CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERPELLANZA N. 215/A

INTERPELLANZA RUBIU sulla grave crisi dell'artigianato sardo derivante dalla diminuzione del credito in Sardegna in favore delle piccole e medie imprese e dalla mancanza di risorse economiche per il rilancio del settore.

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Il sottoscritto,

premesso che il settore dell'artigianato è costituito dal tessuto di micro-piccole e medie imprese, il tessuto aziendale che maggiormente soffre gli effetti di una crisi che appare senza via d'uscita, provocata non solo dalla stagnazione dell'economia, ma anche da scelte politiche che disincentivano il comparto; la fotografia dello stato di sofferenza è stata rilevata dall'Ufficio studi della Confartigianato, una delle principali associazioni di categoria, che raggruppa migliaia di imprese isolane;

rilevato che secondo tale dossier, il sistema Confartigianato imprese Sardegna lamenta nell'ultimo anno, i 28 milioni di euro stanziati in meno rispetto al 2014; inoltre si è registrata una contrazione del credito che prosegue da oltre tre anni e che, a settembre 2015, ha segnato un -3,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014, con soli 876 milioni di euro al settore; al comparto, rappresentato da 35mila imprese (il 25 per cento del totale delle attività produttive della Sardegna), è stato destinato solo il 7,1 per cento del totale dei finanziamenti al sistema produttivo isolano;

acclarato che le azioni promosse dal Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi sul taglio dei tassi d'interesse, volto a rilanciare l'economia del vecchio continente, sembra non aver avuto ricadute positive sulla situazione sarda; secondo l'analisi della confederazione isolana che ha esaminato i dati sull'accesso ai finanziamenti delle imprese sarde della Banca d'Italia e di Artigiancassa, il credito verso le aziende artigiane sarde cala, mentre al contrario, cresce, dell'1,9 per cento, verso tutto il resto dei settori produttivi per il quale il credito erogato ha raggiunto i 12 miliardi e 417 milioni di euro;

evidenziato che l'erogazione dei finanziamenti migliora per il resto delle imprese regionali mentre per il comparto artigianale della Sardegna le finanze sono sempre più asfittiche; questa congiuntura non sembra certo favorire la ripresa dell'economia, visto che l'artigianato rappresenta uno dei pilastri portanti per incentivare il rilancio e che soprattutto registra una moltiplicazione di categorie e mestieri, ottenendo una fetta maggiore sul prodotto interno lordo regionale;

esaminato che la Regione dovrebbe attivare misure che favoriscano l'accesso al credito alle imprese artigiane, con strumenti di sostegno atti a dare linfa al comparto che, essendo costituito da aziende molto piccole, necessita di strumenti quali microcredito o comunque misure molto ridotte, percepite dal tessuto imprenditoriale come un basso rischio d'impresa e quindi molto efficaci per il rilancio di numerosi settori vitali per la Sardegna;

appreso che in Sardegna il peso del credito all'artigianato sull'ammontare dei prestiti erogati al totale delle imprese supera la media nazionale: 7,1 per cento contro il 5,1 per cento italiano; focalizzando i dati sulle province, si rileva che ai primi due posti della classifica nazionale troviamo l'Ogliastra con il 13,2 per cento e Carbonia-Iglesias con il 12,9 per cento; numeri che attestano le difficoltà nell'accesso al credito da parte delle aziende isolane;

sottolineato che preoccupa anche il dato sui crediti non restituiti nell'Isola; su un totale di 12 miliardi e 417 milioni di affidamenti in Sardegna, le "sofferenze" (crediti non restituiti) sono il 21,7 per cento (2 miliardi e 697 milioni, contro una media italiana del 16,7 per cento (oltre 117 miliardi di crediti non restituiti); tra le province con un livello critico Carbonia-Igliesias (32,2 per cento di "sofferenze" ovvero 122 milioni non restituiti), Medio Campidano (27,4 per cento e 145 milioni non restituiti) e Olbia-Tempio (27 per cento e 593 milioni non rientrati); cifre che parlano chiaro vista la fragilità del sistema economico di tali aree, che da tempo soffrono per la chiusura delle industrie - con una spirale negativa che si allarga all'indotto delle imprese artigiane - e la mancanza di alternative per l'occupazione;

osservato che nonostante i continui sforzi di Draghi e della BCE per la riduzione del costo del denaro, gli effetti sulle imprese in Sardegna sono praticamente nulli; a livello nazionale, infatti, l'Isola è terza,dopo la Calabria e la Sicilia, con un tasso medio del 7,20 per cento, anche se in calo di 814 punti base rispetto al 2014; il gap della nostra Regione rispetto alla media italiana è di +194 punti base; un dato che rivela la difficoltà delle aziende per l'accesso al credito;

appurato che in base ai confronti dei livelli dei tassi di interesse tra le province, nelle prime 20 posizioni nazionali ne troviamo 4 sarde: al primo posto assoluto Carbonia-Iglesias con il 9,62 per cento e un gap di +436 punti base rispetto alla media nazionale; al secondo posto l'Ogliastra con l'8,91 per cento (gap di +365 punti base), l'ottavo per Olbia-Tempio con un tasso dell'8,38 per cento (gap +312 punti base) e diciassettesima Sassari con un tasso del 7,90 per cento (gap +264 punti base); seguono Medio Campidano (6,65 per cento e +169 punti base), Oristano (6,88 per cento e +162 punti base), Nuoro (6,60 per cento e +134 punti base); chiude Cagliari con il +6,56 per cento e +130 punti base; appare inconcepibile che tra una impresa sarda e una trentina ci sia una differenza di quasi il 3 per cento del costo del denaro; sembra altresì incomprensibile che una azienda del Sulcis - una delle zone più disagiate dal punto di vista economico e sociale - possa pagare un finanziamento il 5,46 per cento in più rispetto a una di Bolzano;

atteso che il quadro è davvero allarmante e, nonostante i tentativi della BCE per la riduzione del costo del denaro, non sembrano intravedersi spiragli per un ciclo virtuoso in Sardegna, con una debolezza intrinseca delle imprese soprattutto nelle zone del Sulcis Iglesiente e dell'Ogliastra, le più penalizzate dalla mancanza di prospettive; ciò è causato proprio dalla dimensione ridotta del tessuto aziendale e dall'impossibilità di investire in capitale fisico ed umano a causa dei tassi di interesse per l'accesso al credito, agli eccessivi livelli della pressione fiscale e alle scarse misure di sostegno rivolte all'artigianato sardo; l'unica conseguenza è la stagnazione dell'economia regionale;

preso atto che anche nella manovra finanziaria in esame in questi giorni nel Consiglio regionale non si registrano passi avanti sul sostegno alle piccole e medie imprese artigiane della Sardegna, che costituiscono di fatto la spina dorsale dell'economia isolana;

rilevato che il comparto dell'artigianato occupa oltre 74 mila lavoratori in Sardegna, rappresentando il 22 per cento dell'attività produttiva isolana; è dunque urgente una spinta decisiva - con misure economiche di sostegno e supporto - per agevolare la crescita e la nascita di nuove imprese, anche mediante l'accesso al credito; sarebbe opportuno dunque convocare un tavolo con i principali istituti di credito, con l'intento di ridare ossigeno (mediante adeguati strumenti finanziari) al comparto,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere:
1) se sia a conoscenza della situazione di difficoltà nell'accesso al credito da parte delle imprese artigiane isolane, a causa dell'alto costo del denaro e del peso insostenibile del credito, che producono sofferenze assurde per le aziende sarde;
2) se non appaia opportuno convocare immediatamente un tavolo di confronto tra istituti di credito e mondo delle imprese artigiane per far un focus della situazione, con misure in grado di rivitalizzare il comparto;
3) se non sembri opportuno - visti gli ultimi dati presentati - apportare aggiustamenti nel documento finanziario in discussione in questi giorni per reperire ulteriori risorse a favore dell'artigianato sardo, che rischia di essere strangolato dall'attuale congiuntura economica sfavorevole.

Cagliari, 14 marzo 2016