CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERPELLANZA N. 207/A

INTERPELLANZA ZEDDA Paolo Flavio - USULA - LAI - COCCO Daniele Secondo - PIZZUTO - AGUS sulla violazione delle prerogative statutarie della Regione in seguito al cosiddetto "Accordo di Caen", siglato tra Italia e Francia il 21 marzo 2015, inerente la definizione dei confini marittimi tra i due paesi.

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I sottoscritti,

premesso che:
- da recenti notizie riportate da media nazionali e regionali, si è appreso che un peschereccio ligure, in seguito rilasciato, sarebbe stato sequestrato dalla Guardia costiera francese, colpevole di aver sconfinato nelle acque territoriali francesi;
- la notizia ha avuto una vasta eco in seno all'opinione pubblica, anche sarda, e avuto ripercussioni istituzionali con la presentazione in Parlamento, nel corrente anno, di alcuni atti di sindacato ispettivo, tra i quali l'atto n. 3-02502, prima firmataria On. Donatella Albano, l'atto n. 2/01268, prima firmataria On. Silvia Benedetti, e l'atto n. 3-02526, primo firmatario On. Stefano Lucidi;
- nei documenti si richiede al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale se sia stato realmente sottoscritto un accordo bilaterale di portata generale con la Francia per la ridefinizione dei propri confini marittimi e si stigmatizza la segretezza con la quale i due paesi sarebbero arrivati a tale accordo, in totale assenza di un minimo livello di coinvolgimento delle comunità regionali interessate;

premesso altresì che, in maniera del tutto inopinata, il Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale, On. Benedetto della Vedova, nella repliche ai documenti, ha dichiarato quanto segue:
- che l'accordo tra Italia e Francia, avente ad oggetto la delimitazione dei propri confini di mare, è stato stipulato in data 21 marzo 2015, presso la città francese di Caen;
- che tale accordo avrebbe portata generale e sarebbe destinato a superare le norme internazionali in materia, tra cui l'Accordo sulle Bocche di Bonificio del 1982, con evidenti ripercussioni per le zone di confine battute da pescherecci provenienti dalla Sardegna;
- che tale accordo non disciplina soltanto i confini marittimi, ma "altresì ne modifica le modalità di sfruttamento di eventuali giacimenti di risorse del fondo marino o del suo sottosuolo, situati a cavallo della linea di delimitazione";
- che i negoziati, avviati nel 2006, hanno interessato diversi dicasteri per gli aspetti di propria competenza;
- che "il Ministero degli affari esteri ha dato impulso, anche alla luce della vigente legislazione dell'Unione europea in materia, a una nuova fase di raccolta e approfondimenti tecnici da parte delle amministrazioni competenti, al fine di considerare possibili strumenti integrativi";

considerato che l'articolo 80 della Costituzione prevede che "Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi" e che, per ammissione dello stesso Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale "L'accordo di Caen rientra tra quelli sottoposti a ratifica parlamentare e, pertanto, non è ancora in vigore";

considerato altresì che:
- per come si è sviluppata l'intera vicenda, un accordo di tale portata, siglato nella quasi totale segretezza e senza il necessario coinvolgimento delle comunità interessate, non potrebbe non costituire un vulnus alle prerogative statutarie della Regione, costituzionalmente garantite;
- i contorni ancora pochi chiari e confusi sul contenuto dell'accordo siglato con la Francia destano molta preoccupazione nelle marinerie sarde che abitualmente battono le zone interessate dal trattato, per il futuro del comparto pesca della Sardegna, della filiera ittica e del connesso indotto, nonché per i rischi connessi ai possibili diritti su ricerche ed estrazione di idrocarburi liquidi in mare, sottratti al controllo democratico della comunità regionale;

vista la richiesta di incontro urgente indirizzata dalla Regione Liguria al Presidente della Regione Sardegna e a quello della Regione Toscana per l'esame congiunto della questione in parola;

tenuto conto che l'eventuale predisposizione del disegno di legge di ratifica dell'Accordo di Caen dovrebbe in ogni modo tenere conto delle norme comunitarie in materia e, in particolare, dovrebbe trovare un adeguato coordinamento normativo con l'articolo 5 del regolamento UE n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che prevede, per i pescherecci unionali, pari accesso alle acque e alle risorse in tutte le acque unionali ad esclusione di alcune limitazioni decise dagli stati, ma autorizzate dall'Unione soltanto fino al 31 dicembre 2022;

dato atto, altresì, che sempre da notizie riportate dalla stampa, episodi di tensione tra i pescherecci sardi e la Guardia costiera francese si sarebbero verificati anche a nord delle acque della Sardegna;

richiamati l'articolo 47, secondo comma, dello Statuto speciale per la Sardegna, secondo il quale il Presidente della Regione "interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri, quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione", e il principio costituzionale, ormai di portata generale, di leale collaborazione tra Stato e regioni,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere:
1) se ed in quale misura la Regione sia stata coinvolta nelle trattative e nella successiva stipula del cosiddetto Accordo di Caen, siglato tra Italia e la Francia in data 21 marzo 2015;
2) quali azioni intenda perseguire la Giunta regionale al fine di tutelare e difendere in ogni sede le prerogative statutarie della Regione, costituzionalmente garantite in materia;
3) se non ritenga opportuno riferire urgentemente in Consiglio regionale sulla questione;
4) se non ritenga opportuno affrontare la questione, in prima istanza ed in via privilegiata, con la Corsica, visto che i tratti di mare interessati dal trattato appartengono principalmente a Sardegna e Corsica, anche in relazione ai rinnovati rapporti istituzionali recentemente avviati, ed in seguito con le altre regioni italiane coinvolte dall'accordo.

Cagliari, 18 febbraio 2016