CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 257

presentata dal Consigliere regionale
LEDDA

il 15 settembre 2015

Norme per promuovere la sana alimentazione con l'utilizzo di prodotti tipici, tradizionali e a filiera corta nelle mense pubbliche della Sardegna

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

La presente proposta di legge è lo strumento attraverso il quale la Regione prova a costruire un'alleanza vitale tra consumatori, produttori, famiglie, enti pubblici ed esercenti attività di somministrazione di pasti nelle mense pubbliche. Un'alleanza propedeutica per promuovere la sana alimentazione con l'utilizzo di prodotti tipici, tradizionali e a filiera corta nelle mense pubbliche della Sardegna. Una proposta che rappresenta una delle bandiere della politica concreta e popolare del movimento La Base.

Da tutto il mondo scientifico, in particolare medici pediatri, dietologi, nutrizionisti, da tempo giungono segnali d'allarme sul ruolo fondamentale di una buona alimentazione per la salute, con viva preoccupazione soprattutto per i bambini, che troppo presto (se rapportati ai genitori e alle famiglie d'origine) e troppo spesso consumano solo prodotti delle multinazionali, confezionati, "imbellettati" e caricati, centinaia di migliaia per volta, in enormi containers, nei luoghi più svariati del pianeta.

È da tempo in atto, anche in Italia, una rivoluzione della cultura alimentare che si basa sulla salvaguardia dei prodotti tipici, tradizionali e biologici, per cui molte regioni italiane hanno dettato indirizzi legislativi, linee guida per l'utilizzo di prodotti locali, a filiera corta nelle mense pubbliche. Anche in Sardegna, soprattutto nell'ultimo decennio, sono stati avviati importanti progetti volti a riavvicinare le nuove generazioni al mondo rurale e ai suoi prodotti tipici, nell'ottica di "contaminare" in senso positivo, la formazione culturale dei nostri figli, a partire proprio dalla cultura alimentare.

Per i risultati raggiunti assume particolare rilievo il progetto "Satu po imparai", nato nell'anno scolastico 2009/2010, realizzato dalla collaborazione tra la Provincia del Medio Campidano (Assessorato alla pubblica istruzione) e l'Agenzia LAORE Sardegna, e che coinvolge le scuole dell'obbligo dell'intera provincia e le fattorie didattiche accreditate iscritte all'albo regionale (deliberazione della Giunta regionale n. 33/10 del 5 settembre 2007).

Con l'interpellanza n. 24/A del 9 giugno 2014, i Consiglieri regionali del movimento La Base hanno chiesto alla Giunta regionale di promuovere l'utilizzo dei prodotti tipici locali, a chilometri zero nelle mense scolastiche; i comuni, per la parte amministrativa, la ASL n. 6, per la parte igienico-sanitaria, l'Agenzia LAORE, per i prodotti alimentari, hanno definito il capitolato d'appalto tipo sulla ristorazione scolastica, inviato da parte della Provincia del Medio Campidano a tutti i propri 22 comuni. Gli elementi cardine del capitolato sono i seguenti:
1) almeno il 70 per cento del numero di derrate alimentari impiegate nelle mense devono essere prodotti di qualità certificata (DOP, IGP, biologici), tradizionali, locali e a filiera corta, di cui almeno il 30 per cento biologici;
2) merenda di metà mattina con prodotti locali inclusa nel servizio;
3) modalità di gara basata sull'offerta economicamente più vantaggiosa;
4) durata dell'appalto a tre anni con possibilità di rinnovo per altri due;
5) obbligo di presentare un piano di educazione alimentare;
6) elementi di sostenibilità ambientale: uso di stoviglie lavabili o biodegradabili e compostabili, rilevazione informatica presenze, detersivi ecocompatibili, elettrodomestici a risparmio energetico.

La Sardegna, peraltro, vanta una ricchissima ed universalmente riconosciuta e apprezzata, tradizione alimentare (sono noti numerosi studi a livello mondiale sui nostri centenari) e il connubio educazione alimentare - valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità è indispensabile per il perseguimento di fondamentali obiettivi di natura igienico-sanitaria, per preservare e migliorare la salute dei sardi e soprattutto delle nuove generazioni, e di carattere economico-sociale, nel dare nuovo impulso all'economia agro-alimentare.

Le esperienze in atto dimostrano che è possibile impiegare i prodotti agro-alimentari sardi di qualità nelle mense scolastiche con ricadute economiche, sociali e ambientali positive, posto che sulla ristorazione scolastica, universitaria e ospedaliera in Sardegna, dove annualmente sono messe a bando risorse per oltre 60 milioni di euro e sono erogati poco meno di 11 milioni di pasti all'anno, per un valore degli alimenti compreso tra i 18-23 milioni di euro, può stimarsi un mercato potenziale per i prodotti sardi che oscilla tra i 14 e i 18 milioni di euro.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Finalità

1. La Regione promuove la valorizzazione delle produzioni agricole regionali, favorendo il consumo e la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle aziende agricole ubicate nel territorio regionale, garantendo ai consumatori una maggiore trasparenza dei prezzi e assicurando un'adeguata informazione sull'origine e le specificità di tali prodotti.

2. A tal fine la Regione, con la presente legge, disciplina interventi per:
a) incentivare l'impiego da parte dei gestori dei servizi di ristorazione collettiva pubblica di prodotti agricoli di origine regionale nella preparazione dei pasti;
b) favorire l'incremento della vendita diretta di prodotti agricoli regionali da parte degli imprenditori agricoli;
c) sostenere l'acquisto di prodotti agricoli di origine regionale da parte delle imprese esercenti attività di ristorazione o ospitalità nell'ambito del territorio regionale;
d) garantire il rispetto della normativa in materia di presentazione ed etichettatura dei prodotti agricoli freschi e trasformati attraverso idonea attività di controllo anche con l'utilizzo di strumenti tecnologici a tutela del consumatore;
e) favorire l'incremento della vendita di prodotti agricoli di origine regionale da parte della distribuzione.

3. All'attuazione della presente legge provvedono la Regione e gli enti locali, secondo le rispettive competenze, nonché gli enti strumentali regionali.

 

Art. 2
Utilizzo dei prodotti agricoli di origine regionale nei servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici

1. I servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici garantiscono che nella preparazione dei pasti siano utilizzati prodotti agricoli di origine regionale in misura non inferiore al 70 per cento, in termini di valore, dei prodotti agricoli, anche trasformati, complessivamente utilizzati su base annua.

2. Negli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari ed agro-alimentari destinati alla ristorazione collettiva costituisce titolo preferenziale per l'aggiudicazione l'utilizzo di prodotti agricoli di origine regionale in misura superiore alla percentuale di cui al comma 1. Sono fatti salvi i contratti in essere al momento dell'entrata in vigore della presente legge, fino alla loro scadenza.

3. L'utilizzazione di prodotti agricoli di origine regionale nella preparazione dei pasti fomiti dai gestori dei servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici risulta espressamente attraverso l'impiego di idonei strumenti di informazione agli utenti dei servizi.

 

Art. 3
Disposizioni in materia di vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli

1. I comuni riservano agli imprenditori agricoli esercenti la vendita diretta di prodotti agricoli sardi almeno il 30 per cento del totale dei posteggi nei mercati al dettaglio in aree pubbliche.

2. Al fine di favorire l'acquisto dei prodotti agricoli regionali e di assicurare un'adeguata informazione ai consumatori sull'origine e sulle specificità degli stessi prodotti, i comuni, nell'ambito del proprio territorio, destinano aree per la realizzazione di farmer markets e di mercati dei prodotti agricoli locali riservati ai soli imprenditori agricoli.

 

Art. 4
Promozione dei prodotti agricoli di origine regionale

1. La Regione promuove la valorizzazione dei prodotti agricoli di origine regionale e favorisce una migliore conoscenza delle produzioni di qualità e delle tradizioni alimentari regionali da parte dei consumatori.

2. Alle imprese esercenti attività di ristorazione o di vendita al pubblico ed operanti nel territorio regionale che, nell'ambito degli acquisti di prodotti agricoli effettuati nel corso dell'anno, si approvvigionino per almeno il 30 per cento, in termini di valore, di prodotti agricoli di origine regionale, è assegnato, al fine di pubblicizzarne l'attività, un contrassegno con lo stemma della Regione le cui caratteristiche sono determinate con deliberazione della Giunta regionale.

3. Le imprese di cui al comma 2 sono inserite in un circuito regionale veicolato nell'ambito delle attività promozionali della Regione autonoma della Sardegna. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, approva il regolamento di utilizzo del marchio e il programma di valorizzazione del circuito, comprendente anche sgravi fiscali e specifici contributi.

 

Art. 5
Disposizioni in materia di commercio dei prodotti agricoli di origine regionale

1. Le strutture di vendita sono favorite con sgravi fiscali e specifici contributi, secondo direttive della Giunta regionale da approvare entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge; sono inoltre previsti appositi ed esclusivi spazi destinati alla vendita di prodotti agricoli regionali.

2. La Regione e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze, esercitano i controlli per l'accertamento delle infrazioni alle disposizioni di cui alla presente legge. Per l'esercizio delle attività di cui al comma 1, le amministrazioni competenti si avvalgono degli organi di polizia amministrativa locale, anche attraverso l'istituzione nell'ambito degli stessi organi, di appositi gruppi di intervento.

 

Art. 6
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).