CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 314

presentata dai Consiglieri regionali
TEDDE - LOCCI - FASOLINO - TUNIS - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - RANDAZZO - TOCCO - ZEDDA Alessandra

il 5 aprile 2016

Modifiche alla legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio)

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

Con la legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), sono state introdotte disposizioni in materia urbanistica ed edilizia. A far data dal 31 dicembre 2016, alcune di queste norme avranno un negativo e diretto impatto sulle imprese sarde titolari di concessioni balneari. L'articolo 17 della legge regionale n. 8 del 2015, nel modificare l'articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989, prevede che nell'ambito dei litorali urbani, così come individuati dal comma 2, lettera a), e "inseriti o contigui a grandi centri abitati, caratterizzati da un'alta frequentazione dell'utenza durante tutto l'anno e da interventi edilizi ed infrastrutturali tali da aver profondamente alterato gli originari caratteri di naturalità", nei comuni sprovvisti di Piano di utilizzo dei litorali (PUL) il posizionamento di strutture a servizio della balneazione è ammesso nella fascia dei 300 metri per una durata non superiore ai novanta giorni. L'articolo 43 della legge regionale n. 8 del 2015, al comma 1, fa decorrere l'efficacia di detta modifica dal 31 dicembre 2016. L'applicazione di questa norma produrrà, quindi, i suoi effetti a partire dalla stagione balneare 2017, nel corso della quale gli operatori titolari di concessioni balneari nei comuni che non si sono dotati del PUL potranno installare le strutture al servizio della balneazione solo per novanta giorni contro i 12 mesi di cui di fatto hanno goduto fino a oggi. L'applicazione delle norme in commento finirà per ridurre drasticamente il periodo di apertura delle strutture balneari con sede nei comuni sprovvisti di PUL, impedendo agli operatori di poter svolgere l'attività e lavorare al di fuori dei mesi di altissima stagione con pesantissime conseguenze sull'occupazione e sulle capacità di sopravvivenza delle imprese medesime, costrette a fare a meno dei ricavi relativi ai periodi di spalla fondamentali per la copertura dei costi fissi d'esercizio e per il loro equilibrio economico-finanziario. È nota l'importanza che il comparto dei balneari riveste per l'economia sarda, in un quadro in cui il comparto turistico, settore portante del sistema economico isolano, deve far fronte all'accresciuta competitività del mercato globale che pone sfide sempre più insidiose con gli altri sistemi turistici del Mediterraneo. Nelle more della revisione del quadro normativo statale in materia di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, da queste considerazioni nasce la necessità di garantire pari opportunità a tutti i litorali urbani della Sardegna sino alla conclusione delle procedure di evidenza pubblica che si svolgeranno secondo la nuova normativa, assicurando un identico periodo di apertura a prescindere dall'approvazione del PUL la cui dotazione da parte degli enti locali spesso sconta i negativi effetti di processi politico-amministrativi lunghi e complessi incompatibili con le tempistiche imposte dal mercato alle imprese turistiche. Peraltro, pare oltremodo punitivo far ricadere sugli imprenditori i danni derivanti dai ritardi delle classi politiche locali e applicare norme afflittive nei confronti di una categoria che produce reddito e occupazione che, in nessun modo, può direttamente incidere sul processo di formazione e approvazione del PUL. La presente proposta di legge regionale con l'articolo 1 è tesa, quindi, a rimuovere i pesanti vincoli introdotti dall'articolo 17 della legge regionale n. 8 del 2015 che, nel modificare l'articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989, prevede che nell'ambito dei litorali urbani, nei comuni sprovvisti di PUL, il posizionamento di strutture a servizio della balneazione è ammesso per una durata non superiore ai novanta giorni. Per semplificare la procedura di individuazione dei litorali urbani prevede anche un termine per il conferimento dell'esecutività della deliberazione di Giunta regionale che individua i litorali urbani. Col medesimo articolo viene delineata una disciplina transitoria che troverà applicazione nelle more della revisione del quadro normativo in materia di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative. Si prevede, infatti, che sulla base della nuova normativa i comuni rilasceranno, modificheranno e rinnoveranno le concessioni, applicando procedure di evidenza pubblica subordinando il rilascio di nuove concessioni ai pagamento di un indennizzo parametrato al 90 per cento del valore aziendale dell'impresa insistente sull'area oggetto della concessione. Con l'articolo 2 viene abrogato l'articolo 43 della legge regionale n. 8 del 2015 che, al comma 1, prevede che le disposizioni di cui all'articolo 17 regolanti il posizionamento delle strutture a servizio della balneazione in assenza di PUL entrano in vigore dal 31 dicembre 2016 e che, al comma 2, dispone che in via transitoria il permesso di costruire per la realizzazione delle strutture di cui al comma 1 non può avere durata superiore a quella della stagione balneare. Gli articoli 3 e 4 prevedono rispettivamente la norma finanziaria di insussistenza di nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale e l'entrata in vigore.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Modifiche all'articolo 17, comma 1, lettera b) della legge regionale n. 8 del 2015

1. All'articolo 17, comma 1, lettera b), della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), sono apportate le seguenti modifiche:
a) il comma 2 bis è sostituito dal seguente:
"2 bis. Nell'ambito territoriale disciplinato dal Piano di utilizzo dei litorali (PUL) e, comunque, non oltre la fascia dei 2.000 metri dalla linea di battigia marina, è consentita la realizzazione di parcheggi che, se collocati nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina, non determinino alterazione permanente e irreversibile dello stato dei luoghi, e di strutture dì facile rimozione a servizio della balneazione, indipendenti dalla destinazione di zona urbanistica, non vincolata al rispetto dei relativi parametri di zona, regolamentata per dimensione, tipologia e posizione dal PUL e non soggetta al vincolo di integrale conservazione di cui al comma 1.";
b) al comma 2 bis è aggiunto il seguente:
"2 ter. Nelle more della revisione del quadro normativo in materia di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, da realizzarsi, quanto ai criteri e alle modalità di affidamento di tali concessioni, sulla base di intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, così come previsto dall'articolo 1, comma 18, del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito in legge 26 febbraio 2010, n. 25 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative), le concessioni sono soggette alla seguente disciplina:
a) le concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, in vigore alla data del 31 dicembre 2015, permangono nel sito oggetto di concessione con il medesimo posizionamento e la medesima consistenza sino alla conclusione delle procedure di evidenza pubblica che si svolgono secondo la nuova normativa;
b) i Piani di utilizzo dei litorali (PUL) hanno efficacia a partire dalla data di approvazione della nuova normativa;
c) il posizionamento delle strutture a servizio della balneazione e ammesso nei litorali urbani senza limiti temporali e nel periodo compreso tra i mesi di apritele ottobre - negli altri casi. A decorrere dalla conclusione delle procedure di evidenza pubblica, da svolgersi secondo la nuova normativa, in assenza di PUL, è ammesso, per una durata non superiore a novanta giorni, il posizionamento di strutture amovibili a servizio della balneazione nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina e negli ambiti contigui ai litorali, ricompresi nella fascia dei 2.000 metri dalla linea di battigia marina. Si definiscono "urbani" i litorali ricompresi nei territori dei comuni indicati al comma 2, lettera a), e inseriti o contigui a grandi centri abitati, caratterizzati da un'alta frequentazione dell'utenza durante tutto l'anno e da interventi edilizi e infrastrutturali tali da aver profondamente alterato gli originari caratteri di naturalità. Tali litorali sono individuati, anche cartograficamente, con deliberazione della Giunta regionale, previo parere espresso dalla Commissione consiliare competente in materia di governo del territorio, entro trenta giorni dalla richiesta, e resa esecutiva con decreto del Presidente della Regione da emanarsi entro quindici giorni dalla scadenza del termine suddetto;
d) i comuni rilasciano, modificano e rinnovano le concessioni applicando le procedure di evidenza pubblica da svolgersi secondo la nuova normativa e subordinando il rilascio di nuove concessioni al pagamento dell'indennizzo di cui al punto e) ridotto in conformità al disposto di cui al punto f);
e) prima della pubblicazione del bando di gara, il comune acquisisce dall'originario concessionario una perizia di stima asseverata di un professionista abilitato da cui risulti il valore aziendale dell'impresa insistente sull'area oggetto della concessione. Le modalità e i termini di acquisizione della perizia e della sua pubblicazione vengono definite con deliberazione della Giunta regionale da adottarsi entro il termine di trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge;
f) l'originario concessionario ha diritto a un indennizzo pari al novanta per cento dell'ammontare del valore di stima della perizia di cui al punto e) da parte dell'eventuale nuovo aggiudicatario;
g) le domande di nuova concessione sono corredate a pena di esclusione dalla procedura comparativa da atto unilaterale d'obbligo in ordine alla corresponsione, entro trenta giorni dalla comunicazione di aggiudicazione della concessione, dell'indennizzo di cui al punto f). In difetto di adempimento entro tale termine si procede all'aggiudicazione della concessione, condizionata al pagamento dell'indennizzo, nei confronti del soggetto utilmente collocato in graduatoria e fino all'esaurimento della stessa.".

 

Art. 2
Abrogazioni

1. L'articolo 43 della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio) è abrogato.

 

Art. 3
Norma finanziaria

1. L'attuazione della presente legge non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.

 

Art. 4
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).