Mozione n. 141

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 141

MANCA Desirè Alma – CIUSA – LI GIOI – SOLINAS Alessandro sulla riqualificazione dell’ex Carcere di San Sebastiano di Sassari.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’ex Carcere di San Sebastiano di Sassari è stato costruito nel 1871 e per 150 anni tra le sue mura hanno espiato le proprie pene migliaia di detenuti;
– l’ex Carcere è stato dismesso nel 2013 con il trasferimento dei detenuti nel nuovo carcere di Bancali;
– a partire dal 2013, l’Agenzia del demanio ha avviato interlocuzioni con l’Amministrazione giudiziaria per valutare l’ipotesi di una riqualificazione e riconversione dell’ex carcere in polo giudiziario allo scopo di conseguire un’efficiente razionalizzazione ed ottimizzazione logistica degli spazi in uso al Ministero della Giustizia e il risparmio dei canoni corrisposti per la locazione passiva degli immobili privati attualmente sede degli uffici giudiziari;
– a tal fine, il 15 maggio 2014 è stato siglato un protocollo d’intesa per l’approvazione dell’idea progettuale e dello studio di prefattibilità dell’intervento di riqualificazione e riconversione, sottoscritto dal Comune di Sassari, dalla Direzione regionale Sardegna dell’Agenzia del demanio, dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, dalla Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici della Sardegna, dalla Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle Province di Sassari e Nuoro, dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Sardegna, dal Tribunale di Sassari, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari e dal Consiglio dell’ordine forense di Sassari;
– l’ex Carcere è individuato dal PUC come bene paesaggistico-architettonico e identitario soggetto a tutela integrale ed è stato dichiarato dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale della Sardegna di interesse culturale e storico-artistico ai sensi dell’articolo 10, comma 1, e dell’articolo 13 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio);
– con l’accertamento della compatibilità delle future destinazioni d’uso direzionale e museale, avvenuto nel 2017 a cura dell’Amministrazione comunale, e con l’approvazione da parte della Giunta regionale, il 29 maggio 2018, dello schema di Accordo di programma avente ad oggetto l’intervento di riqualificazione, si è dato il via all’esecutività del piano;

CONSIDERATO che:
– il 3 agosto 2018 è stato firmato l’Accordo di programma tra il Comune di Sassari, la Regione Sardegna, l’Agenzia del demanio, il Ministero dei beni e delle attività culturali e il Ministero della giustizia per avviare il percorso di riqualificazione dell’intero edificio;
– l’Accordo di programma prevede la riconversione dell’intera casa circondariale in polo giudiziario di 18.000 mq, destinato a divenire sede dell’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna, della Corte d’appello – Sezione distaccata di Sassari, dei giudici di pace, dei servizi delle amministrazioni giudiziarie, nonché di un museo della memoria carceraria e della sede di Sassari della Direzione regionale dell’agenzia del demanio;

CONSTATATO che:
– la realizzazione del polo giudiziario è finanziata dall’Agenzia del demanio con un iniziale investimento di 13.895.000 euro, a cui si aggiunge una compartecipazione di 700.000 euro da parte del Comune di Sassari per il Museo della memoria carceraria, la cui realizzazione rientra tra i progetti della rete metropolitana del nord Sardegna finanziati dalla Regione nell’ambito della programmazione territoriale integrata;
– l’investimento totale previsto dall’Agenzia del demanio per il completamento dell’operazione di riqualificazione urbana ammonta a 22 milioni di euro;
– la realizzazione del polo giudiziario consentirebbe un risparmio di denaro pubblico per un importo annuale di quasi due milioni di euro, importo attualmente speso per l’affitto degli uffici giudiziari sparsi in diverse zone del territorio comunale;
– l’impegno della Regione siglato con il suddetto accordo del 3 agosto 2018 consisteva nel finanziamento, insieme al Comune di Sassari, del museo dedicato alla memoria del luogo e delle persone che lo hanno vissuto, ritenuto struttura necessaria per la città, per il territorio, per l’intera rete metropolitana, in grado di divenire un tassello importante della rete museale;
– il Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari (Dicaar) ha realizzato, in collaborazione con un’equipe di studiosi francesi dell’Università di Tolosa, il progetto “Architetture liberate – sperimentazioni audio-visive per il patrimonio carcerario storico dismesso” della Sardegna al fine di ricostruire il sistema dei valori urbani, architettonici e paesaggistici che le carceri storiche dismesse in Sardegna sono ancora in grado di esprimere come monumenti singolari nella città contemporanea;
– il progetto, i cui esiti sono in corso di pubblicazione a cura del Dicaar, ha fatto emergere il perdurante legame che la comunità mantiene con l’ex Carcere di San Sebastiano grazie ai diversi valori che l’edificio è in grado di esprimere, a partire dalla particolarità della forma, che costruisce un immaginario suggestivo in grado di travalicare il muro per ricostruire un interno che sa di esterno;
– appare, quindi, innegabile il valore identitario del complesso nell’ambito del patrimonio culturale sassarese,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a porre in essere, in accordo con il Comune di Sassari, l’Agenzia del demanio, il Ministero dei beni e delle attività culturali (Mibac) e il Ministero della giustizia, ogni iniziativa necessaria e idonea a garantire la realizzazione del polo giudiziario dell’ex Carcere San Sebastiano di Sassari.

Cagliari, 9 gennaio 2020

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