CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 187/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, in merito alla vertenza in atto alle Fornaci Scanu, con la messa in mobilità di 57 operai degli stabilimenti di Sestu e Guspini.

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Il sottoscritto,

premesso che la Fornaci Scanu Spa, azienda operante nell'industria dei laterizi e manufatti cementizi, con una pianta organica di 79 lavoratori a tempo indeterminato, che si distribuiscono in due stabilimenti produttivi a Sestu (nei pressi della vecchia strada statale n. 131) e Guspini, ha comunicato in data 6 ottobre 2014 di dover procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro di 57 operai che risultano in esubero rispetto alle esigenze del mercato di riferimento;

accertato che gli operai hanno già manifestato la loro insofferenza verso suddetto provvedimento della società, con diversi presidi davanti ai palazzi della Giunta e del Consiglio regionale, nei pressi della sede di Confindustria, con incontri tenuti nei Comuni di Sestu e Guspini;

rilevato che i consigli comunali di Guspini e Sestu (in data 21 ottobre 2014) si sono già pronunciati sulla questione con delibere dei rispettivi organismi, auspicando che la Regione, le associazioni di categoria dei lavoratori e dei datori di lavoro sappiano trovare idonee soluzioni perché venga scongiurata la chiusura definitiva degli stabilimenti dell'azienda coinvolta nella pesante crisi ed invocando il mantenimento dei posti di lavoro degli operai e di tutti i dipendenti impiegati nella società;

valutato che le origini della crisi del settore sono per lo più riconducibili allo stato generale dell'economia; le forti speculazioni attuate in passato sul mercato degli immobili hanno avuto pesanti ripercussioni sulla compravendita degli edifici, con un blocco delle nuove costruzioni ed il conseguente calo delle vendite dei materiali da costruzione; la recessione pare legata altresì ai provvedimenti messi in campo dalla Regione - vedi tra tutti il Piano paesaggistico ed il Piano di assetto idrogeologico - che hanno messo in ginocchio il comparto;

annotato che tale crisi è inoltre aggravata dai costi sempre più onerosi di produzione e di prestazione di servizi che le aziende operanti nell'Isola devono sostenere a motivo dell'insularità, costringendo di fatto le piccole e medie imprese locali operanti nei settori tradizionali a ridurre o cessare del tutto la propria attività;

dato atto che la stagnazione del comparto continua a far sentire i suoi effetti sull'azienda sin dal 2009, con continue e progressive contrazioni del mercato dei laterizi e conseguenti cali del portafoglio ordini per i prodotti della società; l'azienda, peraltro, per far fronte a questa condizione di grave crisi sociale, economica e finanziaria ha posto in essere diverse azioni finalizzate a mitigare gli effetti negativi sui lavoratori (attraverso 36 mesi di ammortizzatori sociali ed un contratto di solidarietà);

appreso che ci sono già stati i primi incontri degli Assessori regionali del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e dell'industria per approfondire lo stato della vertenza in essere;

constatato che in tutti questi anni la politica isolana ha trascurato il settore dei laterizi e dei manufatti cementizi, senza alcun sostegno alle realtà produttive isolane capaci di produrre un prodotto finito di qualità certificata; peraltro, in tutta la Sardegna sono rimaste solo due realtà capaci di portare avanti la produzione di laterizi, ma il perdurare della crisi rischia di produrre il disfacimento delle aziende; il comparto potrebbe dunque avere un mercato e potenzialità di grande prospettiva se venissero adottate delle scelte politiche adeguate, con l'obiettivo di creare una filiera dei materiali da costruzione; si è purtroppo assistito all'assenza di indirizzi in questa direzione e, ancora peggio, si è affermata la tendenza ad importare i materiali, puntando solo sulla commercializzazione piuttosto che sulle produzioni interamente portate avanti in Sardegna;

osservato che il metodo prescelto per l'applicazione del patto di stabilità impedisce le opportunità di intervento da parte degli enti locali, impossibilitati ad investimenti nel campo dei lavori pubblici ed a sostegno delle imprese isolane con la messa in opera di cantieri occupazionali, che potrebbero svolgere un ruolo importante a sostegno dell'economia di base della Sardegna;

sottolineato peraltro che appena qualche settimana fa la Giunta regionale ha garantito di varare nuove norme da mettere in campo a favore del settore, attraverso un nuovo programma simile al Piano casa, mediante il disegno di legge sull'urbanistica varato dall'Esecutivo; si auspica un intervento in grado di dare una boccata d'ossigeno al settore;

rimarcato che la chiusura dell'azienda Fornaci Scanu, oltre a rappresentare una grave perdita di conoscenze e professionalità, rappresenterebbe un ulteriore colpo alle già provate economie dell'Isola con un disastro che si ripercuoterebbe nelle comunità in cui sono ubicati gli stabilimenti, con l'aggravio dei livelli di disoccupazione ormai non più sostenibili,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale:
1) per sapere quali risultati siano emersi in base agli incontri tenuti con le organizzazioni di categoria sullo stato della vertenza;
2) per valutare la possibilità di un immediato intervento di sostegno al settore mediante una serie di misure atte a venire incontro alle difficoltà economiche, attraverso azioni che possano mettere in campo dei vantaggi simili a quelli garantiti dal Piano casa;
3) per conoscere se si abbia intenzione di incentivare le produzioni di laterizi e manufatti cementizi prodotti in Sardegna, attraverso leggi mirate;
4) per verificare la possibilità di salvaguardare tutti i posti di lavoro mediante l'apertura di un tavolo di confronto con l'azienda, evitando così la decadenza di una delle società storiche nel settore dei laterizi in Sardegna;
5) per esaminare la possibilità di aprire una vertenza con lo Stato per incrociare le esigenze degli enti locali, frenati e penalizzati dalle norme sul patto di stabilità, in modo da attrarre degli investimenti su opere pubbliche e cantieri occupazionali, così da rilanciare anche il comparto delle costruzioni.

Cagliari, 4 novembre 2014