CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 324

presentata dal Consigliere regionale
RUBIU

il 18 maggio 2016

Disposizioni per la costituzione delle organizzazioni interprofessionali del settore agro-alimentare

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

Il settore primario rappresenta uno dei comparti storicamente più importanti per l'intera Sardegna che caratterizza la totalità del patrimonio identitario, culturale, produttivo, nonché del paesaggio rurale dell'intera regione.

Ancora oggi l'agricoltura e tutte le attività connesse con il mondo agro-alimentare, costituiscono una parte importante delle produzioni autoctone e raccolgono una fetta consistente del bilancio regionale, di conseguenza mantiene uno spessore che merita di essere tutelato, valorizzato e promosso.

Lo scenario produttivo ed economico ha subito una forte mutazione, derivante soprattutto dall'apertura delle barriere tra gli Stati dell'Unione europea, che ha indotto le più evolute aziende sarde ad affacciarsi al commercio internazionale, con una crescita culturale ed economica che, di fatto, ha trasformato e comunque modificato le azioni di adeguamento e strategie aziendali.

Le novità introdotte dall'Unione europea e dalle nuove politiche comunitarie, congiuntamente alle difficoltà che hanno caratterizzato il settore agricolo nell'ultimo ventennio, creano l'importante necessità di porre in essere azioni volte alla valorizzazione, al potenziamento e alla competitività delle aziende agroalimentari sarde, al fine di tutelare le produzioni locali, favorire lo sviluppo di reti di imprese e dell'innovazione tra differenti aziende operanti all'interno del territorio regionale.

Questo importante obiettivo deve fungere da volano per la creazione di opportunità destinate all'impiego di professionalità, capacità e competenze che possano incidere sul settore agroalimentare, che attualmente è caratterizzato da un tessuto imprenditoriale costituito da piccole realtà, che soffrono l'indebolimento dei sistemi produttivi e dei mercati, tipici di un momento di grande difficoltà come quello attuale, che minaccia la sopravvivenza delle stesse attività produttive.

Per questi motivi risulta di estrema urgenza la predisposizione di una norma che sia volta al potenziamento e allo sfruttamento del capitale umano presente in Sardegna, per la costituzione di nuove figure capaci di interloquire tra i diversi settori economici e differenti professioni, che rientrano nella definizione di interprofessionalità.

Queste devono rappresentare l'applicazione pratica della diffusione del "best practice" e degli spillover di conoscenza, che hanno reso possibile la creazione e lo sviluppo dei più grandi distretti industriali del mondo, da cui si sono generati i più noti colossi e marchi tecnologici.

Questo paradigma può essere replicato anche in Sardegna per il settore primario e deve rappresentare una tra le più grandi opportunità per una crescita economica stabile, duratura e integrata, che si fonda sui principi dello sviluppo sostenibile, sulla tutela della salubrità dell'ambiente, sulla cura dei paesaggi naturali e, in particolare, rurali, nonché sulla diversificazione delle produzioni agricole e dei servizi a esse connesse, che possono essere individuate come l'immunità verso le minacce tipiche della crisi e delle congiunture economiche attuali.

Di conseguenza con la presente legge, si intende il mondo rurale, come quelle aree interne che si mira a tutelare e valorizzare tramite il ripopolamento di giovani, capaci di apportare nuova linfa, nuovi orizzonti, nuove visioni, nuove competenze, a un settore estremamente tradizionale che deve poter affrontare le sfide imposte dai nuovi mercati e dalle innovazioni.

Per tutti i motivi sopra enunciati, con la presente legge vengono sancite dall'articolo 1 le finalità che si intende perseguire con la disciplina delle organizzazioni di produttori dei settore primario, volte al consolidamento dei rapporti delle interprofessioni.

All'articolo 2 vengono definite le interprofessioni e tutte le interconnessioni tra di esse, ponendo l'accento sugli accordi interprofessionali e sulla definizione di distretto.

Tutti gli elementi enunciati dal secondo articolo vengono connessi e regolamentati all'articolo 3, il quale sancisce l'analisi del mercato di riferimento come il parametro su cui costruire la pianificazione delle produzioni e la definizione dei prezzi di mercato, al fine di massimizzare la rendita, ottimizzare le produzioni, limitare le inefficienze e le diseconomie, mirando quindi al raggiungimento delle economie di scala e dei vantaggi di mercato.

Per il perseguimento degli obiettivi specifici di cui all'articolo 3 della presente legge, è necessario individuare i requisiti delle organizzazioni interprofessionali, i quali si fondano su parametri di garanzia e riconoscimento giuridico e su omogeneità di intenti e obiettivi. Questo articolo è fondamentale per creare un sistema integrato capace di focalizzarsi su strategie comuni e condivise, rafforzando il rapporto di collaborazione delle organizzazioni stesse.

La sinergia viene siglata dagli accordi definiti dall'articolo 5, i cui criteri sono fondamentali per il rispetto della trasparenza, del coinvolgimento e della certezza dei pagamenti.

L'articolo 6 individua e definisce i distretti agricoli come i luoghi in cui si sviluppano le attività interprofessionali, su cui avviene lo scambio di informazioni, prestazioni, conoscenze e la diffusione delle innovazioni atte allo sviluppo e al rafforzamento dei settore agricolo sardo.

L'articolo 7 contiene la norma finanziaria.

L'articolo 8 regola, infine, l'entrata in vigore della presente legge.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Finalità

1. Con la presente legge, la Regione promuove il consolidamento del sistema organizzativo relativo ai prodotti agricoli e agro-alimentari, esclusi quelli della pesca e dell'acquacoltura, dettando la disciplina relativa alle organizzazioni di produttori, alle associazioni di organizzazioni di produttori e alle organizzazioni interprofessionali, conformemente ai regolamenti europei.

2. La Regione autonoma della Sardegna individua e costituisce le organizzazioni interprofessionali per i prodotti agro-alimentari di cui agli articoli 123 e 124 del Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM), nell'ottica di promuovere l'aggregazione tra gli attori della filiera, con l'obiettivo di:
a) favorire il rilancio dell'economia agricola e agro-alimentare della Sardegna, mantenere e creare occupazione nelle aree interne e nei territori rurali;
b) mettere a disposizione degli imprenditori una base normativa certa e aggiornata che permetta l'aumento della competitività e del peso contrattuale degli operatori agricoli;
c) favorire l'aggregazione e la costituzione di reti tra imprese e operatori del settore agro-alimentare;
d) permettere una migliore contrattazione tra i soggetti della filiera agro-alimentare che sia il risultato di una concertazione, favorire la condivisione, lo sviluppo e l'aggiornamento delle conoscenze e delle competenze tra le imprese agricole sarde, con il fine di incrementare il valore del commercio delle produzioni di qualità interno ed esterno alla Regione;
e) promuovere la ricerca sulla produzione integrata e sostenibile o su altri metodi di produzione rispettosi dell'ambiente.

 

Art. 2
Definizioni

1. Ai fini della presente legge, si applicano le seguenti definizioni:
a) per organizzazione interprofessionale, ai sensi del regolamento (UE) n. 1308/2013, si intendono quegli organismi che raggruppano i rappresentanti delle attività economiche connesse con la produzione, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della filiera agroalimentare; l'interprofessione è la relazione economica intrapresa tra varie categorie professionali coinvolte in tutte le fasi della filiera agro-alimentare e nella formazione di prodotti finiti;
b) per accordo interprofessionale, l'intesa siglata tra le parti interne l'organizzazione interprofessionale, in accordo all'articolo 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102 (Regolazioni dei mercati agroalimentari, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera e), della legge 7 marzo 2003, n. 38);
c) per distretto agricolo si intende il sistema produttivo locale, caratterizzato da un'identità territoriale omogenea, al cui interno operano le organizzazioni interprofessionali operanti nella filiera agroalimentare della Sardegna, nelle more dell'articolo 13 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della L. 5 marzo 2001, n. 57).

 

Art. 3
Finalità specifiche e obiettivi

1. La Regione, con la presente legge intende raggiungere i seguenti obiettivi:
a) collegare le interprofessioni ai distretti agricoli, per agevolare il processo di aggregazione delle imprese al fine di raggiungere l'integrazione economico-produttiva, la determinazione della concorrenza e semplificare la contrattazione;
b) supportare la pianificazione, la programmazione e la contrattazione della produzione e degli acquisti, con la determinazione dei tempi di pagamento prefissati e le prospettive più certe di vendita, a favore della stabilità dei prezzi, ovvero del reddito agricolo nel sistema rurale isolano, e dei consumatori, grazie alla maggiore trasparenza e partecipazione alla formazione dei prezzi;
c) incrementare in modo integrato il volume della produzione del settore agroalimentare sardo e facilitare la commercializzazione dei beni, grazie al miglioramento delle relazioni tra i diversi comparti.

 

Art. 4
Requisiti delle organizzazioni interprofessionali della Sardegna

1. Ai fini dell'iscrizione nell'elenco delle organizzazioni interprofessionali, i produttori e le associazioni devono:
a) avere personalità giuridica, la sede operativa all'interno dei territori della regione;
b) essere composte da rappresentanti delle attività economiche connesse alla produzione e ad almeno una tra le fasi della catena di approvvigionamento de settore primario, ovvero alla produzione, al commercio, alla trasformazione e alla distribuzione di prodotti agricoli;
c) essere costituite su iniziativa delle organizzazioni e delle associazioni di categoria rappresentative di almeno il 40 per cento dei produttori e di almeno il 50 per cento del volume della produzione della circoscrizione economica per un dato prodotto agro-alimentare o per un gruppo di prodotti;
d) applicare il principio della sostenibilità, volta alla valorizzazione dell'ambiente rurale, alla tutela del patrimonio socio-culturale tipico della Sardegna e alla stabilità economico-produttiva, ottenuta tramite l'associazione interprofessionale;
e) coordinare la produzione e la trasformazione in relazione alle esigenze di mercato, con incremento della razionalizzazione delle produzioni a favore dell'efficienza per le aziende aderenti all'organizzazione;
f) pianificare e coordinare l'offerta e la commercializzazione della produzione in concerto tra gli aderenti, al fine di remunerare e valorizzare il lavoro agricolo;
g) svolgere studi e ricerche sui metodi di produzione sostenibili e sull'evoluzione del mercato, per orientare la produzione verso prodotti più adatti al fabbisogno del mercato e ai gusti e alle aspirazioni dei consumatori, con particolare riguardo alla qualità dei prodotti e alla protezione dell'ambiente;
h) promuovere l'agricoltura di qualità, le denominazioni d'origine, i marchi e le indicazioni geografiche;
i) applicare le norme di produzione e di commercializzazione di cui ai punti 2 e 3 dell'allegato XVI bis del regolamento (CE) n. 1234 del 2007 e n. 1308/2013, e criteri più restrittivi rispetto alle normative comunitarie o nazionali.

 

Art. 5
Accordo interprofessionale

1. L'accordo interprofessionale è rinnovato annualmente e contiene i seguenti contenuti:
a) definizione dei componenti dell'organizzazione interprofessionale;
b) incremento dei criteri di qualità delle produzioni;
c) favorire la certificazione delle produzioni e dei prodotti;
d) definizione dei tempi certi di pagamento a partire dal primo conferimento del prodotto;
e) indicazione delle modalità di pubblicità e promozione orientata ai mercati di riferimento.

 

Art. 6
Distretti agricoli

1. I distretti sono sistemi produttivi caratterizzati da interdipendenze delle imprese agricole e agroalimentari, possono costituire un'opportunità di sviluppo per produzioni certificate e tutelate e rappresentano una forma di aggregazione e di promozione dell'attività del territorio.

2. All'interno della Regione autonoma della Sardegna, i distretti sono costituiti secondo quanto sancito dal capo III della legge regionale del 7 agosto 2014, n. 16 (Norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale: agrobiodiversità, marchio collettivo, distretti).

 

Art. 7
Norma finanziaria

1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e alla loro attuazione si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

 

Art. 8
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma Sardegna (BURAS).