CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 184/A

INTERROGAZIONE TOCCO - PITTALIS - PERU - ZEDDA Alessandra - TEDDE - CHERCHI Oscar - LOCCI - TUNIS - RANDAZZO - FASOLINO - CAPPELLACCI, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di ripartizione delle risorse destinate all’organizzazione e al funzionamento dei centri antiviolenza, delle case di accoglienza e dei centri antistalking.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con la deliberazione n. 26/9 dell'8 settembre 2014, su proposta dell’Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, la Giunta regionale ha approvato in via preliminare i criteri di ripartizione delle risorse per gli anni 2013 e 2014, in base ai quali, per il biennio 2013 e 2014, ha destinato 1.490.000 euro, reperiti dal Fondo nazionale politiche sociali 2013 e 500.000 euro, reperiti dalle risorse regionali 2014, riducendo drasticamente, rispetto agli anni passati, le risorse destinate per il medesimo servizio avviato dalla legge regionale n. 8 del 2007, nonostante la legge regionale n. 26 del 2013 abbia aumentato i carichi di lavoro dei medesimi centri antiviolenza, affidando loro le azioni di contrasto nei confronti dei comportamenti persecutori comunemente indicati con il termine "stalking";
- per tutto il corrente anno 2014, a valere sui fondi 2013, i centri antiviolenza e le case di accoglienza hanno continuato ad assicurare il servizio, nonostante a tutt’oggi, non abbiano ricevuto alcuna risorsa, impossibilitati anche a poter richiedere anticipazioni bancarie in assenza di una determinazione e di un impegno di spesa da parte regionale;

rilevato che:
- nel periodo citato, il servizio è stato mantenuto attivo alle stesse condizioni degli anni precedenti, nell’errata convinzione di avere disponibilità finanziarie pari a quelle degli anni intercorrenti tra il 2009 e il 2012;
- è stato stabilito che le risorse per l’anno 2013 siano ripartite per il 35 per cento, pari a 350.000 euro, quale contribuzione per i 9 centri antiviolenza e per il 65 per cento, pari a 650.000 euro, quale contribuzione per le 5 case di accoglienza;
- all’interno degli importi così determinati ha stabilito i criteri di distribuzione delle risorse, suddividendo il 40 per cento in parti uguali quale contributo minimo per la gestione e per il 60 per cento in funzione del numero delle donne prese in carico, in ragione di quanto rilevato dal monitoraggio 2012, stabilendo gli stessi criteri anche per il 2014;

considerato che:
- dalla ripartizione così ridefinita, risulta che oltre il 72 per cento delle risorse viene destinato alle province di Sassari, Olbia e Nuoro, penalizzando i tre quarti del territorio regionale e, in particolare, la provincia di Cagliari, su cui grava buona parte del medio Campidano, oltre alla provincia di Carbonia Iglesias, attualmente priva di servizi;
- paradossalmente, le provincie di Cagliari e di Carbonia Iglesias, con oltre il 40 per cento della popolazione femminile residente, non arrivano neppure al 26 per cento delle risorse assegnate, da cui un'evidente disparità di trattamento, in termini di risorse dedicate procapite, nei confronti della popolazione femminile residente nel sud Sardegna;
- con l’attuale ripartizione delle risorse, si rischiano numerosi disservizi, se non addirittura la chiusura dei centri antiviolenza, delle relative case di accoglienza e dei centri antistalking in tre quarti del territorio regionale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
a) se siano a conoscenza della situazione in atto e della grave disparità di trattamento operata nei confronti della popolazione femminile residente nel sud della Sardegna;
b) cosa intendano fare per riequilibrare i criteri di ripartizione su basi oggettive e documentate delle risorse destinate all’organizzazione e al funzionamento dei centri antiviolenza, delle case di accoglienza e dei centri antistalking, al fine di contrastare la violenza di genere in modo uniforme nel territorio regionale;
c) quali misure intendano intraprendere per salvaguardare la totalità dei posti di lavoro occupati nel settore.

Cagliari, 28 ottobre 2014