CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 47/A

INTERROGAZIONE SALE, con richiesta di risposta scritta, relativa alla notizia pubblicata sulla Nuova Sardegna in data 22 maggio 2014 in cui viene riportato il riconoscimento del diritto della Regione Sicilia di riscuotere i tributi delle aziende che pur operando in Sicilia non hanno sede fiscale nell'isola.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- siamo immersi in una fase politica in cui non è da escludere la modifica da parte del Governo italiano del titolo V della Costituzione grazie alla quale si avvierebbe una fase di devoluzione al contrario, ovvero di uno spostamento delle competenze dalle regioni verso il Governo centrale, avviando di conseguenza una nuova stagione di centralismo istituzionale;
- la modifica del titolo V della Costituzione metterebbe in pericolo le proprietà normative dello statuto di autonomia della Sardegna annullando de facto la specialità sarda, bloccando di conseguenza ogni ipotesi di realizzare una Costituente per la riscrittura dello statuto stesso;
- la questione della fiscalità e della creazione di una agenzia delle entrate sarda sono elementi fondanti nella rimodulazione di un nuovo statuto che sappia rilanciare i poteri normativi della Sardegna in senso sovranista per poter giungere ad un pieno controllo del sistema fiscale isolano;

valutato che
- è ancora in atto il contenzioso Stato/Regione derivante dalla vertenza entrate la cui cifra è pari 1,3 miliardi di euro di cui la Sardegna è tuttora creditrice;
- in base alla deliberazione n. 151/1 del 29 aprile 2014, in base al patto di stabilità interno per il 2014, determina in euro 2.406.860.000 il limite massimo delle spese finali in termini di competenza euro compatibili, al netto:
- della spesa sanitaria;
- della spesa per concessione di crediti;
- delle spese sostenute per l'attuazione dei programmi comunitari relativamente alla parte finanziata dall'Unione europea;
- dei trasferimenti per la capitalizzazione delle Società partecipate;
- di quota parte delle spese sostenute per i danni provocati dalle calamità naturali del novembre 2013;

preso atto che non è stata riconosciuta una maggiore capacità di spesa della Regione rispetto alle maggiori entrate così come previste dalla intesa Stato-Regione del 2006: limitando ulteriormente, in base al patto di stabilità interno 2014, le spese finali nonostante il suddetto aumento delle entrate;

considerato che:
- l'Agenzia delle entrate ha riconosciuto alla Sicilia il diritto all'attuazione dell'articolo 37 dello Statuto siciliano il quale recita che: "Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell'accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi. L'imposta relativa a detta quota compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima'';
- il medesimo articolo, se applicato al contesto normativo della Sardegna, aumenterebbe il gettito fiscale grazie al quale poter quindi reperire nuove risorse da investire per traghettare l'Isola fuori dalla crisi;
- l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio ha formalizzato il 31 marzo 2014 al Ministro dell'economia e delle finanze una proposta articolata, volta ad adeguare il livello della spesa regionale al nuovo regime delle entrate previsto dall'articolo 1, comma 834, della legge n. 296 del 2006, in applicazione delle diposizioni di cui all'articolo 11, comma 5 bis, del decreto legge n. 35 del 2013 e nel rispetto dei principi richiamati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 118/2012,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se, in base anche ai limiti di spesa imposti dal patto di stabilità, intenda stilare un elenco delle aziende che pur operando in Sardegna abbiano residenza fiscale fuori dall'Isola per quantificare il gettito fiscale di cui l'Isola potrebbe usufruire nel caso venisse riconosciuto alla Sardegna il medesimo diritto così come previsto dall'articolo 37 dello statuto siciliano.

Cagliari, 23 maggio 2014