CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 119/A

INTERROGAZIONE SOLINAS Christian - CARTA - ORRÙ, con richiesta di risposta scritta, sulla allarmante situazione della politica linguistica dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e sulla situazione Servizio lingua sarda.

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I sottoscritti,

premesso che numerosi operatori, intellettuali e attivisti del movimento linguistico sardo hanno denunciato con preoccupazione a più riprese lo stallo delle politiche linguistiche regionali e il blocco di tutte le iniziative da parte degli uffici competenti della Regione;

considerato che:
- attualmente il Servizio lingua e cultura sarda della Direzione generale dei beni culturali presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ha la direzione vacante e risultano trascorsi i 60 giorni previsti dall'articolo 28, comma 7, della legge regionale n. 31 del 1998 per la nomina senza che l'Assessore competente abbia utilizzato i poteri che la legge gli conferisce in merito alla suddetta nomina;
- l'articolo 12 della legge regionale n. 26 del 1997 sulla promozione e valorizzazione della lingua sarda prevede che la Regione approvi, entro sei mesi dalla scadenza, un piano triennale di interventi, articolato in progetti obiettivo, contenente la programmazione in materia linguistica e culturale, vincolante per ogni e qualsiasi intervento in argomento, e che invece risulta scaduto dal 31 dicembre 2013 con conseguente blocco della spesa per l'anno in corso;
- gli stanziamenti del bilancio vigente 2014 in merito all'insegnamento del sardo nelle scuole in forma veicolare risultano pari a zero nel capitolo SC03.0232 e quindi il sardo, a partire dall'inizio del prossimo anno scolastico, rischia di sparire dalle scuole sarde anche nella forma sperimentale con la quale era stato introdotto dall'anno 2009 con la legge n. 3, nonostante oltre il 40 per cento delle famiglie abbia espresso l'opzione di insegnamento del sardo ai propri figli in base alla legge n. 482 del 1999;
- i circa 100 operatori titolari di uffici linguistici in tutto il territorio regionale attendono che anche per l'anno in corso vengano erogati i fondi integrativi della legge statale n. 482 del 1999 in assenza dei quali molti dei presidi linguistici ospitati presso le province e i comuni dovranno chiudere con conseguente danno all'occupazione e alla promozione della lingua;
- la stessa legge regionale n. 26 del 1997, all'articolo 11 prevede che si svolgano a cadenza annuale una o più conferenze generali della lingua e cultura sarda quali momento di incontro e confronto tra la Regione e gli operatori che invece risultano ancora non calendarizzate né programmate per l'anno 2014,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere quali iniziative stia mettendo in atto per uscire da questo impasse, che dura ormai da molti mesi, al fine di promuovere la politica linguistica regionale attraverso l'applicazione delle leggi in materia e con l'attenzione e la celerità che la questione linguistica richiede, assicurando nel contempo il coinvolgimento democratico degli operatori del settore.

Cagliari, 30 luglio 2014