CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 109/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati dagli incendi estivi in diverse parti dell'Isola, tra il 19 e il 20 luglio 2014.

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Il sottoscritto,

premesso che la piaga degli incendi in Sardegna è diventata un'emergenza da fronteggiare in diverse parti dell'Isola, solo nell'ultimo fine settimana, tra il 19 e il 20 luglio diversi roghi hanno impegnato l'apparato regionale antincendi – vigili del fuoco, forze dell'ordine, Ente foreste, protezione civile e diverse squadre di volontari – in una lotta impari contro le fiamme, in particolare, la zona più colpita è stata il Sulcis-Iglesiente, con centinaia di ettari di bosco in cenere tra la pineta Aias di Cortoghiana (a pochi passi da Carbonia) con conseguente chiusura al traffico della provinciale Carbonia - Perdaxius, danni senza fine anche tra Santadi e Teulada, dove le fiamme si sono spinte in alcuni poderi agricoli della zona e sono stati devastati ettari di macchia mediterranea, alberi d'alto fusto e bassa vegetazione, Un inferno che ha messo in pericolo diverse aziende inglobate nelle località rurali, alcune delle quali costituiscono l'ossatura dell'economia agroalimentare della zona, un dramma sociale unico nel suo genere, che ha causato anche la distruzione di un patrimonio agricolo di grande rilevanza per il territorio del Sulcis;

rilevato che roghi di vaste proporzioni sono avvenuti anche nei territori ricadenti nei comuni di Mandas, Marrubiu, tra le campagne di Guspini e Pabillonis, con le fiamme che si sono spinte dalla località Is Perdas Longas, nei pressi dell'area artigianale di Guspini, sino alle aree agricole di una grande fetta del Medio Campidano; le fiamme hanno, altresì, aggredito numerose aziende agricole e una vecchia casa abitata da un'anziana donna, provocando attimi di vera e propria tensione tra i residenti delle borgate campestri;

accertato che un incendio ha avvolto anche la zona di Capoterra, precisamente la località attorno al Rio San Girolamo, con le lingue di fuoco che si sono propagate sino al borgo di Poggio dei Pini, una delle zone residenziali più popolate della cittadina lungo la statale 195, incenerendo porzioni incontaminate di bosco e minacciando per diverse ore alcune aziende agrozootecniche dislocate attorno alla zona;

appurato che l'emergenza incendi tra il Cagliaritano e il Sulcis-Iglesiente ha assunto ormai livelli critici, con un altro rogo che lo scorso 20 giugno si è pericolosamente allungato nei costoni attorno a Sarroch, nelle vicinanze del polo industriale della Saras, nei terreni dove sono stati installati degli elettrodotti che forniscono energia alle vicine raffinerie della struttura; in tale occasione si sono verificati dei disagi sulla Sulcitana, con pericolosi intasamenti sull'arteria;

constatato che le fiamme hanno aggredito, in diverse circostanze, anche i canneti attorno al compendio di Molentargius, a un passo dal litorale del Poetto, con rallentamenti del traffico sul viale Marconi;

rilevato che gli episodi dei roghi estivi hanno riguardato, negli ultimi giorni, anche una parte del nord Sardegna; in particolare, il litorale di Platamona è stato messo in pericolo dall'avanzata del fuoco in un tratto fra la Rotonda ed il primo ingresso a mare;

evidenziato che gli ultimi incendi in ordine di tempo hanno interessato, ancora una volta le aree del Cagliaritano e del Sulcis, con il fuoco che ha devastato diverse decine di ettari a Gergei, in località Su Matrosciu, con la distruzione di diversi pascoli e terreni vocati all'agricoltura, e le fiamme hanno incenerito le campagne di Portoscuso, a pochi metri dallo stabilimento Eurallumina, creando momenti di terrore;

sottolineato che in molti dei suddetti casi si è verificato un inaccettabile ritardo, con lungaggini inammissibili, nelle operazioni di interventi per lo spegnimento delle fiamme da parte del sistema che fa capo alla Regione, con gravi conseguenze che hanno portato a una lotta impari contro gli incendi, vista l'inefficienza della macchina predisposta dall'amministrazione in carica; tale situazione ha contribuito, così, ad aggravare i danni al paesaggio naturalistico e rurale dei diversi territori;

rimarcato che ogni anno si assiste, quasi impotenti, alla distruzione di migliaia di ettari di superficie boschiva e/o agricola, che costituisce un danno irreparabile per il patrimonio naturalistico-ambientale e per il settore agro zootecnico e questo appare come una situazione di deterioramento, con la desertificazione e l'impoverimento del suolo che produce una rovina dal punto di vista dell'immagine della Sardegna;

osservato che la piaga degli incendi ha assunto negli ultimi anni delle proporzioni tali da mettere a serio rischio l'immagine della Sardegna, come Isola delle vacanze, un approdo turistico dallo scenario mozzafiato incontaminato, visto che i turisti, che più volte fanno da comparse a questo "spettacolo" spettrale, vanno in fuga da altre parti per non incorrere in pericoli più grossi e che a pagare il conto più salato di questo fenomeno sono, dunque, gli albergatori sparsi in tutti gli angoli della Sardegna;

preso atto che nell'arco degli ultimi anni si è registrato un indietreggiamento del Governo rispetto a tale problematica vissuta nelle diverse stagioni estive dall'Isola, con le sforbiciate sui canadair e sui velivoli attrezzati contro gli incendi estivi, soprattutto in alcune parti della Sardegna, con i diversi tagli ai danni degli enti locali impossibilitati a prevenire eventuali danni all'ambiente e all'economia del territorio,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente:
a) per riferire sull'entità dei danni provocati sinora dagli incendi in Sardegna e sui ritardi negli interventi;
b) per attivarsi per riconoscere ai territori colpiti dagli incendi lo stato di calamità naturale, per venire incontro ai disagi provocati alle attività produttive nei diversi paesi colpiti;
c) per sapere se non ritenga opportuno procedere alla richiesta urgente di un tavolo tecnico al Governo per esporre il problema degli incendi estivi in Sardegna, una delle zone a maggiore rischio all'interno del territorio nazionale e sottoporre la possibilità di un incremento del numero dei velivoli contro le fiamme nei diversi angoli dell'Isola, per sollecitare un impegno dell'esercito (che si è dimostrato un deterrente utile contro i roghi) e per invocare un aumento delle risorse agli enti locali;
d) per conoscere quali provvedimenti e quali azioni si intendano promuovere nella nostra Regione, ai fini della prevenzione e della campagna contro gli incendi, restituendo un ruolo di primo piano ai Comuni attraverso il trasferimento di adeguate risorse finanziarie e mezzi per sostenere le associazioni di volontariato e/o protezione civile impegnate in modo concreto nei diversi territori dell'Isola.

Cagliari, 22 luglio 2014