CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 78/A

INTERROGAZIONE SALE - ANEDDA - UNALI - COCCO Daniele Secondo, con richiesta di risposta scritta, sulle conseguenze sul processo di bonifica delle aree militari in Sardegna del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 " Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea".

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I sottoscritti,

premesso che:
- la Sardegna è sottoposta a servitù militari, molte delle quali sono aree verdi e facenti parte del demanio, per un area pari a circa 30000 mila ettari equivalente al 65 per cento del territorio militare italiano;
- queste superfici sono sottoposte a tassi di inquinamento elevatissimi tali per cui l'implementazione delle bonifiche si rendono necessarie ai fini di un rilancio economico e sociale dei territori coinvolti;

valutato che:
- è tuttora in corso un procedimento giudiziario riguardante il poligono interforze di Quirra volto sia a stabilire in maniera chiara i livelli di inquinamento presenti in suddetto poligono, sia a individuare le responsabilità individuali legate alla creazione delle modalità di contaminazione delle aree in questione;
- nell'ultima udienza dell'inchiesta aperta nel 2011 sui cosiddetti veleni nel poligono militare di Quirra, il procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi ha contestato davanti al Gup del Tribunale di Lanusei la perizia del Dott. Mario Mariani in cui si esclude il disastro ambientale legato alle esercitazioni militari all'interno del Poligono di Quirra confutando quanto evidenziato in una relazione dell'ARPAS;

preso atto che:
- al punto 5 dell'articolo 13 del decreto legge n. 91 del 2014 si afferma che "ai fini dell'individuazione delle misure di prevenzione, messa in sicurezza e bonifica e dell'istruttoria dei relativi progetti, da realizzare nelle aree del demanio destinate ad uso esclusivo delle forze armate per attività connesse alla difesa nazionale, si applicano le concentrazioni di soglia di contaminazione di cui alla Tabella 1, colonna b, dell'allegato 5, alla Parte IV, Titolo V, del presente decreto".

considerato che:
- il decreto prevede, infatti, che nelle aree militari si deve far riferimento ai limiti della colonna B della tabella relativa alle soglie di contaminazione dei suoli del decreto legislativo n. 152 del 2006, ovvero quella delle aree industriali, e non già alla colonna A, quella con i limiti per le aree residenziali e a verde;
- nelle aree a verdi la soglia per il Cobalto è 20 mg/kg mentre per le aree industriali è 250 mg/kg, più di 10 volte; per la sommatoria dei composti policiclici aromatici (tra cui diversi tossici e/o cancerogeni) il limite per le aree industriali è più alto di 100 volte (1 mg/kg contro 100 mg/kg); il benzene, cancerogeno di prima classe per lo IARC, ha un limite più alto di venti volte (0,1 mg/kg contro 2 mg/kg); per il tetractoroetilene, un altro sospetto cancerogeno e tossico per il fegato, il limite è 40 volte più alto,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per domandare:
a) se intenda dare via a una valutazione immediata delle ricadute del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 sul processo di bonifica delle aree sottoposte a servitù militari in Sardegna per far sì che l'Isola, vista la quantità di siti militari ospitati, non subisca conseguenze negative dall'attuazione del decreto legge;
b) se intenda verificare e approfondire le motivazioni che hanno spinto il Prof. Mario Mariani a escludere l'inquinamento ambientale legato alle esercitazioni militari nel Poligono interforze di Quirra, soprattutto in relazione atta sua confutazione dei risultati presenti nella relazione dell'ARPAS.

Cagliari, 27 giugno 2014