CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERPELLANZA N. 73/A

INTERPELLANZA TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra sulla necessità che nel bilancio di previsione 2015 e nel pluriennale 2015/2017 siano stanziate le risorse utili a finanziare un nuovo bando relativo alla legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, che prevede agevolazioni contributive alle imprese operanti nel comparto del commercio.

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I sottoscritti,

premesso che, al fine di contribuire alla modernizzazione, allo sviluppo ed all'aumento dell'efficienza della rete distributiva regionale, con legge regionale n. 9 del 2002 la Regione autonoma della Sardegna ha previsto specifiche agevolazioni atte a favorire la nascita e lo sviluppo armonico delle diverse tipologie distributive, a stimolare la ristrutturazione, l'ammodernamento, la riqualificazione e l'aggiornamento tecnologico delle strutture distributive, a promuovere l'introduzione e l'uso del commercio elettronico;

evidenziato che le predette agevolazioni consistono in:
- contributi in conto capitale (a fondo perduto) nella misura massima del 20 per cento delle spese ammissibili;
- contributi in conto interessi che consistono nell'abbattimento dei 2/3 del tasso di riferimento in vigore alla data di stipula del contratto di finanziamento;
- contributi in conto canoni di leasing;

evidenziato, altresì, che i contributi di cui alla legge regionale n. 9 del 2002 sono destinati alle seguenti categorie di beneficiari:
- piccole e medie imprese commerciali che esercitano o che intendono esercitare le seguenti attività: commercio al dettaglio in sede fissa, ambulante e all'ingrosso, comprese (per la parte non contingentata) le edicole, le farmacie, i tabaccai e i distributori di carburanti; somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; commercio elettronico; servizi ausiliari del commercio, ossia gli agenti e rappresentanti del commercio; gli agenti d'affari in mediazione; le agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste; le agenzie di spedizione e di operazioni doganali; le agenzie di viaggi; le agenzie di assicurazioni;
- centri commerciali naturali;

preso atto che con delibera della Giunta regionale n. 37/69 del 19 novembre 2002 sono stati definiti le direttive ed i criteri per l'attuazione della legge regionale n. 9 del 2002 e che con legge regionale del 18 maggio 2006, n. 5, è stato disciplinato l'esercizio dell'attività commerciale nel territorio della Sardegna e sono state estese ai centri commerciali naturali le agevolazioni previste dalla legge regionale n. 9 del 2002;

tenuto conto che con delibera della Giunta regionale n. 50/36 del 5 dicembre 2006 è stata data attuazione alle direttive ed ai criteri previsti per promuovere ed incentivare la costituzione e lo sviluppo dei centri commerciali naturali;

considerato che in attuazione della legge regionale n. 9 del 2002 sono stati pubblicati cinque bandi (2003, 2006, 2007, 2008 e 2009);

preso atto che nel 2009 l'allora Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio riferiva che le risorse stanziate negli anni precedenti avevano consentito di agevolare un numero molto limitato d'iniziative imprenditoriali e che per ciascuno dei bandi 2003, 2006, 2007 e 2008, infatti, su circa 2.000 domande presentate, solo circa 60/70 imprenditori erano stati ammessi a beneficiare delle agevolazioni;

rilevato che già da allora si parlava di forte calo dei consumi e di crisi generale del comparto del commercio e della necessità di intervenire in maniera incisiva per fornire un sostegno adeguato ed efficace ad un settore in oggettiva difficoltà;

considerato che la crisi di cui parlava l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio in quel periodo, tuttavia, non era quella che avremmo conosciuto di lì a poco, ma, piuttosto, dipendeva dalle ataviche carenze strutturali del territorio e del sistema economico sardo: infrastrutture, limiti del sistema creditizio regionale, insularità, costo dell'energia;

considerato, altresì, che da allora sono trascorsi 5 anni durante i quali agli effetti determinati da tali gravi carenze, già note ai sardi, si sono drammaticamente sommate le nefaste conseguenze di una interminabile crisi, ancora oggi in atto, giunta da oltre oceano, che ha messo in ginocchio l'economia del continente europeo, con riflessi fortemente negativi sui sistemi economici più deboli come quello italiano e di quello sardo in particolare;

rilevato che le nuove imprese, la cui fase di start-up è stata avviata in concomitanza con l'inizio della crisi internazionale, non hanno potuto contare sul prezioso sostegno previsto della legge in questione, che molte di esse hanno dovuto cessare la propria attività dopo qualche anno ed altre registrano serie difficoltà a proseguire;

tenuto conto che se nel 2009 i segni della crisi preoccupavano, oggi tracciano un quadro allarmante così come dimostrano i dati sui consumi delle famiglie italiane sensibilmente e costantemente in calo, con fenomeni di deflazione che ormai da mesi caratterizzano negativamente l'andamento della situazione macroeconomica del paese;

preso atto che oggi più che mai le imprese del comparto del commercio necessitano di un concreto ed immediato contributo che aiuti le centinaia di aziende del settore a sopportare il peso della crisi e le conseguenze di eventi eccezionali come quello che ha colpito lo scorso anno il territorio di Olbia e di parte della Barbagia;

rilevato che i dati statistici indicano la presenza in Sardegna di circa 120.000 imprese produttive, e di queste il 48 per cento è costituito da aziende che svolgono attività riguardanti il commercio, il turismo e i servizi;

accertato, altresì, che i drammatici dati forniti dall'osservatorio nazionale dell'Associazione degli esercenti e da Confesercerti evidenziano un saldo passivo di 650 imprese nei soli primi sei mesi del 2014: 493 appartenenti al commercio al dettaglio, di cui 80 del settore alimentare e 413 del no-food, mentre 19 sono le imprese di alloggio e ricezione, 68 quelle di ristorazione e 70 i bar;

rilevato che le previsioni sono tutt'altro che ottimistiche se si tiene conto che il suddetto saldo è peggiore di quello registrato nello stesso periodo del 2013, come conferma la differenza tra la media giornaliera di aperture e chiusure tra l'anno scorso e quello in corso sul commercio al dettaglio in sede fissa, e che in Sardegna nel 2013 si erano registrate 2 aperture e 4 chiusure al giorno, mentre nel primo semestre 2014 le aperture sono state sempre 2, ma le chiusure 5,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio affinché dicano se intendano impegnarsi affinché:
1) nel bilancio di previsione 2015 e nel pluriennale 2015/2017 siano stanziate le risorse necessarie a finanziare un nuovo bando della legge regionale n. 9 del 2002;
2) dal prossimo anno siano attivate le procedure amministrative che consentano alle numerose imprese del comparto del commercio, di partecipare al bando ed accedere alle agevolazioni.

Cagliari, 9 ottobre 2014