CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 106/A

INTERROGAZIONE SALE, con richiesta di risposta scritta, sulla sentenza n. 199 del 16 luglio 2014 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l'articolo 8, commi 2 e 18, della legge regionale n. 25 del 2012, recante disposizioni in materia di localizzazione degli impianti per la produzione di energia da fonte eolica in ambito costiero e di proroga di efficacia dei titoli di concessione per le attività estrattive.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- la Strategia Europa 2020 laddove parla di crescita sostenibile pone come obbiettivi:
a) la riduzione di emissioni di gas del 20 per cento rispetto al 1990;
b) il raggiungimento del soddisfacimento del fabbisogno energetico tramite fonti rinnovabili pari al 20 per cento della produzione totale;
c) l'aumento del 20 per cento dell'efficienza energetica;
- una strategia di crescita sostenibile deve essere basata sull'armonizzazione della salvaguardia ambientale e del paesaggio con la produzione di energie rinnovabili in linea con quelle che sono le reati esigenze della Sardegna, dei suoi cittadini e del suo sistema produttivo;

valutato che:
- secondo quanto riportato dal Documento di Programmazione unitaria 2014-2020 "nel corso del 2012 l'energia elettrica richiesta in Sardegna è stata abbondantemente inferiore alla produzione, anche a causa della chiusura di industrie energivore, con un calo dei consumi di circa il 25%. Ne deriva un'esportazione netta di oltre 2000 GWh, in gran parte legata alla produzione da fonti rinnovabili. Questo determina l'esigenza di definire una programmazione attenta della produzione energetica complessiva in un sistema produttivo regionale a minore consumo energetico per assicurare gli opportuni bilanciamenti sulla rete e l'opportunità di esportare energia verso il resto del Paese";
- con la sentenza n. 199 del 16 luglio 2014 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l'articolo 8, commi 2 e 18, della legge regionale n. 25 del 2012, recante disposizioni in materia di localizzazione degli impianti per la produzione di energia da fonte eolica in ambito costiero e di proroga di efficacia dei titoli di concessione per le attività estrattive;

preso atto che:
- i giudici hanno sottolineato come l'articolo 8, commi 2 e 18, della legge regionale n. 25 del 2012 fossero in contrasto con il decreto ministeriale 10 settembre 2010 e il decreto legislativo n. 387 del 2003, per i quali le linee guida indicano "criteri e principi che le Regioni devono rispettare al fine di individuare le zone nelle quali non è possibile realizzare gli impianti alimentati da fonti di energia alternativa, limitando, pertanto, l'intervento del legislatore regionale all'individuazione di puntuali aree non idonee alla installazione di specifiche tipologie di impianti secondo le modalità di cui all'allegato 3 (paragrafo 17) del decreto ministeriale del 2010";
- il piano d'azione per le Fonti energetiche rinnovabili (FER) ipotizza una crescita fino a circa 2300 MW (dagli attuali 1000 MW di eolico installati o in corso di installazione e 600 MW di fotovoltaico) dei grandi impianti di produzione di energie rinnovabili, con pesanti conseguenze sia a livello di efficienza di sistema energetico che con impatti sull'ambiente e sul paesaggio;

considerato che:
- l'effetto della sentenza n. 199 del 16 luglio 2014 della Corte costituzionale provoca un vuoto normativo che deve essere necessariamente colmato con un Piano energetico regionale ai fini di:
a) tutelare l'ambiente e salvaguardare il paesaggio da ogni forma di speculazione;
b) sostenere il sistema produttivo della Sardegna avvantaggiando il risparmio energetico, le microproduzioni e l'autoconsumo;
c) mantenere la Sardegna in linea con gli obiettivi della Strategia Europa 2020;

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale dell'industria per sapere se intendano verificare le conseguenze di tale sentenza sulle concessioni di produzione di energia da fonte eolica in Sardegna ai fini di evitare ulteriori speculazioni a danno dell'ambiente, del paesaggio e delle popolazioni locali.

Cagliari, 17 luglio 2014