CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 211/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito al progetto europeo denominato "Garanzia giovani" e alle difficoltà nell'accedere alle misure previste.

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Il sottoscritto,

premesso che con deliberazione n. 13/13 dell'8 aprile 2014 è stato deciso di dare il via al Programma operativo nazionale per l'attuazione dell'iniziativa europea finalizzata a favorire l'ingresso dei giovani all'interno del mondo del lavoro, denominata infatti "Garanzia giovani"; in particolare, con tale provvedimento sono stati siglati convenzione e piano finanziario inerenti l'iniziativa formativa professionale;

accertato che con la delibera n. 30/6 del 29 luglio 2014 è stata approvata la determinazione del direttore generale dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale n. 28589-3793 del 17 luglio 2014 inerente il programma summenzionato, con l'autorizzazione per l'utilizzo delle economie di spesa da parte dell'Agenzia regionale per il lavoro per la realizzazione delle attività propedeutiche al progetto "Garanzia giovani";

rilevato che il suddetto progetto è scaturito dalla raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 e dalla comunicazione della Commissione relativa alla Youth Employment Initiative, quale specifica iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, aperta a tutte le regioni con un livello di disoccupazione giovanile superiore al 25 per cento, con l'obiettivo di istituire una "garanzia" per i giovani fino ai 30 anni che vogliano intraprendere un'esperienza lavorativa valida, sotto forma di tirocinio;

valutato che la Sardegna ha previsto, per la promozione dell'iniziativa, uno stanziamento di risorse pari a euro 54.181.253 (comprensivi di co-finanziamento nazionale e quota a carico del Fondo sociale europeo), e un proprio programma esecutivo, strutturato in nove misure;

annotato che, per una migliore funzionalità del progetto, si è provveduto ad adottare le seguenti linee di indirizzo:
1) avvio in fase sperimentale delle nuove funzioni dei centri servizi per il lavoro (CSL) quali soggetti erogatori dei servizi di accoglienza, presa in carico, orientamento e accompagnamento al lavoro;
2) coinvolgimento degli altri soggetti accreditati per l'erogazione di tali servizi, come le università;
3) utilizzo di forme snelle ed efficienti di costituzione dell'offerta di servizi formativi, quali il catalogo di attività mirate e di interventi contro la dispersione scolastica;
4) valorizzazione di misure attivate con altre risorse, quali l'apprendistato di primo e terzo livello, per il quale sono già in attuazione specifici avvisi di chiamata;
5) razionalizzazione dello strumento del tirocinio attraverso un programma di offerta diversificata sulla base del titolo di studio e della domanda aziendale;

dato atto che sono partiti i colloqui presso i centri servizi per il lavoro, con i responsabili delle aziende e gli aspiranti tirocinanti, per cui l'iniziativa diventa una delle misure fondamentali per tentare di dare una risposta a parecchi giovani in cerca di occupazione;

sottolineato che i colloqui appena citati rappresentano per le aziende una pratica burocratica e un impegno fisico notevole, in quanto un responsabile, o un dipendente delegato, devono recarsi al CSL in cui il tirocinante è iscritto, per poter affrontare il colloquio; questa pratica rappresenta per le aziende aderenti al programma un costo, in quanto si ha una risorsa non disponibile nel luogo di lavoro per un'intera mattina.

considerato che, per ovviare al problema appena indicato, sarebbe necessario fornire i moduli compilati e i dati necessari all'aspirante tirocinante, che può quindi recarsi presso il CSL di riferimento, senza arrecare ulteriori impegni per le aziende che intendono partecipare al programma;

ricordato che in Sardegna si registrano dati preoccupanti relativamente all'occupazione under 30, visto che secondo le ultime statistiche un giovane su cinque non studia e non lavora; la dispersione scolastica è pari al 25,8 per cento e, al primo trimestre 2014, risultavano iscritti ai servizi per il lavoro oltre 53 mila giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni; inoltre parecchi centri del Sulcis Iglesiente, del Medio Campidano e dell'Ogliastra rischiano una vera e propria desertificazione, con la fuga di giovani specializzati o figure di specializzandi verso la penisola o l'estero;

rimarcato che il progetto "Garanzia giovani" appare come una delle poche misure che - se ben attuata - potrebbe assicurare un'importante incremento dell'esperienza e della professionalità in ambito lavorativo, agevolando di fatto l'ingresso nel mondo del lavoro anche in seguito alla conclusione del programma;

notato che l'ambito per l'accesso al bando è limitato alle sole aziende che abbiano almeno un dipendente, escludendo di fatto l'accesso a tutte le micro aziende che vorrebbero aderire al progetto, che vogliano disporre della prestazione di un tirocinante, con l'ipotesi di attivare un percorso formativo, che possa poi trasformarsi nell'opportunità di un'eventuale assunzione, di un lavoratore divenuto esperto in un preciso settore;

esaminato che il sito internet di Sardegna tirocini, malgrado gli aspiranti tirocinanti abbiano ricevuto e-mail di conferma di registrazione, non permette il corretto riconoscimento dei profili degli utenti, mettendo a rischio la loro partecipazione al programma; è questo un problema da risolvere con grave celerità perché è di responsabilità esclusiva della gestione telematica dell'Agenzia regionale del lavoro,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale:
1) per valutare la possibilità di un allargamento della fascia d'età per l'accesso agli interventi, o comunque sia, l'eventuale predisposizione di una misura destinata anche agli over 30, altro segmento d'età che soffre per la mancanza di lavoro;
2) per sapere se esistano altri progetti regionali che si intendano attuare per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani disoccupati;
3) per garantire l'adesione al progetto anche alle aziende che non possiedono dipendenti a proprio carico, ma che intendano formare un tirocinante presso la propria attività;
4) per la previsione di una proroga riguardante la possibilità di accedere ai diversi programmi, con l'aumento delle risorse economiche destinate al progetto;
5) per verificare la possibilità di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro tramite uno snellimento delle procedure previste dall'iter;
6) per esaminare la corretta e celere risoluzione dei problemi telematici del sito Sardegna tirocini e prevedere una proroga dei tempi utili (scadenza 1° dicembre 2014) per i giovani per cui non viene riconosciuto attivo il proprio profilo tirocinante, malgrado abbiano già preso contatti con aziende rientranti nei parametri stabiliti dalle linee guida.

Cagliari, 26 novembre 2014