CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 72

PISCEDDA - DERIU - CORRIAS - GANAU - COMANDINI - MELONI - MORICONI - PIANO sulle azioni per l'integrazione delle politiche migratorie a tutela dei migranti e dei cittadini sardi.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che:
- la gestione dei flussi migratori interessa in maniera diretta la Sardegna fin dalla crisi tunisina del 2010 e, successivamente a partire dal 2014, con un flusso rilevante di migranti (circa 23.000) sia tramite l'accesso controllato del sistema Frontex che con gli sbarchi diretti (cosiddetti fantasma) di migranti dichiaratamente irregolari e non richiedenti asilo provenienti in particolare dall'Algeria;
- gli sbarchi tramite il sistema Frontex sono cessati in Sardegna a partire dal mese di agosto 2017 grazie all'impegno congiunto della Regione e del Ministero dell'interno;
- gli sbarchi diretti dalla Regione algerina di Hannaba, invece, non sono mai cessati e sono ancora in corso contando nel 2019 già più di 600 arrivi di migranti non richiedenti asilo o protezione;
- gli attuali scenari geopolitici euro mediterranei non consentono di escludere che la nostra Regione possa essere nuovamente interessata da consistenti sbarchi già nel corso dei successivi mesi di quest'anno;

TENUTO CONTO che:
- a seguito di tale emergenza la Regione fin dal 2016 ha sviluppato una strategia per l'accoglienza diffusa ed integrata dotandosi per la prima volta e prima regione in Italia, di un Piano regionale per la gestione dei flussi migratori non programmati, quale strumento di pianificazione atto a coniugare e integrare le diverse politiche, prestando attenzione alle specificità del contesto regionale e della sicurezza dei cittadini e dei migranti;
- il Piano regionale è sottoposto ad annuali revisioni in risposta al mutare dei bisogni e delle potenzialità espressi dal territorio in termini di accoglienza e ai cambiamenti intervenuti nello scenario internazionale e locale;
- i recenti processi di trasformazione riconducibili alle modifiche introdotte con il decreto legge n. 113 del 2018, convertito con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132 e, in particolare, alla riforma del sistema di seconda accoglienza SIPROIMI, rappresentano uno scenario che ha imposto una riconfigurazione della risposta istituzionale sia sul versante organizzativo che su quello politico;
- alla gestione unitaria delle politiche è stata destinata, con la deliberazione della Giunta regionale n. 57/2 del 22 dicembre 2017, un'unità di progetto, secondo quando previsto dall'articolo 26 della legge regionale n. 31 del 1998, al fine di superare le criticità derivanti da competenze risiedenti in una pluralità di servizi regionali di enti pubblici e di soggetti privati;
- tale modalità amministrativa, senza aggravi di spesa per l'Amministrazione, ha garantito una gestione efficace delle politiche e consentito il reperimento di ulteriori e notevoli risorse aggiuntive di provenienza comunitaria e nazionale, tramite l'approvazione di 10 progetti presentati dalla Regione in partenariati con altri soggetti, pubblici e privati italiani ed europei, presso autorità nazionali ed europee per una dotazione suppletiva pari a più di 3 milioni di euro;

PRESO ATTO che il Piano regionale 2019 consta di 10 linee d'azione, finalizzate tra gli altri:
- supporto della Questura di Cagliari nella gestione degli sbarchi diretti;
- in attuazione del cosiddetto decreto Salvini, supporto tecnico all'ANCI nelle attività di monitoraggio delta rete del Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI);
- formazione professionale degli operatori di settore;
- coinvolgimento dei richiedenti e titolari di protezione in attività volontaria di pubblica utilità concordata con i comuni;
- predisposizione di avvisi pubblici rivolti alle società sportive sarde per l'erogazione di voucher;
- attività di informazione nelle scuole in merito alle conseguenze del cambiamento climatico;
- d'intesa con il Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, attivazione di 5 tirocini formativi, della durata di 4 mesi, volti a promuovere l'inclusione socio-lavorativa di minori sottoposti a misure detentive o alternative alla pena;
- definizione del quadro degli interventi da porre in essere in risposta ai bisogni di natura sanitaria in raccordo con l'ATS della Sardegna;
- contrasto alla tratta degli esseri, mediante la previsione di progetti di cooperazione internazionale con Paesi terzi di origine e di transito ai fini delta riduzione delle cause profonde in loco dei movimenti migratori;
- l'Unità di progetto ha realizzato un'ingente attività di progettazione comunitaria intercettando tali risorse nazionali ed europee pari a più di 3 milioni di euro per l'attuazione di progetti finanziati dal Ministero dell'interno e dal Ministero del lavoro, complementari e sinergici, al fine di garantire maggiore impatto sul territorio:
- tutela della salute dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizione di vulnerabilità psico-sanitaria;
- piano regionale formazione linguistica 2018/2021;
- piano d'intervento regionale per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi;
- realizzazione di interventi di rimpatrio volontario assistito e reintegrazione (RVAER) per favorire il processo di reinserimento dei rimpatriati nei Paesi di origine; 
- progetti transnazionali per l'integrazione di cittadini di Paesi terzi;

CONSIDERATI:
- la presenza di numerosi migranti sul territorio regionale e la necessità, anche per la sicurezza socio sanitaria dei cittadini locali, di mantenere con intensità azioni per l'integrazione e interventi, in coordinamento con il Governo, le regioni e l'Unione europea, di cooperazione tesi a aumentare le opportunità socio economiche presso i paesi di provenienza dei flussi;
- il persistere di sbarchi diretti da parte di migranti economici provenienti dall'Algeria, fenomeno di rilevante entità, criticità e gravità che, anche a causa della scarsità di mezzi e di personale, in particolare quelli deputati alla sicurezza e alla tutela della salute pubblica, crea apprensione per la concreta possibilità che la rotta Algeria-Sulcis, priva di un adeguato controllo, possa divenire ulteriore asse di passaggio verso l'Europa, rendendo la governabilità del fenomeno migratorio ancor più difficile;
- l'azione dell'Unità di progetto ha consentito e consentirà di supportare le autorità di pubblica sicurezza e quelle preposte alla tutela della pubblica sanità nell'affrontare tale problematica, nonché la concreta possibilità di avviare progetti verso l'Algeria per arginare tale fenomeno e favorire la cooperazione decentrata;
- il termine delle attività dell'Unità di progetto era stato previsto al 31 dicembre 2019, in ossequio alle strategie che avrebbe voluto definire la nuova Giunta regionale;

RILEVATO che la Giunta regionale ha avviato una fase di confronto con le organizzazioni sindacali avente ad oggetto una proposta di deliberazione tesa alla soppressione immediata dell'Unità di progetto "Ufficio di coordinamento regionale per accoglienza dei migranti" e l'affidamento della conclusione dei progetti in essere presso l'Assessorato del Lavoro; ciò senza che risulti essere stata fatta alcuna analisi sulle strategie e gli obiettivi raggiunti, o sulle necessità future per l'integrazione, ma esclusivamente sulla base di una semplice (e non esplicitata) ricognizione collegata genericamente al programma di governo;

CONSTATATO che:
- le azioni relative agli obiettivi di integrazione e di contrasto all'immigrazione illegale permangono necessarie in particolare a sostegno del sistema di sicurezza sociale e sanitaria per i cittadini sardi e gli stessi migranti;
- la soppressione dell'Unità di progetto senza un'adeguata analisi sulle necessità future e sulle adeguate modalità organizzative che consentano di garantire la prosecuzione dell'integrazione e del contrasto dell'illegalità, comporterà gravi danni alla sicurezza dei cittadini e danni diffusi alla gestione di problematiche relative alt' integrazione dei migranti regolari,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale:

1) a relazionare con urgenza in Consiglio regionale circa:
- lo stato delle azioni della Giunta relative alla gestione dei flussi migratori;
- lo stato dell'integrazione dei migranti presenti nell'isola;
- le strategie per garantire un contesto di sicurezza socio sanitaria per i cittadini sardi;
- le strategie per garantire un'adeguata integrazione sociale ed una adeguata assistenza sanitaria per i migranti stessi;
- le azioni di cooperazione con i paesi di provenienza dei flussi migratori;
- lo stato dei rapporti con il Governo e l'Unione europea per la gestione dì queste problematiche nell'interesse dell'intera popolazione regionale;
- le prospettive attese e gli impatti futuri del fenomeno migratorio per la nostra isola;
- le politiche complessive che la Giunta vorrà adottare per una gestione unitaria della situazione;
2) a mantenere, in attesa di tale relazione e della successiva discussione consiliare, il quadro organizzativo attuale, comunque in scadenza al 31 dicembre 2019 ed a proporre adeguate soluzioni organizzative per far fronte, in un'ottica di medio periodo a tutte le azioni previste.

Cagliari, 26 settembre 2019