CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 16

MELONI - AGUS - CADDEO - COCCO - COMANDINI - CORRIAS - DERIU - GANAU - LAI - LOI - MORICONI - ORRÙ - PIANO - PISCEDDA - PIU - SATTA Gian Franco - STARA - ZEDDA Massimo, sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione e dell'Assessore regionale dei trasporti, ogni utile azione e iniziativa volta a risolvere le criticità venutesi a creare a seguito del subentro del vettore Alitalia nella gestione delle rotte in continuità territoriale da Olbia verso le destinazioni di Milano e Roma, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- in data 11 aprile 2019, il Ministro dei trasporti, d'intesa con il Presidente della Regione, decideva di revocare parzialmente il bando sulla nuova CT1 relativamente ai lotti inerenti gli scali aeroportuali di Cagliari e Alghero;
- la medesima decisione non veniva assunta per lo scalo aeroportuale di Olbia, dove conseguentemente entrava in vigore, a far data dal 17 aprile 2019, il nuovo regime di continuità territoriale, che prevede sia modifiche alle modalità di trasporto (in termini di tariffe, beneficiari, ecc.), che il subentro di un nuovo vettore aggiudicatario della gara;

OSSERVATO che:
- questa decisione crea delle enormi criticità:
1) differente regime di continuità territoriale fra gli scali: in due aeroporti è possibile fruire della tariffa unica, mentre in uno è differenziata tra residenti e non residenti;
2) creazione, di fatto, di un pericoloso monopolio a favore di un unico vettore che, grazie al regime di continuità differenziato fra gli scali, può decidere di spostare flussi di traffico non in base alle esigenze del territorio o dei cittadini, bensì alle proprie politiche commerciali;
- al fine di poter effettuare il servizio sullo scalo di Olbia, la compagnia Alitalia, seppur in uno stato di profonda crisi aziendale, decideva in data 8 aprile 2019 di garantire il servizio senza compensazioni nonostante una struttura dei costi marcatamente più elevata di quella di Air Italy e connessa con la mancanza di equipaggi basati sulla città di Olbia;
- la compagnia Air Italy, in un'ottica di tutela del territorio aveva precedentemente (in data 12 marzo 2019) garantito di poter prestare il servizio senza compensazioni sull'aeroporto di Olbia; tuttavia a seguito dell'accordo fra il Ministro dei trasporti ed il Presidente della Regione decideva di interrompere le attività della propria flotta basata in Sardegna, aprendo così:
1) una crisi occupazionale che interessa oltre 600 lavoratori e che potrebbe portare allo spostamento totale della sede aziendale sullo scalo di Malpensa;
2) possibili importanti ripercussioni sulle entrate tributarie regionali in termini di mancato gettito IRAP, IVA e IRPEF;

CONSIDERATO che la Regione, a guida del Presidente Solinas, si è trincerata, rispetto alla decisione di non revocare il bando anche sul lotto di Olbia, su un presunto danno erariale che si genererebbe dal mantenimento del vecchio regime di continuità in quello scalo aeroportuale;

RITENUTO che in realtà, sarebbe certamente superiore il danno socio-economico (ammortizzatori sociali, ecc.) e tributario (e quindi erariale) che si verrebbe a creare nell'ipotesi di abbandono definitivo della Sardegna da parte della compagnia Air Italy;

EVIDENZIATO che:
- la decisione di Alitalia di svolgere il servizio su Olbia senza compensazioni avveniva nello stesso periodo in cui il "prestito ponte" pagato da tutti i contribuenti, anziché essere restituito alla scadenza prevista (30 giugno 2019), veniva trasformato in un prestito non oneroso a tempo indeterminato; ne consegue che Alitalia poteva assumere tale decisione, di partecipazione anche in possibile perdita, sfruttando condizioni maggiormente favorevoli rispetto al concorrente Air Italy, che notoriamente non beneficia della copertura finanziaria garantita dallo Stato; un evidente caso di concorrenza sleale che probabilmente non sfuggirà all'occhio vigile delle competenti autorità nazionali ed europee;
- a decorrere dal 17 aprile 2019 i vettori Air Italy e Alitalia avrebbero dovuto "spartirsi" le rotte in regime di continuità territoriale da e per l'aeroporto di Olbia, quantomeno fino all'esito dell'attività di mediazione promossa dal Presidente Solinas;
- differentemente da quanto sopra, da un mese a questa parte le rotte in regime di continuità territoriale su Olbia vengono operate dal solo vettore Alitalia, mentre gli equipaggi sardi di Air Italy risultano inoperanti a zero ore;
- é decorso inutilmente il termine del 5 maggio, sbandierato dal Presidente Solinas alla vigilia di Pasqua, così come quello successivo del 15 maggio, nel silenzio totale del Governo regionale nonostante le continue richieste giunte dalle opposizioni in Consiglio regionale al Presidente della Regione affinché riferisse in modo puntuale e non generico in Aula,

impegna il Presidente della Regione

1) ad avviare, senza ulteriori ritardi, le procedure di revoca del bando afferente la cosiddetta "nuova CT1" anche con riferimento ai lotti inerenti lo scalo aeroportuale di Olbia, ristabilendo così il principio di omogeneità del sistema aeroportuale sardo;
2) in via meramente subordinata, al solo fine di scongiurare una crisi occupazionale che la Regione non può permettersi, a proseguire nell'attività di mediazione fra le due compagnie finalizzata al ritiro di Alitalia da Olbia e/o, di concerto con il Governo nazionale, a prendere atto dei reali costi di produzione in capo ad Alitalia nelle rotte di Olbia senza compensazioni e ad agire di conseguenza nell'interesse dei contribuenti, dell'azienda stessa e degli oltre 600 lavoratori di Air Italy.

Cagliari, 20 maggio 2019