CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 217/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito all'occupazione da parte delle donne della galleria Villamarina nella miniera di Monteponi a Iglesias.

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Il sottoscritto,

premesso che lo scorso 28 novembre 2014, nel corso della notte, un gruppo di 36 donne ha occupato la galleria Villamarina di Monteponi a Iglesias, occupando l'interno del sito minerario;

evidenziato che il gesto estremo di protesta è stato deciso a seguito delle mancate risposte per l'ennesima volta da parte della Regione e del commissario liquidatore della società, che aveva preannunciato un incontro risolutivo previsto per il 27 novembre 2014; un summit poi saltato, facendo ancora una volta precipitare i lavoratori nel baratro, considerato che gli stipendi non vengono pagati da oltre sei mesi; sulla problematica è stato sollecitata peraltro una convocazione urgente della conferenza dei capigruppo perché si occupasse della vertenza;

appreso che la tensione tra i lavoratori si manifestò anche il 27 novembre 2014, al termine di un convegno sul Parco geominerario, tenutosi nella sala Ausl di Monteponi; circa cinquanta operai denunciarono il disappunto per l'ennesimo rinvio nel pagamento delle spettanze con un blitz ai danni del funzionario che si occupa della firma degli emolumenti, accerchiato dai dipendenti con il lancio di uova e urla;

accertato che per la prima volta le donne - madri, compagne, mogli e lavoratrici - occupano la miniera, in segno di una protesta forte e disperata, dovuta alla dura situazione che sta mettendo in ginocchio l'intero territorio del Sulcis Iglesiente e segnando l'ennesimo dramma dell'occupazione in Sardegna; la miniera di Monteponi è peraltro stata già teatro di diverse azioni di lotta dei lavoratori per l'ottenimento dei loro legittimi diritti;

rilevato che le donne, con l'ausilio di una decina di operai, hanno quindi preso possesso della galleria Villamarina di Monteponi e del pozzo T della miniera di Campo Pisano, dove si trovano le pompe di sollevamento idrico, utilizzate per fornire l'acqua alla città di Iglesias; hanno deciso di coinvolgere nel loro gesto tutta la città di Iglesias, con la chiusura dell'erogazione idrica tramite interruzione delle pompe; ciò anche per evitare l'allagamento delle gallerie, un'altra decisione estrema e senza precedenti;

appurato che la vertenza in questione interessa i circa 260 dipendenti dell'Igea, a causa del mancato pagamento degli stipendi da oltre sei mesi e con emolumenti che in passato sono arrivati a singhiozzo dopo parecchie battaglie; appare indispensabile che l'Assessorato regionale dell'industria elabori tempestivamente la convenzione triennale con Igea riguardante la custodia e il mantenimento in sicurezza delle miniere per un totale di 28 milioni di euro;

atteso che la Regione, con la deliberazione della Giunta regionale n. 27/12 del 15 luglio 2014, si impegna ad adempiere al percorso di risanamento già delineato, che garantisce la conservazione del patrimonio aziendale e la parità di trattamento nei confronti dei creditori;

assodato che gli obblighi suddetti non sono stati portati in alcun modo a compimento dalla Regione ma, anzi, sono maturati ulteriori stipendi non pagati ai lavoratori e persiste l'inesistenza di progetti di rilancio dell'azienda; i motivi della protesta, dunque, mirano ad assicurare ai dipendenti le retribuzioni non ancora ricevute, con un ritardo di oltre sei mesi rispetto alla tabella di marcia; si rivendica inoltre - anche in base al disegno della delibera succitata - un piano di rilancio e la certezza per i dipendenti dell'ex Igea, società in house della Regione, ora in liquidazione;

valutato che la società vanta una storia importante per un territorio dalle grandi potenzialità come quello del Sulcis Iglesiente, visto che a questa azienda, disciplinata dalla legge regionale 33 del 1998, oltre a raccogliere l'eredità dell'Emsa in termini di concessioni minerarie, è stato assegnato il compito di garantire il lavoro agli ex dipendenti delle controllate dallo stesso ente, attraverso i piani di recupero, valorizzazione e rilancio dei siti dismessi; si tratta di una società che potrebbe avere un ruolo importante dal punto di vista strategico per il futuro utilizzo turistico dell'area; con i suoi 382 dipendenti e con l'impiego delle risorse provenienti dal bilancio regionale e dalla disponibilità europea, l'Igea avrebbe, quindi, dovuto curare la bonifica delle aree che segnarono l'epopea della prima industrializzazione della Sardegna, operando all'interno di parte di quelle aree perimetrate con il decreto istitutivo del Geoparco; un progetto ambizioso, ma mai entrato a regime;

annotato che l'Igea ha ereditato l'incombenza non facile di ridare un valore sociale, culturale, turistico ed economico, prima ancora che lavorativo, a un pezzo significativo di territorio sardo, che abbraccia, oltre al Sulcis Iglesiente, il Guspinese, l'Arburese, il Monte Arci, Orani, Lula, il Sarrabus Gerrei, l'Argentiera, con propaggini nella Gallura e nel Salto di Quirra: un'area vasta, che custodisce un patrimonio storico, culturale, economico e ambientale di sicuro pregio, che ben testimonia il passato antico e recente e che per migliaia di anni ha scandito la storia sociale e culturale dell'Isola; un programma che potrebbe portare al rilancio dell'economia della Sardegna, con progetti di riqualificazione delle aree minerarie dismesse ed il loro futuro utilizzo a fini turistici ed economici;

dato atto che la vertenza riguardante i lavoratori si è trascinata, con alterne vicende, sino ai nostri giorni, senza trovare risposte definitive al dramma sociale ed economico dei tantissimi dipendenti rimasti per mesi senza le necessarie risorse per la sopravvivenza delle loro famiglie, costrette a un calvario infinito per dare un senso a una situazione di incertezza del lavoro, visto che per diversi mesi le varie istituzioni politiche hanno dimenticato il disagio del territorio; un dramma senza fine che si è prolungato nonostante i tentativi di dare una scossa da parte dei lavoratori;

appreso che le difficoltà per l'azienda in questione sono iniziate con l'approvazione della legge regionale n. 12 del 2011, che ha stabilito, per le società in house, in base ai criteri della spending review, che i sodalizi in difficoltà finanziaria vanno liquidati o ceduti;

constatato che è necessario pensare alla scommessa ed al rilancio dell'apparato produttivo della Sardegna, con particolare riguardo a quello del Sulcis Iglesiente, strangolato dalla chiusura di diverse realtà, contribuendo a rimarcare l'importanza di questa società, istituita dalla Regione e ogni anno finanziata con fondi regionali, la cui mission è particolarmente importante per L'Isola: dalla messa in sicurezza dei siti minerari dismessi alla loro valorizzazione; un contenitore che si può attrezzare per diventare un'azienda concorrenziale, a livello nazionale e internazionale, nel campo delle bonifiche ambientali cui sono destinate ingenti risorse, visto che l'Igea nei suoi cassetti conserva compiuti piani di recupero ambientale, che attendono solamente volontà e convinzione politica di chi governa la Sardegna;

ritenuto che in un periodo dalle grandi emergenze sociali, appare quanto mai illogico pensare alla chiusura di una importante realtà produttiva, con il conseguente stato di disoccupazione di tantissimi lavoratori coinvolti nel progetto; occorre altresì agire per garantire uno sviluppo economico e sociale dei territori interessati nell'ottica dello sviluppo sostenibile;

visto che le ultime vicende, con la suddetta occupazione della miniera da parte delle donne ed il presidio del pozzo, certificano che la situazione è giunta al culmine; la tensione è evidentemente alle stelle, con la Regione che ha dunque disatteso qualsiasi tipo di impegno, volto non solo al pagamento degli stipendi arretrati dei dipendenti, ma pure alla presentazione di un serio piano di rilancio della società; la Regione ha peraltro convocato un incontro sulla vertenza per il 2 dicembre 2014,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'industria per:
1) sapere perché non sia stato dato seguito agli impegni previsti dalla delibera della Giunta regionale n. 27/12 del 15 luglio 2014 che parevano porre i presupposti per il rilancio dell'Igea;
2) conoscere gli aspetti che sono stati trattati nell'incontro del 2 dicembre 2014 per definire un serio piano di rilancio della società;
3) riferire sullo stato del lavoro nei siti minerari dismessi e su una loro possibile riconversione ad altre attività, con il coinvolgimento dei lavoratori di tale azienda;
4) verificare la possibilità di salvaguardare i posti di lavoro attualmente garantiti da Igea, con il mantenimento dell'attuale organico in essere all'azienda;
5) esaminare un tavolo di confronto con il Governo che miri a prendere atto e trovare interventi risolutivi alla grave crisi che attanaglia le aziende del Sulcis Iglesiente e degli altre zone dell'Isola.

Cagliari, 2 dicembre 2014