CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 88

presentata dai Consiglieri regionali
COMANDINI - DERIU - COCCO Pietro - SABATINI - SOLINAS Antonio - FORMA - LOTTO - MANCA Gavino - MORICONI - PINNA Rossella - TENDAS - COZZOLINO - PITTALIS - FENU - AGUS - ANEDDA - SALE - ARBAU - BUSIA - COSSA - MANCA Pier Mario - USULA - ZEDDA Paolo Flavio - RUBIU - SOLINAS Christian - COLLU - DEMONTIS - MELONI - PISCEDDA - RUGGERI

il 4 agosto 2014

Modifiche urgenti ed integrazioni alla legge regionale 23 febbraio 1968, n. 14, per il funzionamento e l'organizzazione delle sezioni sarde dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti e degli enti similari

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

La proposta di legge nasce dall'esigenza di normare le modifiche che nel corso degli anni, dal 1968 ad oggi, sono state apportate alla legge regionale n. 14 del 1968, tutt'ora vigente, che disciplina l'erogazione dei "Contributi alle sezioni sarde dell'Unione italiana ciechi per funzionamento e organizzazione". Tali modifiche tengono conto dell'evoluzione nel settore socio-assistenziale, sia dal punto di vista dell'attività dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti (UICI) che dall'emergere di altri enti similari. La volontà di riordinare e rendere stabile il sostegno regionale del settore si evidenzia già dalla nuova formulazione del titolo "Modifiche e integrazioni per il funzionamento e l'organizzazione delle sezioni sarde dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti e degli enti similari".

Scopo della legge di modifica è quello di rendere stabile il sostegno della Regione, tale da poter garantire all'UICI e agli enti similari la gestione della propria attività, al fine di assicurare agli utenti interessati la reale integrazione ad ampio spettro nella società sarda.

L'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale posta sotto la vigilanza del Ministero dell'interno ed esercita le funzioni di rappresentanza e di tutela degli interessi morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti, ad essa riconosciute con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 26 settembre 1947, n. 1047, che nello specifico prevede:
"Art. 1 - All'Unione italiana dei ciechi, eretta in ente morale con R.D. 29 luglio 1923, n. 1789, è riconosciuta la rappresentanza e la tutela degli interessi morali e materiali dei minorati della vista presso le pubbliche amministrazioni e presso tutti gli enti ed istituti che hanno per scopo l'assistenza l'educazione ed il lavoro dei ciechi.
Art. 2 - L'Unione italiana dei ciechi collabora con le competenti Amministrazioni dello Stato nello studio dei problemi della cecità e delle provvidenze a favore dei ciechi. Ad essa spetta la designazione del rappresentante dei ciechi nelle amministrazioni degli istituti che abbiano per fine l'assistenza, l'educazione e l'istruzione dei ciechi, nei casi previsti dall'art. 4, secondo comma della legge 17 luglio 1890, n. 6972, modificato dall'art. 4 del R.D. 30 dicembre 1923, n. 2841, e in tutti gli altri casi in cui le norme statutarie di enti ed istituti prevedono una rappresentanza dei ciechi nella propria amministrazione.
Art. 3 - L'Unione italiana dei ciechi è posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ne approva i bilanci.", funzioni confermate con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978.

L'UICI opera in Sardegna attraverso le sue cinque strutture, una regionale e quattro provinciali, con proprio personale dipendente e servizi adeguatamente preposti ad esercitare le funzioni cui la legge la richiama, al fine di garantire i servizi riconosciuti ai ciechi e agli ipovedenti, che ad esse si rivolgono.

Lo scopo dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus, che opera senza fini di lucro per l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, è l'integrazione dei ciechi e degli ipovedenti nella società.

L'Unione, inoltre, promuove ed attua, anche mediante la creazione di apposite strutture operative, ogni iniziativa a favore dei ciechi e degli ipovedenti, in base a specifiche convenzioni con le pubbliche amministrazioni competenti o, relativamente a tipologie d'interventi non realizzate da queste, previa comunicazione alle medesime. In particolare:
a) favorisce la piena attuazione dei diritti umani, civili e sociali dei ciechi e degli ipovedenti, la loro equiparazione sociale e l'integrazione in ogni ambito della vita civile, promuovendo allo scopo specifici interventi;
b) promuove ed attua iniziative per la prevenzione della cecità, per il recupero visivo, per la riabilitazione funzionale e sociale dei ciechi e degli ipovedenti;
c) promuove ed attua iniziative per l'istruzione dei ciechi e degli ipovedenti e per la loro formazione culturale e professionale;
d) promuove la piena attuazione del diritto al lavoro per i ciechi e per gli ipovedenti, favorendone il collocamento lavorativo e l'attività professionale in forme individuali e cooperative;
e) attua iniziative assistenziali rispondenti alle necessità dei ciechi e degli ipovedenti, con particolare attenzione ai pluriminorati e agli anziani;
f) opera nel campo tiflologico e tiflotecnico per garantire la disponibilità di sempre più avanzati strumenti;
g) promuove ed attua le attività sportive volte allo sviluppo psicofisico dei non vedenti e degli ipovedenti, anche in collaborazione con altri organismi;
h) favorisce la costituzione e lo sviluppo di cooperative sociali, aderendovi in qualità di socio con propri finanziamenti.

Nell'arco dei decenni trascorsi, l'Unione italiana ciechi e ipovedenti, sorta nel 1920, è stata quindi il punto di riferimento per la categoria rappresentata, non solo per i propri iscritti, ma per tutti coloro in possesso di minorazione visiva lieve, media o grave che abbisognano dei servizi che l'associazione mette a disposizione.

Le provvidenze di cui alla presente legge sono estese, come recita lo stesso titolo, agli enti di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 23 dicembre 1993, n. 54, della stessa categoria, operanti in Sardegna, aventi identica natura giuridica e per le stesse finalità richieste all'UICI.

Per le motivazioni sopra esposte questa proposta di legge si vuole adeguare alla vecchia legge del 1968, valorizzando le funzioni svolte dall'UICI e dagli enti di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 54 del 1993, attraverso un sostegno annuo di euro 520.000 quantificato in considerazione dei costi sostenuti per l'attività svolta, documentata dai rendiconti presentati, che assicuri alle sezioni provinciali dell'Unione italiana dei ciechi e ipovedenti e agli enti di cui sopra, una certezza economica per poter programmare meglio la propria attività, prevedendo che il contributo annuale diventi, per la Regione, una spesa obbligatoria che, in virtù delle disposizione dell'articolo 9 della legge regionale n. 54 del 1993, è riconosciuta all'UICI per il 70 per cento e agli enti similari per il restante 30 per cento.

Infine, per l'anno corrente, a seguito della riduzione contenuta nella finanziaria regionale 2014 si prevede un contributo all'UICI e agli enti di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 54 del 1993, pari a e uro 320.000, per riportare lo stanziamento a quanto assegnato negli anni dal 2007 al 2013.
La proposta di legge consta di 5 articoli.

Gli articoli 1, 2 e 3 contemplano le modifiche agli articoli della legge in vigore e in particolare:
- viene modificato l'articolo 1, con il riconoscimento, da parte della Regione, dell'attività istituzionale e morale svolta dall'UICI che, attraverso le proprie sezioni provinciali opera in tutto il territorio regionale a stretto contatto con i diversi utenti che vi si rivolgono e dagli enti di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 54 del 1993. Da questo riconoscimento consegue un impegno finanziario da parte della stessa Regione, che si realizza attraverso un contributo annuo. In tal modo la Regione assume un impegno in luogo della precedente "autorizzazione ad erogare il contributo". Tale impegno si basa sul riconoscimento della forte valenza sociale dell'attività dell'UICI e degli enti assimilati, che di fatto sono il punto di riferimento dei ciechi e degli ipovedenti per l'ottenimento dei diritti che la legge gli riconosce. L'ammontare annuale del contributo riconosciuto viene stabilito in 520.000 euro, cifra quantificata dall'attività svolta nel corso degli anni, documentata con i rendiconti presentati, ed è finalizzato alle spese di funzionamento e per l'espletamento delle attività istituzionali;
- la modifica all'articolo 2 ricalca e precisa quanto previsto dallo stesso articolo della legge regionale n. 14 del 1968.

L'articolo 4 contempla la norma finanziaria che ripristina il contributo annuale a quanto corrisposto annualmente dal 2007 al 2013. L'ammontare del contributo è stato quantificato in relazione alle spese sostenute per l'attività svolta annualmente, come da rendiconti presentati.

L'articolo 5 fissa l'entrata in vigore della legge.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Modifiche all'articolo 1 della legge regionale n. 14 del 1968 (Riconoscimento dell'UICI ed erogazione di contributi)

1. L'articolo 1 della legge regionale 23 febbraio 1968, n. 14 (Contributi alle sezioni sarde dell'Unione italiana ciechi per funzionamento e organizzazione) è sostituito dal seguente:
"Art. 1 (Riconoscimento dell'UICI ed erogazione di contributi)
1. La Regione riconosce l'attività istituzionale e morale svolta dalle sezioni provinciali dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti (UICI) che operano in Sardegna per il conseguimento degli scopi previsti dallo statuto dell'UICI approvato con decreto del Presidente della Repubblica 7 febbraio 1950, e successive modificazioni, e dagli enti similari di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 23 dicembre 1993, n. 54 (Finanziamenti a favore di diversi settori e disposizioni varie), che perseguono le medesime finalità.
2. La Regione eroga a favore dei soggetti di cui al comma 1 un contributo complessivo annuo per le spese di funzionamento e per l'espletamento delle attività istituzionali non inferiore a euro 520.000. Il contributo ha natura di spesa obbligatoria e il relativo importo resta invariato e fisso per ogni triennio di spesa (UPB S05.03.007).".

 

Art. 2
Modifiche all'articolo 2 della legge regionale n. 14 del 1968 (Ripartizione del contributo)

1. L'articolo 2 della legge regionale n. 14 del 1968 è sostituito dal seguente:
"Art. 2 (Ripartizione del contributo)
1. Il contributo, ripartito in proporzione al numero degli associati a favore di ciascuna delle sezioni provinciali dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti riconosciute o di fatto operanti in Sardegna e a favore degli enti similari di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 54 del 1993, è concesso con decreto dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, secondo i criteri di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 9/25 del 23 febbraio 2012.".

 

Art. 3
Integrazioni all'articolo 3 della legge regionale n. 14 del 1968 (Presentazione del rendiconto)

1. Nel comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale n. 14 del 1968, dopo la parola: "ciechi" è inserita la seguente: "e ipovedenti".

 

Art. 4
Norma finanziaria

1. Per le finalità di cui alla presente legge, l'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale n. 14 del 1968, come determinata nella tabella d) allegata alla legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7 (legge finanziaria 2014), è incrementata di euro 320.000 per l'anno 2014 e di euro 520.000 per gli anni successivi.

2. Agli oneri finanziari di cui al comma 1 si provvede per gli anni 2014, 2015 e 2016 mediante utilizzo di pari quota delle risorse già destinate agli interventi di cui all'articolo 26 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali)), iscritte in conto dell'UPB S05.03.007 del bilancio di previsione della Regione per gli anni 2014-2016.

3. Agli oneri derivanti dagli anni successivi si fa fronte annualmente con legge finanziaria ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera e) della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione) e successive modifiche ed integrazioni.

 

Art. 5
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).