CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 242/A

INTERROGAZIONE LAI, con richiesta di risposta scritta, relativa all'ipotesi di prolungamento della caccia al tordo fino al 31 gennaio 2015.

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Il sottoscritto,

premesso che, relativamente alla chiusura della caccia al tordo bottaccio, si ritiene che la scelta di chiuderla l'8 gennaio sia immotivata e penalizzante per la categoria dei cacciatori e per le aziende commerciali del settore, in quanto una giornata di caccia nella nostra Regione ha un costo stimato di circa 1.000.000 di euro;

considerato che:
- la legittimità della chiusura ordinaria del tordo bottaccio al 31 di gennaio, secondo quanto stabilito da una legge dello Stato non ha mai subito in proposito alcuna variazione (articolo 18, comma 2, legge n. 157 del 1992);
- la Costituzione italiana riserva allo Stato la legislazione esclusiva in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (articolo 117, comma 2, lettera s)) e che giurisprudenza costante della Corte costituzionale ritiene che le disposizioni della legge n. 157 del 1992 concernenti la tutela delle specie oggetto di disciplina siano pertanto riservate alla competenza dello Stato, il rispetto della normativa statale da parte delle regioni, come nel caso della Sardegna, in fase di predisposizione e approvazione dei calendari venatori, fa presumere la coerenza con le normative comunitarie, di cui la legge n. 157 del 1992 che costituisce formale recepimento per lo Stato italiano;
- i Key concepts stabiliscono che la migrazione del bottaccio comincia nella seconda decade di gennaio;
- i dati pubblicati dallo stesso ISPRA, ricatture di soggetti inanellati all'estero, dimostrano l'inizio della migrazione pre nuziale in Sardegna e in Liguria addirittura nella prima decade di febbraio e nell'ultima di gennaio;
- la Guida interpretativa della direttiva n. 79/409/CEE del 2 aprile 1979, oggi modificata dalla direttiva n. 147/2009/CEE del 30 novembre 2009, ai paragrafi 2.7.2 e 2.7.9, stabilisce la tolleranza di una decade di sovrapposizione fra caccia e inizio della migrazione; i paragrafi 2.7.3 e 2.7.10 della Guida alla disciplina della caccia consentono alle regioni degli stati membri di fissare date delle stagioni di caccia differenziate rispetto al dato Key concepts nazionale, quando queste regioni siano in possesso di dati scientifici a supporto che attestino una differenza nell'inizio della migrazione pre nuziale;

valutato che:
- gli studi dell'ex Ufficio regionale della fauna selvatica ci forniscono dati con punte massime di partenza del tordo bottaccio tutto il mese di marzo, così come riportato nei testi di seguito citati: Andreotti, A., L. Bendini, D. Piacentini & F. Spina, [in press]. The role of Italy within the Song ThrushTurdus philomelos migratory system analysed on the basis of ringing-recovery data. Vogelwarte. (dato specifico per la Sardegna III dec di gennaio) per usare il par 2.7.10;
- studi e pubblicazioni scientifiche individuano il mese di gennaio come mese legato a spostamenti erratici in varie direzioni in tutto il bacino del Mediterraneo dovuti a ricerca di aree di alimentazione (I tordi in Italia, ISPRA 2010) e ad arrivi di nuovi contingenti, in area mediterranea, provenienti dai paesi dell'est Europa ("Payevsky VA, Vysotsky VG, Shapoval AP (2004) Demography and spatial distribution during migrations of hunting thrushes. ZoolJourn 83:342-354") e questo a sostegno della tesi che possono esistere scostamenti interannuali nella fenologia della specie;

preso atto che:
- nei dati forniti dall'ISPRA nella pubblicazione "Spina F. & Volponi S., 2008 - Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia. 2. Passeriformi. Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Tipografia SCR Roma", si afferma: "La massima parte delle catture si riferisce alla migrazione autunnale, che ha luogo tra fine settembre e fine novembre, mentre il passo di ritorno, numericamente ben più modesto per quanto concerne i dati di inanellamento, ha luogo a partire da febbraio, come suggerito anche dall'andamento dell'indice d'abbondanza"; inoltre la tabella evidenzia in modo chiaro l'inizio della migrazione pre nuziale dopo la prima decade di febbraio e l'inizio della migrazione autunnale a fine agosto;
- la bibliografia citata nella "Relazione tecnico-scientifica sull'individuazione delle decadi riferite all'Italia nel documento "Key concepts of article 7(4) of directive 79/409/EEC" a cura di Andreotti A., Serra L., Spina F. INFS 2004; nei sedici lavori citati alle pag. 42-45, tratti dalla letteratura venatoria italiana, in tre lavori viene individuato l'inizio della migrazione pre nuziale nella fine del mese di gennaio, mentre in tredici lavori la migrazione pre nuziale viene collocata a partire dal mese di febbraio;
- nei dati riportati nella pubblicazione "Brichetti P. & Fracasso G., 2008 Ornitologia italiana vol. 5 turdidae-cisticolidae oasi Alberto Perdisa editore Bologna", un'analisi delle catture e delle ricatture a livello nazionale (Macchio e al. 1999, Licheri e Spina 2002, 2005) porta gli autori ad affermare: "Movimenti tra metà settembre-novembre (max. fine settembre - inizio novembre picchi prima - seconda decade di ottobre), con anticipi da metà agosto e ritardi fino a metà dicembre, e tra metà febbraio - aprile (max. marzo - metà aprile), con anticipi da inizio febbraio e ritardi fino a inizio maggio";
- i dati forniti dall'INFS (ora ISPRA) nella pubblicazione "Atlante della distribuzione geografica e stagionale degli uccelli inanellati in Italia negli anni 1980-1994. Biologia e conservazione della fauna, volume 103, 1999", evidenziano, come riportato nel testo, che "il passo di ritorno ha luogo a partire dal mese di febbraio",

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere:
1) quali siano le motivazioni che hanno indotto la chiusura della caccia al tordo bottaccio l'8 gennaio;
2) quali azioni intenda intraprendere per consentire il prolungamento della caccia al tordo;
3) a quanto ammontino gli introiti derivanti dalle tasse sulla concessione regionale in materia di caccia e come vengano programmate e spese, considerando che parte di esse dovrebbero essere impegnate per finanziare le province per i piani di miglioramento ambientale tesi a favorire la riproduzione naturale della fauna selvatica;
4) quali iniziative si vogliano avviare per consentire di avere un dibattito franco, sereno e proficuo perché in Sardegna si arrivi a una norma condivisa e seria che consenta di avere regole certe e chiare fin dal giorno del pagamento della tassa sulla concessione regionale in materia di caccia.

Cagliari, 13 gennaio 2015