CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERPELLANZA N. 154/A

INTERPELLANZA BUSIA - DESINI - CHERCHI Augusto - CONGIU - MANCA Pier Mario - UNALI sul mantenimento della posizione dirigenziale e della sede del soppresso Servizio di Roma e sul mantenimento di un'unità di progetto in assenza dei requisiti.

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I sottoscritti,

premesso che:
- in sede di discussione del disegno di legge concernente la riorganizzazione dell'Amministrazione regionale, diventato legge regionale 25 novembre 2014, n. 24 (Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione), gli odierni scriventi avevano presentato un emendamento concernente "Attività delle Conferenze e Servizio di Roma" volto, da un lato, a valorizzare e potenziare il ruolo dell'Amministrazione regionale nell'ambito del sistema della Conferenza Stato-Regione, Conferenza delle Regioni e delle province autonome e della Conferenza unificata e, dall'altro, a realizzare una diminuzione delle spese di funzionamento attraverso la dismissione della sede del Servizio di Roma, impegnando la Giunta a trovare una sistemazione più coerente con l'attività svolta, anche considerando l'utilizzazione di uffici in uso a enti di cui è socia;
- gli uffici di Roma sono allocati in una struttura di grandi dimensioni di proprietà del Banco di Sardegna, posizionata in una zona residenziale e sono posseduti in virtù di un oneroso contratto di locazione; agli uffici di Roma, aventi natura di Servizio, era assegnato un dirigente;
- l'emendamento è stato successivamente ritirato a seguito di interlocuzioni avute con l'Assessore competente e di rassicurazioni sul fatto che il problema sarebbe stato affrontato dalla Giunta regionale;
- con decreto del Presidente della Regione n. 43 del 22 aprile 2015 concernente la riorganizzazione delle Direzioni generali, l'ufficio dell'Amministrazione regionale di Roma è stato soppresso per essere riassorbito nel Servizio rapporti internazionali, con l'Unione europea, nazionali e regionali, che esercita le sue competenze anche attraverso i dipendenti allocati presso gli uffici di Roma;

rilevato che:
- con deliberazione n. 38/23 del 28 luglio 2015, la Giunta regionale ha istituito un'unità di progetto con il compito di partecipare ai tavoli tecnici in materia sanitaria;
- il dirigente assegnato al Servizio di Roma soppresso è stato assegnato alla direzione dell'unità di progetto in parola;
- a oggi la sede che ospitava il Servizio di Roma continua a essere utilizzata come sede di rappresentanza della Regione, per lo svolgimento delle funzioni del Servizio rapporti internazionali, con l'Unione europea, nazionali e regionali e sarà utilizzata anche per le attività dell'unità di progetto;

considerato che la deliberazione n. 8/21 del 24 febbraio 2015, nel fissare i criteri di costituzione delle unità di progetto, prevede che "Dette unità sono da intendersi come strutture organizzative dirigenziali temporanee, di carattere trasversale, finalizzate al conseguimento di obiettivi circoscritti connessi all'attuazione del programma di governo. Le unità di progetto sono poste alle dirette dipendenze del Presidente o di un Assessore e non possono essere articolate in settori. Ciascuna unità di progetto deve essere istituita con specifica deliberazione della Giunta regionale che, oltre a definire i rapporti delle unità di progetto con le altre strutture del sistema Regione, individua il responsabile, indica gli obiettivi, la durata, le risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie. Le unità di progetto costituiscono posizioni dirigenziali equiparabili a quelle di Servizio e possono essere attribuite a dirigenti già titolari di un incarico ovvero a dirigenti incaricati in via esclusiva del loro coordinamento. L'Assessore, pertanto, propone di inserire in via sperimentale nella dotazione organica dirigenziale la possibilità di istituire fino a un massimo di 4 unità di progetto.";

preso atto che:
- le esigenze sottese alla soppressione del servizio di Roma sono state, in concreto, disattese; infatti, i provvedimenti adottati dalla Giunta regionale non generano alcun risparmio per l'Amministrazione regionale e appaiono in contrasto con i principi dettati per la costituzione delle unità di progetto;
- la soppressione del Servizio di Roma è stata solo nominale, tenuto conto che, tanto la sede quanto la funzione dirigenziale, non sono state toccate dalla riorganizzazione amministrativa. La dirigente assegnata in comando all'ufficio di Roma con decreto n. 94 del 12 agosto 2013 è una dirigente comunale nominata dirigente del Servizio di Roma con decreto n. 117 del 26 agosto 2013 per una durata non superiore ai cinque anni dal conferimento dell'incarico. La soppressione dell'ufficio di Roma, tuttavia, avrebbe dovuto comportare la revoca dell'incarico e la conseguente cessazione del comando;
- il comando della dirigente in questione non è cessato ma alla stessa è stato assegnato il compito di dirigere un'unità di progetto costituita, peraltro, in assenza dei presupposti dettati dalla Giunta regionale. Difettano, infatti, il requisito della trasversalità e il requisito dell'individuazione di obiettivi specifici; appare dubbia, perlomeno, la riconducibilità delle attività richieste a obiettivi circoscritti connessi all'attuazione del programma di governo. Le attività richieste all'unità di progetto, infatti, sono riconducibili ad attività ordinarie proprie del Servizio rapporti internazionali, con l'Unione europea, nazionali e regionali che si occupa, tra le altre competenze, del coordinamento delle attività e della partecipazione alla Conferenza delle Regioni, alla Conferenza Stato-Regioni e alla Conferenza unificata;
- di fatto, nonostante la soppressione del Servizio di Roma, la Regione continua ad avere a Roma uffici ubicati nella medesima sede richiamata nelle premesse e lo stesso dirigente preposto a coordinare, non più un Servizio, ma tre risorse umane nell'ambito di un'unità di progetto, ad avviso degli scriventi, non giustificata (contrariamente anche alle disposizioni dettate dalla Giunta regionale che impongono un determinato rapporto tra numero di dipendenti e dirigente); l'assegnazione di ulteriori spazi da dedicare all'unità di progetto, anzi, rischia di impedire la riduzione dei costi della sede di Roma, condizionata alla dismissione di uffici e parcheggi;

ritenuto che l'assegnazione all'unità di progetto di risorse umane del Servizio rapporti internazionali, con l'Unione europea, nazionali e regionali rischia di incidere negativamente sull'efficienza delle attività di quest'ultimo,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere gli intendimenti sul mantenimento della posizione dirigenziale e della sede del soppresso Servizio di Roma e sul mantenimento di un'unità di progetto in assenza dei requisiti.

Cagliari, 7 ottobre 2015