CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 106

SATTA Gian Franco - AGUS - CADDEO - STARA - ORRÙ - PIU - LOI - ZEDDA Massimo - GANAU - PISCEDDA - PIANO - COMANDINI - CORRIAS - MORICONI - LAI - COCCO in merito alla modifica della prescrizione di ricovero ordinario nell'interruzione volontaria della gravidanza con tecniche farmacologiche.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che l'interruzione di gravidanza è legale in Italia dal 1978 ed è regolata dalla legge n. 194 del 1978 "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza"; l'aborto risulta una delle scelte più difficili e dolorose a cui una donna può ricorrere durante la sua vita e, in tal caso, deve essere compresa, protetta e garantita attraverso l'uso di pratiche di interruzione della gravidanza che limitino il più possibile la sofferenza fisica e psichica;

CONSIDERATO che:
- il 30 luglio 2009 l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha deliberato l'autorizzazione all'immissione in commercio dell'RU486 e nel dicembre 2009, con pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è stata definitivamente autorizzata l'immissione in commercio del medicinale per uso umano Mifegyne, ovvero la pillola abortiva;
- all'aborto chirurgico, con l'evoluzione delle tecniche farmacologiche, si è aggiunta la possibilità per la donna di ricorrere all'aborto farmacologico, considerato meno rischioso per l'interruzione della gravidanza e più rispettoso della dignità personale della donna, della sua integrità fisica e psichica;
- dalla sua introduzione in Italia, l'aborto farmacologico registra numeri sempre più in crescita, così come comprovato dai dati forniti dal Ministro della salute;
- nonostante il day hospital sia ampiamente riconosciuto come il tipo di ricovero clinicamente più idoneo per le prestazioni mediche richieste, in alcune parti d'Italia, tra cui la Sardegna, si procede con il ricovero ordinario per tre giorni e che, a tal proposito, spesso si registrano dimissioni volontarie delle pazienti per evitare tale obbligo;

RISCONTRATO che:
- in nessun altro Paese, a parte l'Italia, è previsto trattenere la donna ricoverata in ospedale tra le operazioni di somministrazioni dei farmaci;
- molte regioni hanno legiferato a tal proposito e il ricovero in day hospital è previsto, tra le altre, in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio;

TENUTO CONTO che:
- da un punto di vista psicologico il day hospital risulta una modalità più favorevole per la donna;
- da un punto di vista etico, non appare corretto prevedere un ricovero di tre giorni senza alcuna necessità clinica, né far gravare sulle donne la responsabilità, come già detto, di dimissioni volontarie;

ATTESO che la scelta tra ricovero in day hospital o ricovero ordinario dovrebbe essere lasciata al medico sulla base di valutazioni cliniche specifiche,

impegna il Presidente della Regione
e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale

alla modifica, in ambito regionale, della prescrizione di ricovero ordinario nell'interruzione volontaria della gravidanza con tecniche farmacologiche a favore del ricovero in modalità day hospital, qualora le condizioni siano possibili.

Cagliari, 5 novembre 2019