CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERPELLANZA N. 142/A

INTERPELLANZA DEDONI - COSSA - CRISPONI sulla particolare situazione di aree suscettibili di bonifiche ambientali che, allo stato attuale, compromettono l'immagine turistica della Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
- la valutazione degli impatti ambientali va svolta seriamente e il principio di precauzione va applicato rigorosamente;
- l'ambiente è diventato parte fondamentale del prodotto turistico, tanto che, tra i problemi di tutela e quelli di sviluppo turistico, si sono stabiliti legami sempre più stretti;
- le risorse ambientali costituiscono elementi essenziali sia nella scelta del luogo sia nell'avvio di iniziative economiche;
- poiché le risorse sono scarse, in quanto soggette a un intenso utilizzo, la loro conservazione può essere seriamente compromessa da un eccessivo e/o incontrollato sviluppo dell'attività turistica, che, d'altra parte, ha bisogno di ambienti incontaminati;
- le politiche turistiche sono ispirate alla tutela attiva e alla valorizzazione del patrimonio ambientale;
- nel settore turistico è possibile introdurre i concetti relativi alla sostenibilità ambientale, nella misura in cui venga considerato l'insieme di fattori naturali, economici, sociali, culturali che caratterizzano il territorio "turistico"; la tutela ambientale è, infatti, necessaria per valorizzare il capitale turistico e, viceversa, quest'ultimo permette di sviluppare, mantenere e valorizzare l'ambiente e il territorio;
- tuttavia, è fortemente presente, in particolare in Sardegna, una cultura ambientalista ideologica, massimalista, integralista, che non si rapporta in modo realistico e politicamente compatibile con il tessuto produttivo, una cultura ambientalista la cui sensibilità è proiettata verso una rigida e pedissequa conservazione integrale delle risorse ambientali, evitandone un serio e sostenibile sfruttamento;
- questa cultura ha prodotto, negli anni, una forte contrapposizione e ottusità in alcuni atteggiamenti della classe politica, manifestatisi in un eccessivo protezionismo dell'eco-ambiente che non ha prodotto significativi risultati, tantomeno quelli di salvaguardia del territorio che, di fatto, è rimasto una landa desolata, prova dei benché minimi servizi di fruizione delle stesse risorse ambientali che si vanno proteggendo;
- nonostante questa rigida cultura ambientalista, la Regione, in questi lunghi anni della sua autonomia, è stata vittima di un saccheggio ambientate senza precedenti, che ne ha gravemente condizionato qualsiasi tipo di riconversione ai fini di uno sfruttamento economico-sostenibile che incarni la reale vocazione dell'Isola;
- intere aree del nostro straordinario territorio sono state letteralmente depredate;

constatato che la situazione ambientale di queste aree, diffuse sul territorio regionale, risulta drammatica a causa delle mancate bonifiche e condiziona pesantemente le prospettive di una nuova fase di sviluppo;

richiamate, a titolo esemplificativo, alcune realtà che rappresentano il simbolo di questo degrado e della noncuranza attraverso la quale le istituzioni hanno affrontato il problema e, in particolare:
- l'ENI, che, una volta dismesse le attività minerarie nella nostra isola, ha lasciato i territori inquinati da varie sostanze nocive come zinco, piombo, cadmio, arsenico insieme a milioni di metri cubi di sterili e discariche;
- La Maddalena, nessuno sa o può dire, in questo momento, quali conseguenze abbiano portato le operazioni di bonifica di fronte all'ex Arsenale, se abbiano già intossicato o possano intossicare l'eco-sistema di uno degli angoli più belli del Mediterraneo;
- questo è anche l'esempio delle discariche di amianto, ammassate, in una vecchia stazione di provincia, completamente dimenticate e noncuranti delle conseguenze a cui vanno incontro;
- così come pure gli oltre 15.000 metri cubi di detriti di inerti, derivanti dalla demolizione della parte abusiva del complesso turistico-edilizio sulla costa di Portu Malta, nel comune di Teulada, che rappresentano una profonda ferita in un territorio già martoriato da discutibili iniziative che hanno determinato un ulteriore isolamento di un territorio, già colpito dalla presenza del poligono che ne ha compromesso inesorabilmente lo sviluppo economico in senso turistico-ambientale;
- non di secondaria importanza, la vicenda che interessa il contestato resort di Capo Malfatano, sempre in territorio del comune di Teulada, che, dal 2012, a seguito di un provvedimento giudiziario che ne ha disposto la sospensione dei lavori, si trova coinvolto al centro di un intrigo internazionale dagli esiti incerti e che rischia di creare l'ennesima cattedrale nel deserto con gravi danni e modifiche irreparabili all'ambiente;

preso atto che si ritiene corretto che la Regione intervenga per far fronte a queste situazioni che risultano abbandonate al loro destino,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere:
1) quali siano le motivazioni dell'inerzia con la quale, a tutt'oggi, permangono le situazioni di degrado ambientale;
2) se abbiano intrapreso iniziative e, se sì, quali, per l'immediata risoluzione delle problematiche sopra descritte;
3) se, nelle more dell'adozione di soluzioni definitive, atte al ripristino delle condizioni ambientali statu quo ante, siano stati previsti interventi di mitigazione.

Cagliari, 22 luglio 2015