CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 232

presentata dai Consiglieri regionali
DEDONI - COSSA - CRISPONI

il 18 giugno 2015

Norme sulla sicurezza alimentare e sul controllo fitosanitario in Sardegna

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

Fatte salve le competenze attribuite al Ministero della salute, la Regione ha la responsabilità della verifica dell'attuazione della legislazione europea in materia di sicurezza alimentare all'interno del proprio territorio, attraverso azioni di pianificazione, indirizzo, coordinamento e controllo.

Il sistema regionale dei controlli ufficiali è articolato su due livelli organizzativi: uno centrale, allocato presso l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, Servizio prevenzione, e uno locale, costituito dai Dipartimenti di prevenzione delle ASL della Sardegna.

Il sistema è, inoltre, supportato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, che svolge anche attività di consulenza tecnico-scientifica e di ricerca, e dall'Agenzia regionale protezione ambiente Sardegna, entrambi individuati quali laboratori ufficiali.

L'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, nell'ambito del Servizio produzioni, attua, inoltre, il controllo e la vigilanza ufficiale sullo stato sanitario dei vegetali coltivati o spontanei, nonché dei loro prodotti nelle fasi di produzione, conservazione e commercializzazione, al fine di verificare l'assenza di organismi nocivi.

La Regione persegue una politica di sicurezza degli alimenti, volta a tutelare e promuovere la salute della popolazione, in accordo con i principi enunciati nel Libro bianco sulla sicurezza alimentare e con le disposizioni contenute nei regolamenti del "Pacchetto igiene", a esso collegati, emanati dalla Comunità europea. Dall'analisi del contesto legislativo, emerge che il ruolo principale delle autorità competenti consiste nella verifica, in conformità alle disposizioni dei Regolamenti CE n. 882/04 e n. 854/2004 del rispetto della normativa comunitaria in materia di sicurezza alimentare da parte degli operatori del settore alimentare.

In particolare, la responsabilità principale della sicurezza dei prodotti alimentari è dell'Operatore del settore alimentare (OSA), il quale deve predisporre e attuare procedure operative predefinite finalizzate alla sicurezza dei prodotti (GMP, GHP, SSOP, HACCP), verificandone l'adeguatezza e l'efficacia, mediante controlli e monitoraggi sulle stesse, attuare procedure adeguate ed efficaci ai fini della rintracciabilità dei prodotti commercializzati per poterli ritirare o richiamare qualora si evidenzino o si ipotizzino pericoli per la salute dei consumatori.

Con la presente proposta di legge, la Regione esercita la propria autonomia organizzativa sulle competenze delegate, prevedendo l'istituzione di presidi sanitari fissi nelle aree portuali e aeroportuali, al fine di prevenire il rischio di importazione di malattie infettive e diffusive legato ai movimenti internazionali di merci e mettendo in atto controlli di tipo sanitario su alimenti di origine animale e vegetale e, in generale, su merci destinate al consumo umano che possano rappresentare, anche solo potenzialmente, un pericolo per la salute e la sicurezza delle persone.

L'intero territorio della Sardegna, per la posizione geografica e la conformazione, rappresenta una frontiera naturale per l'Italia e per l'Europa. È, infatti, in fase avanzata l'iter di realizzazione di un Posto di ispezione frontaliero (PIF), nel porto di Cagliari, localizzato nell'area del Porto Canale, i cui oneri finanziari saranno totalmente a carico dell'Autorità portuale.

La Sardegna ha già dovuto affrontare le problematiche economiche e sociali derivanti dal verificarsi di pericoli per la sicurezza alimentare, legati sia a fattori endemici, sia a contaminazione esterne, quali ad esempio la blue tongue.

Diventa, pertanto, quanto mai opportuno istituire dei presidi sanitari regionali con postazioni fisse presso i porti e gli aeroporti sardi, al fine di assicurare l'efficacia, l'appropriatezza, l'imparzialità, la qualità e la coerenza dei controlli ufficiali su animali vivi, mangimi, alimenti e vegetali in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione.

L'agroalimentare sardo è fatto di produzioni tipiche d'eccellenza. Gli agenti patogeni arrivano e proliferano fino quasi ad azzerare interi comparti economico-produttivi. I controlli devono garantire e conservare la qualità dei nostri prodotti.

I presidi, pertanto, si avvalgono delle professionalità operanti presso le aziende sanitarie locali, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, l'Agenzia LAORE Sardegna e l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, e dell'Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari (UVAC), ai sensi della legge regionale 4 agosto 2008, n. 12 (Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi", ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270, e abrogazione della legge regionale 22 gennaio 1986, n. 15).

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Finalità

1. La Regione autonoma della Sardegna tutela la salute dei cittadini attraverso una politica di sicurezza alimentare, finalizzata ad assicurare gli standard più elevati possibili ai cittadini di tutta l'Unione europea.

 

Art. 2
Organizzazione regionale

1. Il Servizio prevenzione dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale dirige e coordina i controlli su tutti gli alimenti che arrivano in Sardegna.

2. A tal fine, presso i porti e gli aeroporti operativi, operano presidi regionali di sanità marittima e aerea, che provvedono al monitoraggio e al controllo delle merci che giungono in Sardegna, secondo le determinazioni delle ASL competenti per territorio e in conformità ai disciplinari di produzione integrata approvati dall'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

 

Art. 3
Modalità dei controlli

1. I presidi di cui all'articolo 2 si avvalgono delle professionalità operanti presso le ASL, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente e l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, l'Agenzia LAORE Sardegna e dell'Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari (UVAC), ai sensi della legge regionale 4 agosto 2008, n. 12 (Riordino dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi", ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270, e abrogazione della legge regionale 22 gennaio 1986, n. 15).

2. Gli operatori dei presidi valutano la corrispondenza tra quanto dichiarato nelle bolle di accompagnamento delle merci e quanto effettivamente presente e provvedono, eventualmente, allo stoccaggio dei prodotti che dovessero risultare non conformi, in accordo con la normativa nazionale e comunitaria in materia di sicurezza alimentare e di controllo fitosanitario.

 

Art. 4
Linee guida regionali

1. La Giunta regionale, su proposta degli Assessori regionali dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, approva le linee guida sul funzionamento dei presidi di cui all'articolo 2 entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

 

Art. 5
Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 1.000.000 per l'anno 2015 e in euro 500.000 per gli anni seguenti.

2. Nel bilancio di previsione della Regione per gli anni 2015-2017 sono apportate le seguenti modifiche:

in diminuzione

UPB 508.01.004 - Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
2015 euro 1.000.000
2016 euro 500.000
2017 euro 500.000

in aumento

UPB S05.01.013 Igiene e sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro e degli alimenti
2015 euro 1.000.000
2016 euro 500.000
2017 euro 500.000

3. Alle spese previste per l'attuazione della presente legge si fa fronte con le suddette UPB del bilancio della Regione per gli anni 2015-2017 e con le rispettive UPB dei bilanci per gli anni successivi.