CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 89/A

INTERROGAZIONE ARBAU - AZARA - LEDDA - PERRA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di procedere alla verifica di conformità alla normativa vigente del bando per l'affidamento del servizio di ristorazione delle mense universitarie dell'ERSU di Cagliari.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'ERSU di Cagliari ha pubblicato il 23 giugno 2014, scadenza 30 luglio 2014, un bando di gara per l'appalto del servizio di ristorazione delle mense universitarie di propria competenza, per un importo complessivo di euro 7.636.666,67 più IVA, criterio di aggiudicazione: prezzo più basso;
- all'articolo 19 del capitolato speciale d'appalto si prevede che i prodotti alimentari (frutta, verdura e ortaggi, legumi, cereali, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farina, patate, polenta, pomodori e prodotti trasformati, formaggio, latte, yogurt, uova, olio) devono provenire per almeno il 30 per cento, da produzione biologica, per almeno il 20 per cento da sistemi di produzione integrata IGP DOP e STG e per almeno il 10 per cento da prodotti tipici e tradizionali della Regione;

considerato che:
- il criterio scelto per l'aggiudicazione, unicamente basato sul prezzo più basso, non risulta conforme a quanto disposto dall'articolo 59, comma 4 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), e dall'articolo 2 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), che stabilisce che "le pubbliche amministrazioni, quando procedono all'acquisto di derrate alimentari per i servizi di ristorazione direttamente gestiti o predispongono capitolati per servizi di ristorazione collettiva aggiudicati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, subordinano l'economicità a criteri di qualità, nonché alla tutela della salute e difesa dell'ambiente, ad esigenze sociali e alla promozione dello sviluppo sostenibile";
- il suddetto bando appare carente sotto il profilo dell'applicazione dei principi di salvaguardia e promozione della qualità dei prodotti della Sardegna, che peraltro si coniugano perfettamente con i criteri che la medicina ed il mondo scientifico pongono a fondamento di una sana ed equilibrata alimentazione;

evidenziato che:
- si è ormai generalmente affermato, come principio cardine dei bandi per l'affidamento del servizio mense scolastiche, già adottato nelle stragrande maggioranza delle regioni italiane, l'utilizzo di prodotti alimentari a km zero, al fine di garantire il massimo apporto dei valori nutrizionali nei cibi somministrati ai giovani utenti;
- appare significativo in tal senso l'esempio fornito dal bando per l'affidamento del servizio mensa nelle scuole materne, elementari e medie del Comune di Roma in cui si è proceduto all'accorpamento di tutti i servizi, con l'emissione di un unico bando europeo da circa 426 milioni di euro, suddiviso in 11 lotti;
- fra i criteri di valutazione dell'offerta, oltre a quello economico, è infatti previsto "l'utilizzo di prodotti provenienti da un territorio compreso nell'arco di 150 km in linea d'aria dal Campidoglio, per favorire i prodotti locali e ridurre l'impatto ambientale del trasporto, l'introduzione di filetti di pesce fresco in sostituzione di quello surgelato, l'utilizzo di prodotti provenienti da cooperative sociali, misure per il contenimento dei consumi energetici e per il riciclo dei residui di mensa, con la consegna dei pasti integri a centri caritatevoli e l'impiego degli avanzi per il consumo animale o il compostaggio";

richiamato altresì il procedimento afferente l'affidamento del servizio mense attivato già nell'ottobre del 2011 dall'ERSU di Sassari che, applicando i criteri delle legge regionale n 1 del 2010 contenente le norme per la promozione della qualità dei prodotti isolani, della concorrenza e della tutela ambientale, ha costituito un albo dei fornitori con lo scopo di offrire alta qualità creando al contempo una rete di solidarietà con i produttori locali;

sottolineato che il bando emanato dall'ERSU sassarese ha previsto una selezione delle forniture alimentari non più secondo il criterio del massimo ribasso, ma dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che subordina l'economicità a criteri di qualità e alla tutela della salute e della difesa dell'ambiente, promuovendo lo sviluppo sostenibile con l'introduzione di prodotti agricoli e agro-alimentari regionali, per cui i menù proposti nelle mense tengono conto sempre più della stagionalità e delle produzioni a km zero;

rimarcato che:
- nel luglio 2012 è stato siglato dalla Regione Toscana un protocollo d'intesa con produttori e cooperative locali per garantire che nelle mense pubbliche regionali, dalle scuole agli ospedali arrivi il cibo toscano, i prodotti agroalimentari a km zero, coltivati all'interno del proprio territorio;
- poiché solo le mense del Diritto allo studio universitario erogano in Toscana circa 5 milioni di pasti all'anno, questo accordo consente di raggiungere due obiettivi importanti: migliorare la qualità dei pasti e dare impulso all'economia locale; il suddetto protocollo rientra nell'ambito del progetto regionale "Filiera corta" avviato dalla Regione Toscana fin dal 2007 all'interno del quale è compresa la specifica misura "Mense più sane", che ha consentito di inserire nelle mense pubbliche i prodotti biologici, quelli tipici e quelli tradizionali;
- anche in Sardegna, soprattutto nell'ultimo decennio, sono stati avviati importanti progetti sulle mense scolastiche, tra i quali, per i risultati raggiunti assume particolare rilievo il progetto "Satu po imparai" nato nell'anno scolastico 2009/2010, realizzato dalla collaborazione tra la Provincia del Medio Campidano (Assessorato alla pubblica istruzione) e l'Agenzia Laore Sardegna,

chiedono di interrogare il presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se ritengano opportuno, alla luce delle considerazioni esposte, procedere ad una sospensione del bando dell'ERSU di Cagliari per l'affidamento del servizio delle mense universitarie, al fine di verificarne la conformità alle norme vigenti ed in particolare all'articolo 2 del decreto legislativo n. 163 del 2006, nella parte in cui si prevede l'aggiudicazione della gara sulla base del "prezzo più basso" e non dell'offerta economicamente più vantaggiosa, criterio che va ben oltre la valutazione meramente economica, basata esclusivamente sul maggior ribasso;
2) se non ritengano altresì opportuno, di concerto con gli assessori competenti, predisporre delle linee guida che promuovano l'utilizzo dei prodotti di qualità certificata (DOP, IGP, biologici), tradizionali, locali e a filiera corta nelle mense pubbliche, ospedaliere e scolastiche della Sardegna, (interpellanza del 9 giugno 2014, n. 24/A, ARBAU - AZARA - LEDDA - PERRA, sulla necessità di avviare un progetto regionale per promuovere la sana alimentazione con l'utilizzo di prodotti tipici, tradizionali, a filiera corta nelle mense pubbliche della Sardegna);
3) se vogliano valutare l'adozione di protocolli d'intesa, sul modello della Regione Toscana, con i produttori e cooperative isolani, al fine di promuovere concretamente ed in tempi rapidi l'introduzione dei prodotti sardi nelle mense pubbliche regionali, con l'obiettivo di migliorare la qualità dei pasti e dare un importante impulso a settori fondamentali della nostra economia.

Cagliari, 10 luglio 2014