CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 6/A

INTERROGAZIONE ARBAU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di revoca delle nomine dei direttori generali delle ASL ai sensi dell’articolo 3, commi 1 e 2 della legge regionale n. 6 del 2012.

***************

Il sottoscritto,

premesso che:
- la legge regionale 15 marzo 2012, n. 6 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2012)" all’articolo 3, comma 1, prevede che: "A partire dall’anno 2012 il Servizio sanitario regionale non è finanziabile in deficit";
- il comma 2 dello stesso articolo stabilisce: "la Regione risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale che non raggiunga la percentuale minima preventivamente fissata secondo criteri omogenei predefiniti ed uniformi nel territorio regionale, degli obiettivi definiti dall’Amministrazione regionale per il periodo considerato nel quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento all'efficienza, efficacia e funzionalità dei servizi sanitari, e l’equilibrio economico finanziario di bilancio rispetto alla preventiva assegnazione delle risorse finanziarie";
- il contratto di lavoro dei direttori generali della ASL, all’articolo 7, prevede esplicitamente, tra le cause di risoluzione, con conseguente decadenza dall’incarico, le ipotesi in cui "ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo" e il "caso di mancato raggiungimento degli obiettivi individuati come essenziali dagli atti di programmazione regionale;
- nel 2013 la spesa delle Asl sarde ha sfondato il tetto dei 3 miliardi di euro, andando ben oltre le previsioni della Conferenza Stato-Regioni per cui la Sardegna non avrebbe dovuto superare i 2,4 miliardi di euro, in questo confermando l’andamento della spesa sanitaria fuori controllo e fortemente deficitaria degli anni precedenti;

considerato che:
- l’assenza di visione strategica, nella programmazione e nel controllo sia sulla spesa che sul raggiungimento degli obiettivi richiesti dalla normativa nazionale e regionale, della politica regionale è stata, di fatto, circoscritta all’emanazione di atti tesi soprattutto a coprire i buchi di bilancio e il deficit in costante aumento nella sanità sarda;
- il passivo inseguimento del contingente e dell’emergenza si è concretizzato nella adozione di svariati e talvolta contradditori provvedimenti, volti a posticipare scadenze fondamentali per la trasparenza e la razionalizzazione della gestione sanitaria regionale ed alla rettifica di precedenti atti, con retroattività anche triennali, come evidenziato dalle numerose deliberazioni sulla valutazione obiettivi dei Direttori generali delle Aziende sanitarie regionali per gli anni 2011 (del. n. 30/60 del 12 luglio 2011) e del 2012 (del. n. 50/35 del 21 dicembre 2012), emanate a fine dell'anno d'esercizio, così come la relazione sui risultati dei DG per l'anno 2011 (del. n. 48/21 dell’11 dicembre 2012), la delibera n. 24/43 del 27 giugno 2013 di applicazione della legge regionale n. 21 del 7 novembre 2012, la delibera n. 5/36 dell'11 febbraio 2014, solo per citarne alcune;
- al termine della XIV legislatura, il Consiglio regionale si è trovato a dover votare una legge per l’aumento del fondo sanitario regionale per ulteriori 115 milioni di euro, a seguito della denuncia lanciata dall’Assessore competente riguardo al paventato blocco dei servizi ospedalieri e delle Asl, con le prevedibili pesanti conseguenze sull'assistenza primaria e sulle cure essenziali e, quindi, sulla salute dei sardi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore dell'igiene e sanità dell'assistenza sociale per sapere:
a) se non ritengano opportuno fornire al Consiglio regionale ed ai sardi una chiara e completa informazione su tutti gli aspetti inerenti la passata gestione amministrativa, economico-finanziaria dei direttori generali ed in particolare sull’ammontare dei passivi afferenti i bilanci delle ASL;
b) se non ritengano altresì di dover procedere alla revoca immediata, anche tramite le normali prassi di valutazione stabilite nel rapporto contrattuale dei direttori generali delle ASL, delle relative deliberazioni di nomina per quei direttori generali che si siano resi inadempienti nel raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa nazionale e regionale, con particolare riguardo al contenimento della spesa, nel mantenimento e ove possibile il miglioramento degli standard assistenziali, in risposta ai crescenti bisogni sociali e sanitari della popolazione.

Cagliari, 10 aprile 2014