CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 91/A

ENNAS - GIAGONI - MELE - CANU - SAIU - MANCA Ignazio - PIRAS, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione della società Abbanoa Spa.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'obbiettivo strategico che portava alla nascita di Abbanoa era la razionalizzazione dei processi industriali di fornitura di acqua potabile, di fognatura e potabilizzazione e la fornitura di un servizio idrico integrato con adeguati standard di qualità ai sardi;
- le preoccupanti vicende che negli ultimi anni hanno contraddistinto negativamente la gestione del servizio idrico integrato della Sardegna da parte del gestore unico Abbanoa Spa sono state oggetto di attenzione da parte delle istituzioni regionali e degli organi giurisdizionali. Le criticità nella gestione dei crediti, le pratiche commerciali scorrette, le irregolarità nelle letture dei consumi e nella gestione del ciclo attivo di fatturazione e l'inadeguatezza della gestione degli impianti di potabilizzazione e depurazione sono solo alcuni degli elementi negativi che hanno contribuito a tracciare un quadro grave ed allarmante nella gestione del servizio di fornitura di acqua e dei servizi di fognatura e depurazione nella regione Sardegna;

considerato che:
- in data 22 dicembre 2017 il Tribunale di Nuoro ha pronunciato un'ordinanza con la quale ha accolto l'istanza presentata da Adiconsum contro Abbanoa e dichiarato l'illegittimità dei "conguagli regolatori" richiesti dal gestore idrico agli utenti, relativamente agli anni 2005-2011. Conseguentemente il giudice ha ordinato ad Abbanoa "di astenersi dal richiedere ai clienti-utenti il pagamento di somme a titolo di conguagli "partite pregresse 2005-2011", di astenersi dall'inviare agli utenti preavvisi di distacco e sospensione della fornitura e di cessare ogni attività di riscossione dei conguagli";
- in data 12 giugno 2019 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deliberato di irrorare ad Abbanoa una sanzione di 3.300.000 euro più una sanzione amministrativa di 550.000 euro per aver messo in essere pratiche commerciali aggressive ritenute scorrette relative al mancato accoglimento di istanze di prescrizione relative a fatture pluriennali e nella frapposizione di ostacoli non contrattuali e sproporzionati nei casi di richiesta di rettifica delle fatture a seguito di perdite occulte;

rilevato che:
- le azioni giudiziarie promosse dai cittadini-utenti e dalle associazioni di categoria contro la società di gestione del servizio idrico sono innumerevoli e sono destinate ad aumentare in virtù delle pronunce giurisprudenziali di condanna;
- le relative spese a carico di Abbanoa Spa hanno importi elevatissimi, sia riferiti ai costi della difesa in giudizio che all'ammontare delle somme indebitamente percepite e quindi da restituire agli utenti;
- una notevole quantità di fondi vengono mediamente assorbiti dalle spese di liti contro gli utenti e contro il personale nelle quali Abbanoa è spesso soccombente;
- sono decennali i ritardi con i quali viene condotta la gestione tecnico-operativa del servizio da parte del gestore unico, relativamente alla mancata realizzazione degli investimenti in opere infrastrutturali di fondamentale importanza;
- emergono importanti criticità nell'attività di conduzione degli impianti di potabilizzazione e della gestione della risorsa, evidenziate quotidianamente dai problemi di non potabilità a livello regionale. Si evidenzia che dalla qualità della risorsa immessa nelle reti dipende la sicurezza dei consumatori e che il Ministero della salute, con decreto 14 giugno 2017, ha recepito a livello nazionale la "Direttiva UE 2015/1787 del 6 ottobre 2015" nonché la "Direttiva 98/83/CE del 3 novembre 1998" sulla qualità delle acque destinate al consumo umano; richiamando i gestori del servizio idrico a una più severa valutazione del rischio e introducendo il modello dei Piani per la sicurezza dell'acqua (PSA), modello che impone un'analisi estensiva del rischio nell'intera filiera idropotabile, adottando programmi di controllo secondo gli indirizzi delle linee guida sviluppate dall'Istituto superiore di sanità (ISS) e dal Ministero della salute (rapporti ISTISAN 14/21);

riscontrato che la Regione è socia di Abbanoa e che la società Abbanoa Spa riceve dalla Regione costanti quote di finanziamento pubblico e pertanto le ingenti somme necessarie alla difesa in giudizio nelle cause promosse dai cittadini-utenti costituiscono denaro pubblico;

ritenuto che:
- il denaro pubblico debba essere destinato al perseguimento e alla realizzazione degli interessi della popolazione sarda;
- la società Abbanoa debba essere gestita correttamente e nel rispetto delle norme di legge e regolamentari di disciplina, considerata la complessità del servizio idrico e quindi la professionalità e le competenze necessarie ad un efficiente sistema di gestione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
2) a quanto ammontino le spese legali sostenute da Abbanoa negli ultimi quattro anni relativamente ai contenziosi con i cittadini-utenti;
3) quanti siano i procedimenti giudiziari promossi dai cittadini-utenti e associazioni nei confronti della società gestore negli ultimi quattro anni e quale sia stato l'esito di quelli giunti a conclusione;
4) se intendano valutare gli atti e le decisioni poste in essere dal management del gestore unico Abbanoa al fine di determinare eventuali possibili responsabilità e natura ed entità dei relativi danni;
5) quali iniziative, per quanto di competenza, intendano assumere nei confronti degli organi di vertice della società;
6) se siano a conoscenza dell'avvio delle procedure relative ai Piani per la sicurezza dell'acqua da parte del gestore unico e se i dipartimenti degli Assessorati interessati siano stati coinvolti come previsto dalla normativa.

Cagliari, 18 luglio 2019