CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 250

presentata dal Consigliere regionale
ARBAU

il 12 agosto 2015

Indennità per svolgere l'onorevole e prestigioso ruolo di consigliere regionale in rappresentanza del
popolo sardo, ai sensi dell'articolo 26 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto
speciale della Sardegna), ed abrogazione retroattiva dell’istituto dell’assegno vitalizio

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

Al fine di dare attuazione al referendum abrogativo delle norme sulle indennità dei consiglieri regionali (legge regionale 7 aprile 1966, "Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna") celebrato il 12 maggio 2012, la presente proposta di legge stabilisce un'equa indennità per svolgere l'onorevole e prestigioso ruolo di consigliere regionale e la gestione del personale di supporto ai gruppi da parte del Consiglio regionale.

Senza retorica o caduta demagogica, il presente provvedimento rende consono e trasparente il costo che la comunità sostiene per consentire ai consiglieri regionali di svolgere in modo adeguato il proprio mandato elettivo.

Nell'articolo 3 della proposta viene normata l'abrogazione retroattiva dell’istituto dell'assegno vitalizio.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Indennità per svolgere il ruolo di consigliere

1. L'indennità, comprensiva di qualsiasi emolumento, spettante ai membri del Consiglio regionale della Sardegna, ai sensi dell'articolo 26 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale della Sardegna), è pari a euro 3.000 netti mensili, con decorrenza dalla prima convocazione del Consiglio regionale dopo la proclamazione degli eletti e fino alla cessazione del mandato. L'indennità è decurtata del cinquanta per cento per i consiglieri che non partecipano ad almeno l'ottanta per cento delle sedute e del novantacinque per cento per i consiglieri che non partecipano ad almeno il sessanta per cento delle sedute. Sono assenze giustificate quelle causate da legittimo impedimento per malattia o impegno istituzionale autorizzato dall'assemblea.

2. È corrisposto un rimborso per le spese di soggiorno pari ad euro 2.000 a favore dei consiglieri residenti in una località ubicata oltre cinquanta chilometri dalla sede del Consiglio regionale.

3. Tutte le cariche ricoperte in Consiglio e nella Giunta regionale sono onorifiche e non è prevista nessuna indennità aggiuntiva rispetto a quella di consigliere regionale.

4. Gli Assessori regionali che non siano membri del Consiglio regionale sono parificati ai consiglieri e percepiscono le indennità di cui al comma 1 ed il rimborso di cui al comma 2. Nessuna decurtazione è prevista per la mancata partecipazione alle sedute del Consiglio da parte dei componenti della Giunta regionale.

5. Gli importi delle indennità possono essere variati solo attraverso la modifica della presente legge.

 

Art. 2
Spese relative al personale di supporto ai gruppi di appartenenza dei consiglieri regionali

1. Sono a carico del Consiglio regionale le spese relative al personale indicato dai consiglieri regionali, nel numero massimo di una unità per consigliere, con la funzione di prestare attività di supporto presso il gruppo di appartenenza.

 

Art. 3
Abrogazione dell'istituto dell'assegno vitalizio

1. E’ abrogato retroattivamente l'istituto dell’assegno vitalizio. I consiglieri regionali e gli assessori regionali percettori o aventi diritto di assegni vitalizi percepiranno, al compimento del 65 anno di età, un trattamento economico mensile a carattere previdenziale secondo il parametro delle rispettive contribuzioni. Con provvedimenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sono disciplinate le modalità di determinazione ed erogazione di detto trattamento, nonché gli aspetti sull'eventuale reversibilità, secondo le regole generali della disciplina previdenziale statale.

 

Art. 4
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).