nei centri isolani si effettuano per lo più UIU (inseminazioni intrauterine) e quindi le coppie che vogliono accelerare i tempi ed ottenere il risultato devono comunque recarsi fuori Sardegna;

evidenziato che a Ozieri, a seguito della ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna, è presente un ospedale con reparti che lavorano a regime ridotto, con un blocco operatorio di ultimissima generazione a regime ridotto e con un centro di genetica all'avanguardia, a cui fanno già riferimento molte coppie per le analisi preliminari alla fecondazione assistita;

appurato che dopo le analisi ed il prelievo ovocitario le coppie devono attendere, a disposizione del centro, lo sviluppo embrionale in vitro, che richiede da tre a cinque giorni, per poter effettuare il transfert embrionario,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza della necessità di attivare in Sardegna un altro centro PMA per accorciare i lunghi tempi di attesa che le coppie sarde sono costrette ad aspettare per poter vedere realizzato il desiderio di avere un figlio;
2) quali iniziative intendano intraprendere per permettere un più facile accesso al percorso PMA per i sardi, evitando che debbano sostenere gli oneri economici e non solo, derivanti da viaggi in centri nazionali e internazionali;
3) se non ritengano, infine, di poter prevedere una manifestazione di interesse rivolta alle società che già operano e gestiscono centri in Italia per l'attivazione di un centro PMA che possa utilizzare le strutture semi dismesse esistenti nell'ospedale di Ozieri e migliorare l'offerta sanitaria relativa alle pratiche di inseminazione artificiale.

Cagliari, 1° luglio 2019