CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 123/A

INTERROGAZIONE COSSA - DEDONI - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sulla Fondazione Banco di Sardegna.

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I sottoscritti,

considerato che:
- la Fondazione Banco di Sardegna esercita attualmente nella Regione un ruolo strategico di primaria importanza, sia in quanto proprietaria del 49 per cento delle quote del Banco di Sardegna, sia in quanto proprietaria di un patrimonio complessivo di circa novecento milioni di euro;
- in virtù della legge 30 luglio 1990, n. 218 (Disposizioni in materia di ristrutturazione e integrazione patrimoniale degli istituti di credito di diritto pubblico), pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 182 del 6 agosto 1990 (cosiddetta legge delega Amato-Carli), tale patrimonio costituisce un bene originario della Fondazione entrato nella proprietà dell'intera collettività sarda come trasferimento del capitale proprio del Banco di Sardegna, istituto di credito di diritto pubblico;
- la Fondazione Banco di Sardegna, quale istituzione affidataria, è chiamata a tutelare e gestire in modo imparziale detto patrimonio nell'esclusivo interesse dei cittadini sardi, nonché in collaborazione con tutti gli attori sociali ed economici delle realtà locali, assicurando la netta separazione tra politica e finanza;
- la predetta Fondazione è conseguentemente chiamata a rispondere del proprio operato alle istituzioni e agli attori locali (Regione, enti locali, università, camere di commercio) che, stante lo statuto vigente, esprimono direttamente il comitato di indirizzo ed, indirettamente, il consiglio di amministrazione;
- la Regione, attraverso i suoi vertici istituzionali e d'intesa con le realtà istituzionali locali, può e deve richiedere ai vertici della Fondazione di rispondere del proprio operato e, in particolare, se sia stato recentemente perseguito in modo imparziale e trasparente l'esclusivo interesse della collettività sarda; da parte sua, la Fondazione, nella sua qualità di azionista di maggioranza del Banco di Sardegna Spa, deve vigilare affinché l'attività dell'istituto di credito venga svolta al servizio dell'economia dell'Isola;
- la Fondazione Banco di Sardegna continua a mantenere invariata la propria quota nel Banco di Sardegna, nonostante la normativa vigente solleciti le fondazioni a proseguire nella liquidazione delle partecipazioni nelle banche conferitarie e a diversificare adeguatamente il proprio patrimonio;
- nell'ottobre 2013 è stato siglato un nuovo patto parasociale con la Banca popolare dell'Emilia Romagna (BPER) in funzione del quale la Fondazione Banco di Sardegna si impegna a non scendere al di sotto della quota del 20 per cento della partecipazione al capitale del Banco di Sardegna; nell'ipotesi in cui la Fondazione decida di vendere azioni ordinarie eccedenti tale quota, essa si impegna a trasferirle alla BPER o, se trasferite a terzi, a garantire alla stessa BPER il diritto di prelazione dell'intero pacchetto, e qualora il potenziale acquirente fosse una banca o una società finanziaria, ad ottenere il preventivo gradimento di BPER;
- non sono affatto chiari i vantaggi ed i benefici economici di tale accordo per la Fondazione, dal momento che alla BPER è stato assicurato un socio di minoranza, che le è stata riconosciuta una prelazione sull'offerta e che ha altresì acquisito il potere di limitare il numero dei possibili acquirenti attraverso la "clausola di gradimento";
- tale convincimento è rafforzato dal fatto che in seguito al nuovo patto sociale e alla successiva fusione con l'ABF Leasing (di proprietà della BPER) il Banco di Sardegna ha perso la storica partecipazione alla Sardaleasing, uno dei più importanti ed influenti attori finanziari sul mercato creditizio della Sardegna, oltre alla circostanza che ha ceduto una serie di filiali continentali di grande rilevanza;
- le ragioni d'una fusione con l'ABF Leasing sembrerebbero pendere pertanto solo dalla parte della BPER, interessata a salvaguardare una sua controllata in salute precaria e, per quel che sarebbe emerso dal suo piano industriale, ad avere un'unica "unità prodotto" per l'intero gruppo, oltre che per migliorare i propri requisiti patrimoniali;
- al fine di sottrarre al Banco di Sardegna quella partecipazione senza nessun esborso di capitali, è stata attuata una fusione per incorporazione, prevedendo un concambio di azioni fra le due società, con l'attribuzione ad ogni azione dell'ABF il valore di 5,46 volte maggiore di quella della società incorporante (cioè la Sardaleasing); attraverso quest'iniqua moltiplicazione, la BPER ha ottenuto il 51 per cento delle azioni, cioè il suo controllo ed ha retrocesso il Banco di Sardegna dal 91,16 al 45,22 per cento del capitale;
- allo stato attuale, è ancora anonimo l'advisor indipendente che ha collaborato all'intera operazione, così come sono sconosciuti i motivi per i quali la Fondazione, attraverso i suoi rappresentanti nel consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna, non abbia chiesto ed ottenuto chiarimenti sul moltiplicatore del 5,46 che sembrerebbe privilegiare l'incorporanda e penalizzare pesantemente l'incorporante;
- l'articolo 52 del decreto legge n. 78 del 2010 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), con una norma interpretativa, ha chiarito che la vigilanza di legittimità sulle fondazioni di origine bancaria, di cui all'articolo 10 del decreto legislativo n. 153 del 1999, è attribuita al Ministero dell'economia e delle finanze;
- l'articolo 52 sopra richiamato prevede inoltre che il Ministero dell'economia e delle finanze, come tutte le authority, relazioni ogni anno al Parlamento, entro il 30 giugno, circa l'attività svolta dalle fondazioni nell'anno precedente con riferimento, tra l'altro, agli interventi finalizzati a promuovere lo sviluppo economico-sociale nei territori locali in cui operano le medesime fondazioni,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere se:
1) abbia chiesto o intenda chiedere con la dovuta urgenza al Ministero dell'economia e delle finanze di attivare sulla questione i poteri di vigilanza attribuiti al Ministero delle finanze dall'articolo 52 del decreto legge n. 78 del 2010, come modificato dalla legge di conversione;
2) ritenga che il patto sociale siglato l'ottobre 2013 tra Banco di Sardegna e BPER e la conseguente svendita di Sardaleasing alla controllata BPER possa ritenersi un'operazione effettivamente finalizzata a promuovere lo sviluppo economico-sociale del territorio e della collettività sardi;
3) ritenga che i vertici della Fondazione Banco di Sardegna abbiano sempre rispettato la netta separazione tra finanza e politica e la conseguente rispondenza ai principi etici, nonché se abbiano messo in atto tutti gli opportuni strumenti per ottenere un profondo cambiamento delle regole di governance, nella direzione di una chiara e trasparente rappresentatività degli organi e della garanzia del loro necessario ricambio.

Cagliari, 30 luglio 2014