CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 202/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulle dichiarazioni rese in audizione, davanti alla Commissione industria del Senato, dall'amministratore delegato della SOGIN, circa la paventata possibilità che la Sardegna venga scelta come sito di stoccaggio di scorie radioattive.

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I sottoscritti,

premesso che, da tempo, risulta che il Governo stia predisponendo un elenco di aree e siti candidati a ospitare il deposito unico nazionale delle scorie nucleari e che tra questi risulterebbe esserci anche la Sardegna, indicata dai redattori della suddetta lista fra le regioni che, con più probabilità, sono destinate ad accogliere il sito di stoccaggio;

evidenziato che tale è il contenuto delle dichiarazioni del dott. Riccardo Casale, amministratore delegato della SOGIN, secondo il quale, entro il prossimo mese di gennaio, la SOGIN consegnerà all'ISPRA e ai Ministeri competenti il documento in cui saranno indicate le aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito unico nazionale delle scorie nucleari e fra le quali, con molta probabilità, sarà ricompressa la Sardegna;

tenuto conto che la procedura d'individuazione del sito dovrà concludersi entro il mese di agosto del 2015, termine entro il quale le regioni individuate come potenzialmente idonee ad accogliere il sito di stoccaggio di materiali di scarto radioattivi, potranno far pesare le proprie obbiezioni presso la SOGIN e il Ministero dello sviluppo economico;

osservato che il suddetto sito sarebbe destinato a ospitare, oltre ai residui nucleari, anche gli scarti e i rifiuti industriali e ospedalieri, con un inevitabile e devastante impatto sull'ambiente e sull'equilibrio del delicato ecosistema dell'intera isola;

ravvisato:
- il pericolo certo che una sciagurata scelta in tal senso porrebbe seri problemi sotto il profilo della salvaguardia della salute dei sardi, che verrebbe messa seriamente a repentaglio e potrebbe essere seriamente compromessa, così come dimostrano l'aumento del tasso di mortalità precoce e delle patologie tumorali e affini nei territori presso i quali vengono stoccati rifiuti industriali e nucleari;
- il negativo impatto che tale scelta avrebbe sotto il profilo dell'attrattività turistica della Sardegna, percepita, per le sue bellezze e la sua genuinità, come terra incontaminata ed ecologicamente intonsa;

evidenziato che:
- tale decisone sarebbe un ulteriore schiaffo ai sardi e alla nostra terra, che hanno pagato e continuano a pagare un prezzo troppo alto a uno Stato che continua a destinare, ancora oggi, ampie porzioni del nostro territorio regionale a esperimenti e addestramenti militari, impiegando armi e sostanze inquinanti, altamente nocive per la salute umana;
- si tratterebbe di un ulteriore atto d'imperio dello Stato nei confronti dei sardi, che verrebbero, ancora una volta, mortificati da tale folle decisione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se risponda al vero l'informazione e la notizia che la Regione sarebbe, con molta probabilità, la prima candidata a ospitare il deposito unico nazionale delle scorie nucleari, industriali e dei materiali di scarto ospedalieri;
2) di conoscere quali siano le iniziative e le azioni che l'Amministrazione regionale porrà in essere per scongiurare la trasformazione della Sardegna in una discarica di materiali radioattivi, nel caso in cui la scelta di realizzare il deposito unico nazionale di scorie nucleari ricada malauguratamente sulla Sardegna.

Cagliari, 17 novembre 2014