CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 204/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, in merito alla stringente attività di riscossione effettuata da Equitalia.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- con la riforma della riscossione, entrata in vigore con l'articolo 3 del disegno di legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, nella legge 2 dicembre 2005, n. 248, che ha previsto la costituzione di Riscossione Spa che, dal 2007, ha preso il nome di Equitalia;
- con il decreto legge n. 223 del 2006, si è autorizzata Riscossione Spa a utilizzare i dati in possesso dell'Agenzia delle entrate;
- è scaturito, così, un sistema fiscale oppressivo e autoritario nei confronti dei cittadini italiani, con particolare sofferenza nelle regioni meridionali, in particolare la Sardegna, colpite da una crisi economica senza precedenti;

accertato che le procedure esattive di Equitalia si contraddistinguono per l'abnorme peso (spesso superiore al 50 per cento del debito originario) delle sanzioni accessorie, degli interessi e degli altri costi; questo fattore pare costituire un'autentica prevaricazione, che sfugge a ogni controllo di legalità e di legittimità, riservando solo all'esito di un giudizio (non breve) la soddisfazione delle ragioni del debitore escusso, che, spesso, nel frattempo, esaurisce la possibilità di saldare il debito dovuto;

rilevato, peraltro, che l'ente provvede ad aumentare continuamente, annualmente, i tassi di interesse di mora, con un rialzo del tasso di interesse applicato sui ritardati pagamenti delle cartelle esattoriali iscritte a ruolo schizzato verso l'alto sino a livelli insostenibili; secondo le analisi degli osservatori questi dati aggraverebbero ulteriormente lo stato dei contribuenti, spesso costretti a subire vere e proprie prevaricazioni senza che nessuno possa intervenire;

appurato che la società, già tristemente nota per le cartelle pazze, ancora una volta vuole fare cassa, per conto dell'Agenzia delle entrate, con metodi prepotenti e arroganti; sembra, peraltro, impensabile che un cittadino debba trascorrere giornate intere in coda per richiedere informazioni o attivare le procedure di contestazione o rateizzazione delle cartelle esattoriali;

rilevato che tale decisione unilaterale appare come una propria assurdità, visto che, piuttosto che pensare a aumentare i tassi di mora, Equitalia dovrebbe dare la priorità a una decisa riorganizzazione della struttura, rendendo efficienti ed efficaci gli strumenti per incrociare le richieste di cittadini e imprese esasperati da una crisi economica e sociale;

valutato che appare opportuno intraprendere tutte le iniziative necessarie per tutelare le famiglie; la difficoltà finanziaria e sociale è, ormai, sotto gli occhi di tutti, soprattutto in Sardegna, con tantissime persone che continuano a perdere il posto di lavoro e la mancanza di segnali di ripresa che portino a sperare nella nuova occupazione; tale quadro non fa che aggravare la situazione; non basta infatti l'aumento dei prezzi e delle tariffe, la caduta verticale del potere di acquisto (una decrescita galoppante dal 2008) e l'incredibile livello raggiunto dalla pressione fiscale nella nostra Isola, con aumenti insopportabili dei pagamenti delle imposte ai diversi livelli; ora anche Equitalia dà un ulteriore contributo per accrescere la preoccupazione e lo stato di vera e propria esasperazione in cui si trovano le famiglie;

annotato che:
- la condizione economica e sociale della nostra Isola appare destinata a un ulteriore peggioramento, con un declino senza freni e la continua dismissione del sistema industriale e artigianale della Sardegna; tale quadro ricade pesantemente sui cittadini isolani, che ormai non sono più disposti a subire angherie e pressioni fiscali con prepotenze giurisdizionali;
- tale ente di riscossione, denominato Equitalia, sembra agire come una piovra senza umanità, priva del senso di solidarietà sociale, pur di incamerare somme che, se pur dovute, si traducono nella gran parte dei casi nel fallimento delle imprese, con il sequestro di beni mobili o immobili delle famiglie che così entrano nel tunnel della disperazione; peraltro, anche le soluzioni dilatorie si rivelano il più delle volte pesanti e insormontabili per le imprese e le famiglie in un contesto di recessione senza freni;
- appare, quindi, opportuno rivedere il livello tributario, con il calmieramento dei diversi balzelli previsti in caso di mancato pagamento delle imposte, e cercando di venire incontro alle esigenze del cittadino-contribuente;

dato atto che i cittadini, le imprese e le famiglie isolane, sempre più nel pieno di un'emergenza finanziaria ed economica senza precedenti, hanno diritto alla tutela, nel senso che, pur essendo disposti a versare il dovuto, non sono, in linea di massima, nelle condizioni di effettuare versamenti immediati; sembra, dunque, opportuno rivedere i meccanismi di imposizione, con opportune soluzioni per i casi tra loro diversificati;

constatato che il dramma sembra, ormai, annunciato, in quanto la società Equitalia sta togliendo la dignità alle persone, continuando impietosamente il suo percorso delittuoso sul tessuto sociale e imprenditoriale della Sardegna, già martoriata da una crisi senza eguali;

osservato che è arrivato, ormai, il tempo di rendere la Sardegna libera da questo capestro, con un cappio finanziario che mette un freno alle possibilità di ripresa; la soluzione appare, peraltro, opportuna, vista la situazione di autonomia speciale che vanta la nostra Isola, con la necessità di studiare nuove formule per l'istituzione di un proprio ente di riscossione locale; la disperazione è, peraltro, arrivata da un punto di non ritorno, motivo per cui è necessario provvedere con estrema urgenza per scongiurare nuove forme di prevaricazione e prepotenza da parte dell'ente di riscossione denominato Equitalia. Se così non fosse, il rischio sarebbe quello di arrivare dritti alla morte economica e sociale della Sardegna, ormai ridotta all'osso sotto il profilo occupazionale, senza che si intraveda una via d'uscita alle attuali difficoltà,

chiede di interrogare il Presidente della Regione:
1) per intervenire con estrema urgenza e con forza nei confronti del Governo, per sospendere almeno temporaneamente questa trasfusione forzata da parte di Equitalia; un salasso che avviene senza il minimo riguardo, contro la volontà degli esseri umani residenti in Sardegna;
2) perché si faccia interprete presso il Ministro competente perché la gestione di Equitalia operi con oculatezza e correttezza, per evitare che alle somme originariamente dovute siano aggiunti ulteriori oneri o interessi, tenuto conto delle condizioni economiche attuali in cui versa l'economia isolana, enormemente gravata dall'emergenza finanziaria e sociale, vista la chiusura di numerose aziende e la continua perdita dei posti di lavoro, e dall'aumento dalle tasse imposte ai diversi livelli;
3) perché solleciti il Governo per la modifica immediata dei meccanismi d'imposizione previsti da Equitalia, venendo incontro alle esigenze dei cittadini, contribuenti che, la maggior parte delle volte, non trovano un'adeguata capacità economica e finanziaria e sono costretti il più delle volte a gesti estremi per portare alla luce il loro dramma silenzioso;
4) per valutare la strada della possibile istituzione di un ente che possa sostituire Equitalia, anche a livello isolano, seguendo la strada di tantissimi enti locali che hanno eliminato la riscossione dell'ente in questione.

Cagliari, 18 novembre 2014