CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERPELLANZA N. 257/A

INTERPELLANZA DESINI - CONGIU - CHERCHI augusto - MANCA Pier Mario sulla grave situazione di declassamento e disorganizzazione in cui versa attualmente il Centro di salute mentale di Alghero, privato della Comunità terapeutico-riabilitativa e del Centro diurno e dotato di un organico insufficiente a offrire i servizi necessari per l'assistenza e la riabilitazione degli oltre novecento pazienti a carico.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'origine della nascita dei Centri di salute mentale (di seguito denominati "CSM") risale alla legge 13 maggio 1978, n. 180 (nota come "Legge Basaglia"), che impose la chiusura dei manicomi e istituì i servizi di igiene mentale pubblici, e alla legge nazionale 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del Servizio sanitario nazionale;
- il CSM è nato, infatti, per offrire i servizi socio-sanitari ai pazienti psichiatrici sul territorio, superando la logica custodialistica e di controllo sociale che era stata fino a quel momento alla base dei manicomi;
- con i due progetti obiettivo del 1994 e del 1999, il CSM è divenuto la sede di coordinamento degli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale del paziente preso in carico nel territorio di competenza;
- l'atto aziendale dell'Azienda sanitaria locale di Sassari attualmente in vigore ha previsto l'apertura di 4 CSM (rispettivamente uno a Ozieri, uno ad Alghero e due a Sassari), distribuiti in maniera uniforme su tutto il territorio aziendale, con un bacino di utenza per ciascun centro di circa 80.000 residenti, aperti sulle 24 ore e per sette giorni alla settimana, con possibilità di attività diurne al loro interno e graduale dotazione di posti letto per l'accoglienza notturna;

constatato che:
- il CSM di Alghero è stato dotato nel corso degli anni di una équipe multidisciplinare (medici psichiatri, psicologi, assistenti sociali, educatori professionali, infermieri); al Centro fino al 2009 afferiva anche una Comunità terapeutico-riabilitativa (Villa Segni) e un Centro diurno deputato alla riabilitazione e risocializzazione dei pazienti psichiatrici grazie all'operato di educatori professionali e infermieri, che arrivava a contare fino a quaranta accessi settimanali e che per la risocializzazione si basava soprattutto sull'attività sportiva, vista la creazione di un'associazione sportiva dilettantistica ("Le Aquile") costituita da pazienti, operatori e volontari;
- tale organizzazione ha consentito al Centro di assicurare per anni il regolare ed efficace svolgimento delle attività istituzionali di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da disturbi psichici nel territorio di competenza;
- il bacino d'utenza del CSM di Alghero comprende la popolazione di ben 23 comuni (Alghero, Ittiri, Monteleone Rocca Doria, Olmedo, Putifigari, Romana, Uri, Villanova Monteleone, Banari, Bessude, Bonnannaro, Bonorva, Borutta, Cheremule, Cossoine, Giava, Mara, Padria, Pozzomaggiore, Semestene, Siligo, Thiesi, Torralba), per un totale di circa 80.000 residenti; ai residenti vanno, poi, sommate le persone presenti nell'ambito territoriale durante la stagione turistica;
- il CSM di Alghero conta, complessivamente, oltre 900 pazienti in carico e il numero dei pazienti che hanno almeno un contatto con il Centro nel corso dell'anno risulta essere superiore a 1.100;

considerato che:
- nonostante la riconosciuta capacità del CSM di Alghero di rispondere efficacemente sul territorio alle esigenze socio-sanitarie della popolazione di riferimento, negli ultimi anni si assiste, incomprensibilmente, al progressivo declassamento della struttura e all'impoverimento dell'organico;
- infatti, nel 2009 è stata chiusa Villa Segni e i pazienti (circa 20) sono stati trasferiti in altre strutture residenziali della provincia spesso lontane dalle loro famiglie;
- a giugno 2016 ha chiuso i battenti anche il centro diurno, che dal 2013 era stato gestito dagli infermieri del CSM;
- inoltre, l'equipe multidisciplinare è stata progressivamente disgregata, dato che l'unica psicologa in organico, figura fondamentale nel processo riabilitativo dei pazienti psichiatrici, nel 2012 ha chiesto ed ottenuto il trasferimento presso altro Servizio e, nonostante nel frattempo sia stato espletato un concorso pubblico per tale figura professionale, non c'è stata, ad oggi, alcuna sostituzione; il centro è stato, nel tempo, privato dei sei educatori professionali e dei due assistenti sociali originariamente presenti, se si considera che a maggio e a settembre 2016 l'ultima assistente sociale e l'ultima educatrice professionale rimaste hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento ad altro Servizio senza che ne venisse disposta preventivamente la sostituzione;
- infine, per quanto riguarda i medici in servizio presso il centro:
- nel 2014 un medico ha chiesto ed ottenuto il trasferimento a Sassari e il medico destinato alla sua sostituzione ha, invece, preso servizio a Sassari;
- ad agosto e a settembre 2016 due medici hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento ad altro servizio senza che ne venisse contestualmente disposta la sostituzione;
- in conclusione, attualmente l'organico del CSM di Alghero non può più definirsi multidisciplinare in quanto composto soltanto da quattro medici, un coordinatore infermieristico e undici infermieri, di cui uno distaccato all'ambulatorio di Thiesi e, così ridotto, ha costretto il Servizio a ridurre gli orari di apertura giornaliera e a chiudere il sabato perché è impossibile garantire due turni giornalieri sulle 12 ore;
- ai medici rimasti presso il centro competono anche le consulenze presso i due ospedali di Alghero e presso gli ospedali di Ittiri e Thiesi, oltre che per il pronto soccorso dell'ospedale di Alghero negli orari di apertura;
- a differenza dell'ambito territoriale di Sassari, ove è presente la Clinica psichiatrica dell'Azienda ospedaliero-universitaria che assorbe una parte dell'attività ambulatoriale, nell'ambito territoriale di Alghero pressoché tutta l'assistenza psichiatrica ricade sul CSM;

rilevato che:
- tale situazione ha determinato un rilevante disagio per i pochi infermieri e medici rimasti in servizio presso il centro, costretti a seguire un numero di pazienti molto più elevato rispetto a quello previsto dalle tabelle nazionali di riferimento (che prescrivono un medico ogni 10.000 abitanti), con un altissimo rischio di burn out;
- i pazienti del centro sono attualmente impossibilitati a ricevere la stessa assistenza precedentemente offerta, in termini sia quantitativi che qualitativi, dovendo fare i conti con un servizio ad orario ridotto e con la mancanza di figure e strutture fondamentali nel loro processo di riabilitazione e risocializzazione;
- siffatto disagio è stato oggetto di pubblica denuncia sui media ad opera sia dell'associazione "Il Labirinto" che di un gruppo di pazienti (e relative famiglie) del Centro, i quali hanno lamentato sia la mancanza delle figure chiave del loro percorso riabilitativo rappresentate dalla psicologa, dall'educatore e dall'assistente sociale, che per loro costituivano un punto di riferimento, che la progressiva riduzione degli orari ambulatoriali;

ritenuto che:
- la situazione in cui attualmente versa il CSM di Alghero si ponga in evidente contrasto con quanto previsto dalle direttive dettate dal Piano sanitario regionale approvato nel 2007, che si proponeva di avviare un percorso di graduale superamento delle numerose carenze del sistema regionale dei servizi di salute mentale, ravvisabili nella mancata istituzione dei Dipartimenti di salute mentale e nella disomogenea distribuzione sul territorio dei CSM;
- in particolare, venga frustrato l'obiettivo, dettato dal Piano, consistente nella riorganizzazione dei servizi di salute mentale sulla base dei valori, dei principi e delle pratiche definiti nella "Dichiarazione sulla Salute mentale per l'Europa" e nel "Piano d'azione" sottoscritti dai governi europei nella conferenza promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a Helsinki il 12-15 gennaio 2005, mediante la trasformazione del CSM nella struttura (aperta ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette) di coordinamento di tutte le attività di prevenzione, cura e riabilitazione a livello distrettuale, secondo un approccio multidisciplinare che garantisse la continuità della presa in carico del paziente;
- ancor prima, la sopra descritta situazione si ponga in contrasto con quanto previsto dall'OMS nel documento "La strategia della salute per tutti entro l'anno 2000", che individua nel rafforzamento dei Servizi di salute mentale radicati nel territorio il fattore determinante per ottenere la riduzione dei disturbi mentali e dei suicidi,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza della grave situazione di declassamento e disorganizzazione in cui versa attualmente il CSM di Alghero, privato della Comunità terapeutico-riabilitativa e del Centro diurno e con un organico ormai impoverito a tal punto da risultare insufficiente a offrire i servizi necessari per l'assistenza e la riabilitazione degli oltre novecento pazienti dell'ampio bacino d'utenza, che ricomprende ben 23 comuni;
2) se non ritengano necessario, alla luce dei fatti e delle considerazioni sopra esposti, intervenire immediatamente al fine di porre rimedio alla suddetta situazione e alle conseguenti condizioni di grave disagio nelle quali versano i pazienti del Centro e in cui sono costretti ad operare i pochi medici e infermieri rimasti in servizio.

Cagliari 17 novembre 2016