CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 45

COCCO - LAI sull'emergenza ambientale verificatasi nelle aree adiacenti l'ex campo Rom sito nel territorio di Cagliari, a ridosso della strada statale n. 554, nonché sugli interventi necessari per procedere alla bonifica delle aree inquinate.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- nel giugno del 2012, a seguito del sequestro della magistratura penale e della conseguente ordinanza del Comune di Cagliari, veniva effettuato lo sgombero del campo Rom situato nel territorio a ridosso della strada statale n. 554, con la sistemazione, anche attraverso la collaborazione della Caritas locale, di quasi 160 residenti del campo (tra cui una quarantina di minori) in idonee strutture ricettive distribuite nell'area metropolitana di Cagliari;
- il sopracitato sgombero si era reso necessario al duplice scopo di assicurare una sistemazione logistica più civile ed adeguata, sotto il profilo igienico-sanitario, al gruppo etnico che con donne e bambini occupava stabilmente il campo, e di garantire adeguate condizioni di vita e di salute ai cittadini residenti nei quartieri limitrofi - quello cagliaritano di Mulinu Becciu e quello selargino di Su Planu - condizionate troppo spesso dagli effetti nocivi delle combustioni di materiale tossico, operate quotidianamente da alcuni cittadini Rom residenti nel campo;

CONSIDERATO che:
- dopo un iniziale periodo di stasi, l'area immediatamente adiacente quella inizialmente sgomberata veniva nuovamente occupata da alcune famiglie Rom già allontanate in precedenza, con la ricomparsa di baracche e discariche abusive a cielo aperto, e conseguente ripresa sistematica delle combustioni di materiale tossico;
- la Procura della Repubblica di Cagliari disponeva nuovamente il sequestro giudiziario, questa volta dell'ulteriore area adiacente l'ex campo Rom nonché specifica consulenza tecnica volta ad accertare, attraverso la caratterizzazione dell'area, le reali condizioni ambientali;
- con avviso di conclusione delle indagini del 29 settembre 2017, la stessa Procura della Repubblica chiedeva il rinvio a giudizio di alcuni cittadini Rom, accusati di diversi reati ambientali, in particolare quello di "disastro ambientale";
- un gruppo di cittadini residenti nei quartieri limitrofi, riunitosi in "Comitato No Diossina", con richiesta di intervento statale ex articolo 309 del Codice Urbani (decreto legislativo n. 152 del 2006) sollecitava tramite un legale l'intervento del Ministero dell'ambiente, dovendosi ritenere esposte a pericolo un rilevante numero di persone quantomeno individuabili nel quartiere prospiciente il campo nomadi, attesa la presenza di tenori di PM10 e PCDD/F decisamente superiori agli standard di legge (con conseguente rischio non accettabile da sostanze cancerogene);
- la stessa Prefettura di Cagliari, nel trasmettere l'istanza ricevuta, rappresentava il rinvenimento presso il campo di importanti quantitativi di lastre di eternit in disfacimento per le quali si sollecitava la rimozione;

EVIDENZIATO che nonostante lo sgombero, come ripetutamente denunciato da diversi cittadini residenti di Mulinu Becciu e Su Planu, anche organizzati in associazioni e comitati, quasi quotidianamente continuano a verificarsi grandi roghi e colonne di fumi tossici generati dalla combustione di materiale da discarica,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

ad assumere tutte le iniziative necessarie, anche in collaborazione con le autorità statali proposte, al fine di bonificare l'area compromessa e prevenire ulteriori condotte lesive dell'ambiente e della salute dei cittadini residenti.

Cagliari, 31 luglio 2019