CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 233/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, in relazione alle norme regolamentari contenute nel Codice di regolamentazione del diritto di pubblicazione dei documenti/comunicati sindacali nella bacheca elettronica sindacale denominata "Sito sindacati" presso l'Agenzia LAORE Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che il 25 novembre 2014 è stato sottoscritto il Codice di regolamentazione del diritto di pubblicazione dei documenti/comunicati sindacali nella bacheca elettronica sindacale denominata "Sito sindacati" presso l'Agenzia LAORE, con la finalità di "definire i criteri e le modalità di accesso e corretto utilizzo della bacheca elettronica sindacale" e nel quale si fa riferimento alla definizione di "diritto sindacale elettronico" ed alla necessità di svolgere una attenta e capillare attività di tutoraggio e controllo nei confronti dei titolari di tale diritto (sindacati e lavoratori), in quanto "L'evoluzione digitale comporta naturalmente l'affacciarsi di effetti espansivi dei diritti fondamentali, ma contemporaneamente patologie e diversioni";

rilevato che il suddetto codice, all'articolo 4, prevede la costituzione di un comitato di garanzia per la valutazione dei documenti sindacali inseriti nella bacheca elettronica, in relazione alla loro conformità alle norme contenute nel codice medesimo e che tale organismo, composto da ciascun responsabile delle sigle sindacali presenti in LAORE e dal rappresentante designato dalle RSU, decide con quorum della metà più uno degli intervenuti a maggioranza se un documento o comunicato sindacale possa essere pubblicato oppure censurato; che ciò avviene, pertanto, senza che sia garantito un reale criterio maggioritario proporzionale che tenga conto dell'effettivo peso delle singole sigle sindacali in base al numero di iscritti, privilegiando, invece, un criterio maggioritario per teste;

considerato che l'articolo 39 della Costituzione ed i titoli II e III dello Statuto dei lavoratori garantiscono la libertà di esercizio del diritto sindacale a prescindere che esso avvenga ricorrendo agli strumenti tradizionali o, piuttosto, alle più moderne tecnologie elettroniche multimediali, individuando nei lavoratori e nelle organizzazioni sindacali i soggetti titolari di tale diritto cui sono assicurate adeguate forme di protezione nello svolgimento di talune attività sindacali ed alle quali corrispondono altrettanti obblighi in capo al datore di lavoro;

rilevato, invece, che il suddetto codice introduce un pericoloso meccanismo di censura e controllo sui documenti e comunicati predisposti dalle organizzazioni sindacali presenti in LAORE, in violazione non solo della libertà di esercizio del diritto sindacale loro riconosciuto costituzionalmente, ma dei più basilari principi democratici posti a fondamento della nostra Repubblica e dei diritti sindacali conquistati in secoli di lotta e contrapposizione con la classe imprenditoriale;

considerato, inoltre, che, così come impostato, il suddetto meccanismo di controllo si configura come una vera e propria censura sulla sola scorta del fatto che i documenti ed i comunicati vengono pubblicati utilizzando i canali telematici e multimediali, dipingendo le organizzazioni sindacali come soggetti irresponsabili e sprovveduti, incapaci di utilizzare e gestire in modo appropriato ed adeguato la comunicazione attraverso le nuove tecnologie senza un tutor/censore, al punto da attribuire ad un comitato di garanzia funzioni di esame, verifica, ispezione, accertamento e filtro delle loro idee, opinioni e posizioni riguardo alle questioni loro sottoposte;

ritenuto che l'introduzione di tale meccanismo, che costituisce un vero e proprio "vulnus" alle libertà sindacali, sia finalizzato esclusivamente ad "imbavagliare" le organizzazioni sindacali, specie quelle le cui posizioni non sono in linea con quelle del management di LAORE, perpetrando in questo modo una evidente limitazione dell'attività di propaganda sindacale e di proselitismo, con gravissima violazione del diritto di manifestazione della libertà di espressione del pensiero tutelata dall'articolo 21 della Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori;

rilevato che il suddetto codice è stato sottoscritto senza l'approvazione delle RSU e delle sigle sindacali che rappresentano la maggioranza dei lavoratori LAORE e si pone in evidente contrasto con l'articolo 16 del vigente CCNL;

sottolineato, infine, che l'articolo 25 dello Statuto dei lavoratori non attribuisce a LAORE il potere di "sfoltire" le bacheche sindacali dalle affissioni né, tantomeno, di stabilire l'aderenza dei comunicati ai principi dell'ordinamento giuridico,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali siano le azioni che l'Amministrazione regionale eserciterà al fine di rimuovere le censure ed i limiti apertamente antisindacali introdotti con il Codice di regolamentazione del diritto di pubblicazione dei documenti/comunicati sindacali nella bacheca elettronica sindacale, presso l'Agenzia LAORE;
2) quali siano le iniziative che la Regione intende intraprendere al fine di garantire il rispetto e l'esercizio dei diritti sindacali da parte di lavoratori ed organizzazioni sindacali, richiamando i vertici dei propri enti strumentali al rispetto dei più elementari principi democratici e di libera espressione del pensiero che costituiscono l'architrave del nostro ordinamento e che come soggetto pubblico ed istituzione delle Repubblica la Regione ha il dovere di far rispettare.

Cagliari, 17 dicembre 2014