CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 303

presentata dai Consiglieri regionali
TOCCO - PITTALIS - CAPPELLACCI - PERU - TUNIS - CHERCHI Oscar - ZEDDA Alessandra - RANDAZZO - TEDDE - FASOLINO - LOCCI - LAMPIS - TRUZZU

il 1° febbraio 2016

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 8 del 2015 e disposizioni per il rilancio dell'edilizia in Sardegna

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

I proponenti intendono rilanciare l'edilizia in Sardegna apportando modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015 che ha, di fatto, prodotto un rallentamento dell'attività edificatoria in Sardegna, già in forte crisi, con riflessi negativi sull'economia isolana come dimostrano i dati forniti dalle associazioni di categoria.

L'obiettivo principale della proposta di legge è la ripresa di un settore trainante per l'economia isolana, nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio, favorendo comunque una risalita delle iniziative dei privati cittadini e imprenditoriali, utili a ripopolare la Sardegna e consentire ai giovani di costruirsi un futuro nei loro paesi.

Tale disegno di legge vuole inoltre ripristinare alcuni principi contenuti nella legge regionale n. 23 del 1985, norma che ha governato positivamente la Sardegna in materia urbanistica per 30 anni, cancellati di fatto dalla legge regionale n. 8 del 2015. L'approvazione della legge n. 8 del 2015 ha reso più farraginoso l'iter di presentazione di pratiche edilizie inerenti la manutenzione straordinaria e modifiche interne in contrasto e controtendenza al decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, come modificato e integrato dalla legge n. 164 del 2014.

Tra gli interventi correttivi si segnala la necessità di una semplificazione della normativa in ambito di opere interne e/o manutenzioni, attualmente disciplinate dalla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), procedura che rende complicato e oneroso l'iter per dare il via agli interventi che non incidono sui parametri volumetrici - prevedendo una semplice comunicazione correlata da una relazione di un tecnico, snellendo così la macchina burocratica.

Nel progetto di legge sono stati apportati degli interventi correttivi all'articolo 9 con l'aggiunta di un dispositivo sulle opere interne.

Appare inoltre opportuna una variazione relativa all'articolo 26 (Disposizioni di salvaguardia dei territori rurali), con particolare attenzione all'accorpamento aziendale e al raggiungimento della superficie minima di intervento. Appare opportuno prevedere che la superficie minima di intervento possa essere raggiunta con l'utilizzo di più corpi aziendali, anche non contigui, e più particelle catastali, anche situate in diversi fogli catastali dello stesso comune.

Il disegno di legge proposto intende provocare un'agevolazione per coloro che vogliono usufruire dell'incremento volumetrico previsto dalla legge "piano casa", senza passare per una restrittiva e obbligatoria monetizzazione delle aree destinate a parcheggi, garantendo tale obbligo nel rispetto della legge n. 122 del 1989.

Riguardo agli interventi per il riuso ed il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti (articolo 32) si ritiene troppo rigida e restrittiva la previsione sulle pendenze minime, per cui si è resa opportuna una modifica in senso migliorativo del disposto.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Modifiche all'articolo 15 della legge regionale n. 23 del 1985 (Opere interne)

1. Dopo la lettera g) del comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, di snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative), come sostituito dall'articolo 9 della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), è aggiunta la seguente:
"g bis) gli interventi di manutenzione straordinaria, ovvero le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, ivi compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempreché non rechino pregiudizio alla statica dell'immobile e non alterino la volumetria complessiva degli edifici, non comportino modifiche alle destinazioni d'uso, non comportino modifiche della sagoma né aumento delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari.".

 

Art. 2
Modifiche all'articolo 26 della legge regionale n. 8 del 2015 (Disposizioni a salvaguardia
dei territori rurali)

1. All'articolo 26 della legge regionale n. 8 del 2015, sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 3 è così sostituito:
"3. Ai fini della realizzazione degli interventi previsti dalle Direttive per le zone agricole, gli strumenti urbanistici comunali disciplinano la possibilità di raggiungere la superficie minima di intervento con l'utilizzo di più corpi aziendali. Il volume realizzabile è calcolato utilizzando la superficie effettiva dell'azienda raggiunta con l'unione dei corpi aziendali, ferma la possibilità di utilizzare più particelle catastali.";
b) al comma 4, dopo le parole "è consentita" è soppressa la parola "unicamente" e dopo le parole "aziende svolgenti" sono soppresse le parole "effettiva e prevalente".

 

Art. 3
Modifiche all'articolo 32 della legge regionale n. 8 del 2015
(Recupero dei sottotetti esistenti)

1. Alla lettera a) del comma 6 dell'articolo 32 della legge regionale n. 8 del 2015 le parole "con una pendenza minima del 20 per cento" sono sostituite dalla parola "inclinate".

 

Art. 4
Modifiche all'articolo 36 della legge regionale n. 8 del 2015 (Disposizioni comuni)

1. Il comma 11 dell'articolo 36 della legge regionale n. 8 del 2015 è così sostituito:
"11. L'incremento volumetrico è subordinato al reperimento degli spazi per parcheggi previsti dall'articolo 41 sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), e successive modifiche ed integrazioni. Nell'ipotesi in cui la superficie da adibire a parcheggio, reperibile negli spazi di pertinenza all'unità immobiliare in ampliamento, sia inferiore a un metro quadrato ogni dieci metri cubi della volumetria in ampliamento o qualora sia dimostrata l'impossibilità dovuta alla mancanza di spazi idonei da destinare al soddisfacimento di tale obbligo, l'intervento è consentito previo pagamento di una somma equivalente alla monetizzazione delle aree per parcheggi, da determinarsi con deliberazione del consiglio comunale. I relativi introiti costituiscono entrate vincolate per la realizzazione di nuove aree da destinare a parcheggio pubblico, da individuarsi con deliberazione del consiglio comunale.".