CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 42/A

INTERROGAZIONE SALE, con richiesta di risposta scritta, relativa alla proposta di realizzazione di un impianto solare termodinamico a concentrazione da 55 MW elettrici denominato "Gonnosfanadiga", sito nei comuni di Gonnosfanadiga e Guspini, presentata dalla società intestataria Gonnosfadaniga Ltd, il cui progetto è sviluppato dalla Energo Green Renewables Srl.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- ritiene il mercato dell'energia un fondamentale punto di snodo e leva per lo sviluppo economico della Sardegna, soprattutto in un'epoca in cui la produzione di energia da fonti rinnovabili assume un ruolo emergente nell'allocazione degli investimenti da parte di multinazionali dell'energia, ben lontane però dal fare gli interessi delle comunità che diventano sede materiale delle loro attività produttive;
- la tutela ambientale e paesaggistica deve essere un punto fermo nella pianificazione delle opere utili alla produzione di energia e delle infrastrutture connesse, le quali devono essere implementate nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale del territorio ospitante, e secondo le più avanzate norme di diritto ambientale internazionale;

valutato che:
- più volte la stampa locale, nazionale ed internazionale ha fornito notizie nelle quali la Sardegna veniva messa al centro di numerose speculazioni finanziarie provenienti dal mercato delle energie rinnovabili, come nel recente caso del mini-eolico (Villanovaforru) e quello in corso d'inchiesta delle serre fotovoltaiche di Narbolia;
- numerosi comitati sono sorti in diverse zone della Sardegna con l'intento di opporsi alla costruzione di centrali termodinamiche solari come quella in progetto nei Comuni di Guspini e Gonnosfanadiga;
- quest'ultima si estenderà su una superficie di 232 ettari di terreno agricolo completamente localizzata nel Comune di Gonnosfanadiga, ma a meno di 2 km dal centro abitato di Guspini il cui territorio è interessato per 12 km dalle servitù di passaggio (cavidotto), e dalla costruzione di una nuova stazione elettrica a servizio dell'impianto solare termodinamico per la trasformazione della tensione e l'immissione dell'energia prodotta nella rete del gestore nazionale;

preso atto che i progetti coinvolti facenti capo, seppur con diverse società intestatarie, alla società sviluppatrice Energo Green Renewables Srl sono dislocati in quattro punti diversi della Sardegna, annoverando oltre a quello qui citato quelli di Giave-Cossoine (30 MWe), Giave-Bonorva (50 MWe), e Villasor-Decimoputzu (55 MWe);

considerato che:
- gli impianti sopra richiamati di Giave-Cossoine (30 MWe), Giave-Bonorva (50 Mwe), saranno anch'essi potenziati fino al superamento della soglia dei 300 MW termici (corrispondenti in prima approssimazione a impianti da 55 MW elettrici), come operato sugli altri impianti al momento in fase di VIA statale, in modo da traslare la competenza dalla Regione al ministero;
- passaggio dalla VIA regionale a quella nazionale si fonda su una interpretazione della normativa di settore che non poteva tenere conto di questa tipologia d'impianto, tecnicamente successiva, e che in modo non chiaro viene accomunata alla norma sugli impianti a combustione, ma modificandone lo stesso principio di applicazione;
- tale impianto progettuale non presenta nessuna ricaduta diretta sul territorio in termini di abbattimento dei costi energetici, ma al contrario mette in grave pericolo gli equilibri ambientali, economici e sociali;
- le autorizzazioni sono state depositate direttamente al Ministero dell'ambiente poiché i quattro impianti superano ciascuno i 300 MW termici, la qual cosa implica che il progetto venga quindi sottoposto al procedimento di VIA nazionale;
- le autorizzazioni sono rilasciate dall'Assessorato regionale all'industria, previo provvedimento positivo del MATTM, e tale proposta progettuale nella precedente versione è stata presentata anche al Servizio SAVI della Regione a cura della medesima società, che per ovviare alle difficoltà incontrate in sede di screening preliminare alla VIA regionale ha riformulato la proposta progettuale,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere se:
1) intendano chiedere adeguate delucidazioni presso gli uffici competenti del SAVI e del MATTM in merito all'interpretazione della norma (direttiva europea sulla VIA) e quindi al principio utilizzato per la quantificazione dei MW termici, che spostano la competenza decisionale sul provvedimento di VIA dalla Regione allo Stato;
2) abbiano valutato la possibilità di una moratoria per bloccare tali progetti fortemente impattanti sul territorio, utile ad evitare ulteriori speculazioni la cui ricaduta sul territorio non porta nessun beneficio alle comunità locali, soprattutto nelle more della predisposizione di un adeguato piano energetico ambientale senza il quale non è fattibile una corretta programmazione degli interventi sul territorio;
3) affinché questo tipo di situazioni non possa più verificarsi, intendano rivedere e riformulare in modo adeguato il Piano energetico ambientale regionale, affinché tenga conto delle criticità ambientali e delle necessità di sviluppo sostenibile.

Cagliari, 21 maggio 2014