CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 67/A

INTERROGAZIONE PISCEDDA - MORICONI - DERIU - COMANDINI - COZZOLINO, con richiesta di risposta scritta, sulla problematica relativa agli 86 precari presenti nell'amministrazione della Provincia di Cagliari.

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I sottoscritti,

premesso che la legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali) ha previsto di trasferire alla provincia una serie di nuove funzioni e di compiti, con conseguente aumento del carico di lavoro dei dipendenti;

considerato che dal 2000 al 2006 la Provincia di Cagliari, per sopperire alle carenze in organico e far fronte alle competenze e servizi in capo alla stessa, ha dovuto ricorrere all'utilizzo di lavoratori precari per un numero complessivo di circa 140 precari che ad oggi sono diventati circa 86; le forme contrattuali utilizzate erano per lo più contratti di co.co.co, co.co.pro e qualche tempo determinato;

vista la legge finanziaria nazionale del 2007 (articolo 1, commi 519 e 558 della legge 27 dicembre 2006, n. 296) che consentiva alle amministrazioni di procedere alla stabilizzazione del personale precario non dirigenziale che fosse stato in servizio a tempo determinato da almeno tre anni (anche non continuativi) alla data del 29 settembre 2006;

considerato che:
- la Provincia di Cagliari, avendo utilizzato prevalentemente tipologie contrattuali quali co.co.co, co.co.pro, interinali e somministrazione, non ha potuto utilizzare la finanziaria 2007 e procedere con la stabilizzazione del personale precario in capo all'ente;
- la Regione, riconoscendo il precariato all'interno di comuni e province come piaga sociale e come problematica condivisa e riconosciuta dall'opinione pubblica generale, ha promulgato la legge regionale n. 3 del 2009 recante "Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale", con cui ha fornito disposizioni per il superamento del precariato ai comuni e alle province, invitandoli a realizzare piani di stabilizzazione in favore dei quali la Regione stessa ha previsto degli stanziamenti economici ad hoc;
- la Provincia di Cagliari, riconoscendo nella legge regionale n. 3 del 2009 una possibilità concreta di risoluzione del precariato all'interno dell'ente, ha avviato la relativa procedura, svolgendo nel novembre 2009 delle selezioni atte a stabilizzare i lavoratori precari in capo all'ente, riconoscendo l'esistenza di 140 precari all'interno dello stesso e prevedendo di effettuare la loro immissione in ruolo a tempo indeterminato entro il 16 dicembre 2009;
- con delibera di Giunta provinciale n. 331 del 16 novembre 2009 avente ad oggetto "Approvazione programma di stabilizzazione dei lavoratori precari ai sensi della legge regionale n. 3 del 07/08/2009" è stato approvato il programma di stabilizzazione, contenente la previsione dell'elenco degli aventi diritto, il relativo piano di spesa ed i tempi di attuazione, dando mandato agli uffici competenti di porre in essere tutti gli atti consequenziali in relazione alla stabilizzazione di che trattasi, provvedendo, con successivo atto, all'assunzione a tempo indeterminato ed al relativo impegno di spesa; alla suddetta delibera veniva allegato un elenco di 140 candidati con l'indicazione dell'inquadramento contrattuale da applicare, del settore di destinazione e della decorrenza della data di assunzione (fissata, per tutti i candidati, al 16 dicembre 2009);
- inoltre, successivamente, la Regione ha approvato il programma di stabilizzazione redatto dalla provincia e ha stanziato circa euro 1.600.000 al fine di procedere con l'attuazione di quest'ultimo;

preso atto che a seguito di ricorso presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri, nel luglio 2010, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 3 della legge regionale n. 3 del 2009;

rilevato che la Regione, con la finanziaria 2011, ha tentato di correggere i precedenti errori rilevati dalla Corte costituzionale all'articolo 3 della legge regionale n. 3 del 2009; infatti l'articolo 7 della legge regionale n. 1 del 2011 (finanziaria 2011), prevedeva che la Regione potesse finanziare programmi pluriennali di stabilizzazione, previo superamento di una selezione concorsuale, volta a verificare la idoneità allo svolgimento delle mansioni connesse alla qualifica di inquadramento dei lavoratori precari delle amministrazioni locali stabilendo i criteri per la individuazione dei lavoratori che potevano accedere ai programmi di stabilizzazione realizzati da comuni e province;

considerato che:
- il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso depositato in cancelleria il 24 marzo 2011 ed iscritto al n. 28 del registro ricorsi 2011, ha impugnato anche l'articolo 7 della legge finanziaria regionale n. 1 del 2011;
- la Corte costituzionale, con sentenza depositata il 23 febbraio 2012, ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 7 della legge regionale n. 1 del 2011,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere quale sia l'ipotesi di lavoro che la Giunta intende attuare per risolvere la problematica relativa agli 86 precari presenti nell'amministrazione della Provincia di Cagliari.

Cagliari, 19 giugno 2014