CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 181/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alle problematiche relative all'amianto.

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Il sottoscritto,

premesso che la Sardegna, con l'approvazione della legge regionale n. 22 del 2005 ha attuato un fondamentale strumento normativo atto a difendere il diritto alla salute dei cittadini e dei lavoratori esposti all'amianto, tramite sorveglianza gratuita presso il Servizio per la prevenzione della salute e del lavoro (Spresal) all'interno delle ASL locali; prevede inoltre la concessione dei contributi per la bonifica e lo smaltimento delle lastre in eternit, la mappatura obbligatoria da parte dei comuni degli edifici pubblici e privati interessati dall'inquinamento dell'amianto e tutto ciò conferisce un rilievo estremamente attuale ed efficace alla legge;

accertato che dopo l'approvazione del testo è seguito il silenzio assordante della Regione, data l'incapacità di applicare pienamente le predisposizioni normative a cui è seguita la mancata vigilanza delle somme erogate alle province isolane per la bonifica dell'amianto; nel quadriennio tra il 2006 ed il 2009 sono state erogate somme per 22 milioni e mezzo di euro che non sono però stati spesi, facendo emergere la carenza nella vigilanza da parte della Regione;

rilevato che negli anni si è assistito, a danno dei cittadini e della tutela alla salute dei lavoratori, all'eliminazione dei fondi destinati alla bonifica (dagli 8 milioni di euro impegnati nel 2006, ai 2 milioni nel 2010 sino all'azzeramento dei capitoli anche nell'ultima manovra contabile) e dunque, alla prevenzione primaria, atto inaccettabile e contradditorio;

valutato che risulta assente una campagna informativa di sensibilizzazione inerente la sorveglianza sanitaria, lasciando le vittime dell'amianto ignare degli strumenti e dei vantaggi dalla legge; si rivela poi l'incomprensibile inerzia sul fronte della ricerca attiva degli ex esposti; non è stato infatti istituito il registro dei casi accertati di asbestosi, previsto dalla direttiva CE n. 148/2009;

annotato che in diversi centri dell'Isola emerge la presenza di un elevato numero di edifici pubblici, tra cui diverse scuole, che vedono l'esposizione di amianto e appare assente una mappatura di tutti gli edifici pubblici e privati che posseggono coperture in eternit; il fattore che provoca maggior scalpore è dovuto ai dati secondo cui in Sardegna ci sarebbero quasi novemila chilometri di condotte realizzate in cemento amianto, con un pericolo serio per l'esposizione a tale materiale;

dato atto che il Consiglio regionale ha approvato l'ordine del giorno n. 85 del 13 giugno 2012, a seguito della mozione n. 179 (prima firmataria Barracciu), sull'emergenza sanitaria e sociale provocata dall'amianto, in cui si impegna la Giunta regionale ad individuare tutti i siti sardi che esposti all'amianto, a vigilare sui prezzi di bonifica, a garantire un'informazione costante e diffusa sulla problematica che veda in prima linea cittadini, lavoratori, tecnici comunali e imprese;

appreso che solo nell'Isola si segnalano oltre cinquanta decessi all'anno causati da mesotelioma pleurico o tumori di altro genere derivanti dall'esposizione all'amianto; l'apice è previsto dalle organizzazioni sanitarie internazionali nel 2020, con l'incremento esponenziale delle perdite umane derivate da questo fenomeno; con questa finalità le città di Alghero e Assemini, hanno aderito al "Progetto obiettivo 2020. Città deamiantizzata", con un piano che impegna i singoli comuni al controllo ed alla bonifica completa di tutto il territorio dall'amianto, con la conseguente enfatizzazione della qualità del lavoro e della vita svolta in luoghi salubri ed accoglienti; il progetto si potrebbe peraltro allargare alla Regione con il programma "Sardegna 2020. Isola deamiantizzata", con politiche ambientali e sanitarie atte a rimuovere il materiale e rendere la Sardegna una location pulita e salutare sotto tutti i punti di vista; deriverebbe, così, un ulteriore miglioramento della qualità della vita sul territorio sardo;

osservato che da quanto emerge dal quadro attuale circa il rischio amianto, si evidenzia la totale assenza ed incapacità della Giunta regionale di attuare la legislazione e applicare le misure di prevenzione primaria,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente:
1) per conoscere le logiche che hanno motivato la spesa in diminuzione del capitolo riguardante la rimozione dell'amianto anche nell'ultima manovra contabile;
2) per valutare la possibilità di dare piena attuazione alla legge regionale n. 22 del 2005, con un riconoscimento finanziario adeguato ai comuni affinché possano adoperarsi per una mappatura di tutti gli edifici pubblici e privati con coperture in amianto, rafforzando la sorveglianza sanitaria e l'obbligo di bonifica e smaltimento del materiale in questione;
3) per conoscere quanti siti e edifici sono stati censiti, in cui i lavoratori sono stati esposti all'amianto;
4) per verificare la possibilità di sollecitare il rapido esame in Parlamento con successiva approvazione dei disegni di legge AS 2141 del 28 aprile 2010 e AS 3274 del 26 aprile 2012 concernenti i "Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto, malati o deceduti a causa dell'amianto";
5) per esaminare la possibilità di indire nell'immediato la Conferenza regionale amianto e promuovere una capillare e diffusa sensibilizzazione sulla problematica;
6) per valutare l'istituzione di un tariffario regionale con stipula di convenzioni con le imprese di bonifica, per favorire gli interventi su tutto il territorio sardo.

Cagliari, 17 ottobre 2014