CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 134/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, sulla congiuntura economica negativa del sistema commerciale e turistico della Sardegna.

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Il sottoscritto,

premesso che secondo i dati del "I Rapporto semestrale 2014 sulla natimortalità delle imprese", elaborato dall'Osservatorio nazionale della Confesercenti, relativamente a commercio al dettaglio e attività del turismo, il bilancio della prima parte dell'anno non mostra la tanto attesa ripresa;

rilevato che un'analisi stilata da Confcommercio Sardegna e CdC & Partners ha rilevato a luglio un calo medio del 4,2 per cento rispetto allo scorso anno su base regionale, in controtendenza sul dato nazionale, con un andamento della stagione dei saldi che proietta un'immagine estremamente negativa delle condizioni della Sardegna;

accertato che, sempre secondo i suddetti studi, la Sardegna manifesta una preoccupante tendenza recessiva, visto il saldo passivo di 650 imprese nei soli primi sei mesi dell'anno: 493 appartengono al commercio al dettaglio (80 nel settore food e 413 del no food), mentre 19 sono le imprese del comparto alloggio e ricezione, 68 quelle di ristorazione e 70 i bar. Come se non bastasse questo bilancio, emerge una parabola discendente anche rispetto allo stesso periodo del 2013, come conferma la differenza tra la media giornaliera di aperture e chiusure tra l'anno scorso e quest'anno, relativamente al commercio al dettaglio in sede fissa: nell'Isola nel 2013 si sono infatti registrate 2 aperture e 4 chiusure al giorno, mentre nel primo semestre del 2014 le aperture sono state 2 e le chiusure 5;

valutato che, in base all'andamento dei saldi, la spesa media per famiglia nell'Isola si attesta sui 206 euro, 88 euro per persona: il 41,40 per cento sino a 50 euro e il 39,90 per cento tra i 50 e i 100 euro, solo il 12,1 per cento spende tra i 101 e i 200 euro, mentre sopra questa cifra la percentuale si dimezza sino al 6,6 per cento. Il segnale negativo negli acquisti si conferma dai dati sugli acquisti con carta di credito, che ha registrato nella classifica nazionale un -19,32 per cento relativo alla Sardegna, rispetto al -15,80 per cento registrato a maggio del 2013. Non giustificano la preoccupante situazione la crisi e le incerte condizioni climatiche;

dato atto ed esaminato che nemmeno il bonus di 80 euro ha consentito a diverse famiglie sarde di spingere l'acceleratore sul capitolo acquisti, rendendo di fatto nulla la misura prevista, con le famiglie che hanno fronteggiato spese di primaria necessità rinunciando a quello che era un appuntamento fisso come i saldi estivi;

evidenziato che, secondo il dossier Confesercenti, il saldo negativo (-107) riguarda anche i comparti del dettaglio tessile, abbigliamento e calzature, così come gli intermediari al commercio (-36);

rimarcato che i provvedimenti intrapresi dalla Giunta (vedasi il recente accordo sul patto di stabilità che si ripercuoterà sui Comuni, costretti ad aumentare i tributi) sembrano orientati ancora a subire passivamente la crisi senza che si intravvedano azioni tali da poter in qualche modo sorreggere le imprese, abbassando la tassazione locale e nazionale, e le stesse famiglie; manca, dunque, un vero progetto rivolto ad aggredire l'emergenza e a innescare programmi di effettivo sviluppo;

atteso che anche nel settore del commercio su area pubblica gli imprenditori isolani continuano a cessare le attività, sostituiti a loro volta da imprese straniere, purtroppo quasi mai regolari;

annotato che il comparto turistico soffre di una serie di criticità che appaiono frenare lo sviluppo di una vera e propria industria delle vacanze; si noti, ad esempio, il caro traghetti da e per l'Isola, il costo dei ticket anche per le Isole minori (ad esempio Carloforte), oltreché il freno dato dalla burocrazia per l'avvio di numerose strutture agrituristiche o ricettive e si aggiunga, inoltre, la mancanza di una progettualità per favorire il flusso turistico mediante il potenziamento dei trasporti aerei e marittimi;

osservato che i dati suddetti non lasciano spazio a voli pindarici o, tantomeno, alla fantasia, i settori che gravitano attorno a commercio e turismo sono in profondo rosso, di più, in stato profondamente comatoso, difficile anche da riprendere. La situazione sembra destinata a peggiorare, con i territori più sofferenti che appaiono il Sulcis Iglesiente (non sembri un caso l'effetto domino dello smantellamento industriale), il Medio Campidano e l'Ogliastra, ovvero le zone che più sono colpite dallo spopolamento dei residenti e, quindi, delle imprese;

appurato che gli ultimi dati economici dell'Istat, con il Pil che segna un ribasso dello 0,2 per cento, lasciano intuire che lo stato di recessione per la Sardegna potrebbe proseguire ancora nel breve/medio termine, con tante famiglie che vivono il dramma della mancanza di lavoro e della carenza di ammortizzatori sociali,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:
a) se non sia il caso di rivisitare il Patto di stabilità per restituire un po' di ossigeno alle famiglie sempre più allo stremo ed evitare un salasso degli enti locali sulle stesse;
b) se sia possibile aprire un tavolo di confronto con il Governo per indicare lo stato di grave recessione vissuta dall'Isola, in base ai dati e ai dossier elaborati dalle associazioni di categoria;
c) se non possa essere opportuno ripensare a un piano d'azione di sostegno alle imprese del comparto turistico e commerciale, con un disegno finalizzato a favorire nuove attività;
d) quali principi si intendano seguire per promuovere la politica turistica di bassa stagione, con una destagionalizzazione del flusso, visto il preoccupante taglio dei trasporti marittimi e la crisi del settore aeroportuale.

Cagliari, 3 settembre 2014