CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 262/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, sull'eliminazione degli "intermediari esterni", cioè dei professionisti dell'area tecnica, in particolare ingegneri, nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche, mediante la legge finanziaria 2015.

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Il sottoscritto,

premesso che, all'articolo 5 del disegno di legge della finanziaria regionale (Disegno di legge n. 171 del 23 dicembre 2014 (Bilancio di previsione per l'anno 2015 e bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017)) si prevede che "entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale debba presentare un disegno di legge di riforma dell'Azienda regionale per l'edilizia abitativa (AREA), al fine di attribuire, tra l'altro, le funzioni di studio, progettazione e attuazione delle opere pubbliche di competenza regionale";

constatato che, nel comma 1, in particolare, si legge quanto segue: "Ciò permetterà di conseguire evidenti vantaggi in termini di riduzione dei tempi di esecuzione delle opere mediante l'eliminazione dei cosiddetti "intermediari esterni" nelle attività di progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche";

accertato che, con tale norma, si sceglie così di procedere alla soppressione e cancellazione dei cosiddetti "intermediari esterni" nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche; una situazione che darebbe un duro colpo al settore che conta, solo in Sardegna, di oltre 15 mila professionisti dell'area tecnica tra ingegneri, architetti, geometri, agronomi, periti industriali, agrotecnici e chimici, senza considerare l'indotto; un numero consistente che rappresenta una percentuale rilevante del Pil della nostra Regione;

assodato che, inoltre, cancellando la figura degli "intermediari esterni", si preclude la possibilità a parecchi giovani neolaureati di inserirsi nel settore, avviando così la formazione sul campo con la progettazione e la realizzazione di diversi interventi;

rilevato che tale disposizione appare preludere, di fatto, a un altro passo indietro nel processo di snellimento della pubblica amministrazione;

valutato che contro la normativa in argomento si sono già schierati l'Ordine degli ingegneri di Cagliari e il Consiglio nazionale degli ingegneri; gli organismi contestano il provvedimento in quanto appare paradossale che, per ridurre i tempi del processo di realizzazione delle opere pubbliche, si cancelli una fase, quella dell'individuazione del team di progettazione secondo i principi comunitari di qualità e trasparenza, piuttosto che assumersi la responsabilità di riorganizzare la macchina amministrativa e fare in modo che riesca a gestire con efficacia e tempestività queste procedure; si reitera, dunque, l'errore di accentrare sulla pubblica amministrazione ruoli e competenze che possono essere delegati all'esterno, distogliendo, così, tempo e risorse da quelle attività di pianificazione e controllo che le competono invece in via esclusiva;

verificato che appare logico attendersi che le pubbliche amministrazioni, per compensare le carenze di organico, possano ricorrere a consulenze esterne, spezzettando, così, il progetto in tanti tasselli non omogenei e svilendo il ruolo essenziale del progetto, presupposto essenziale per la qualità dell'opera pubblica; non solo, non è certo che la nuova strada porti a un risparmio dei costi, tutt'altro; ci sarebbe, infatti, un costo sociale altissimo, dato dal fatto che si distolgono i dipendenti della pubblica amministrazione dalle loro funzioni, provocando l'inefficienza della macchina amministrativa; la Regione accorpa a sé un ruolo che dovrebbe essere dei liberi professionisti;

annotato che la disposizione rischia di provocare una perdita di professionalità e posti di lavoro; non basta, se la Regione intende progettare "in house", non può farlo in maniera occasionale e deve affidarsi a progettisti che abbiano gli stessi requisiti richiesti ai liberi professionisti; se la pubblica amministrazione vuole occuparsi della progettazione, sarebbe corretto e logico istituire uffici preposti a patto, però, che i progettisti impiegati siano obbligati a possedere e documentare i medesimi requisiti;

dato atto che i cosiddetti "intermediari esterni" della progettazione e realizzazione, come definiti nel disegno di legge, hanno un ruolo fondamentale nell'esecuzione degli interventi pubblici, visto che si tratta di professionisti che ogni giorno lavorano sul campo della progettazione, del controllo e della realizzazione delle opere pubbliche; è piuttosto singolare che l'esecutivo regionale si esprima, in particolare nel disegno di legge sul bilancio, che rappresenta la traduzione applicativa del pensiero politico, nella direzione della loro eliminazione, disconoscendo così l'importante apporto fornito dai profes¬sionisti nel processo di costruzione di importanti strutture;

appreso che le cosiddette "intermediazioni esterne" altro non sono che posti di lavoro; si tratta dell'attribuzione di importanti incarichi che mirano a dare lavoro a centinaia di professionisti del settore che, con sacrificio e con una pressione fiscale oltre il limite della sopportazione, cercano quotidianamente di contribuire alla realizzazione degli interventi pubblici, assumendo ruoli di responsabilità spesso non commisurati ai compensi percepiti;

constatato che, dunque, non si comprende la logica che porta all'eliminazione delle cosiddette intermediazioni esterne, visto che il progetto non è il risultato della somma di norme né il risultato di una scomposizione in problemi semplici; i professionisti che operano in tali contesti forniscono un supporto di grande rilievo negli interventi pubblici, in quanto contribuiscono ad elaborare il progetto e seguirne la realizzazione; un lavoro di grande responsabilità e di percorso scientifico, normativo, creativo, di mediazione di linguaggi, che ha a che fare con la gestione della complessità e deve essere riconosciuto, non certo cancellato;

osservato che sembra evidente che, se la pubblica amministrazione volesse occuparsi della progettazione, sarebbe corretto istituire uffici preposti a patto, però, che i progettisti impiegati siano obbligati a possedere e documentare i medesimi requisiti professionali richiesti ai liberi professionisti; appare ovvio che il progetto sia unico e multidisciplinare, non la somma di "consulenze esterne", andando così a eludere di fatto l'applicazione della norma nazionale e comunitaria sui servizi di progettazione;

sottolineato, peraltro, che, prima di preoccuparsi di progettare al proprio interno, la pubblica amministrazione dovrebbe impegnarsi a offrire al cittadino un servizio di qualità e in tempi certi, attraverso un buon management del processo di pianificazione, controllo e gestione; si ritiene possa essere paradossale il fatto che per ridurre i tempi del processo di realizzazione delle opere pubbliche si cancelli una fase, quella dell'individuazione del team di progettazione secondo i principi comunitari di qualità e trasparenza, piuttosto che assumersi la responsabilità di riorganizzare la macchina amministrativa;

rimarcato che si reitera l'errore di accentrare sulla pubblica amministrazione ruoli e competenze che possono essere delegati all'esterno, distogliendo tempo e risorse da quelle attività di pianificazione e controllo che le competono invece in via esclusiva; una situazione che rischia di eliminare parecchi professionisti, che negli anni si sono specializzati anche nello snellimento delle fasi burocratiche per arrivare alla progettazione di nuove strutture, dal settore delle opere pubbliche;

evidenziato che, nonostante gli impegni presi, la Regione non ha ancora attuato una riforma per garantire la velocizzazione delle gare di appalto, dando garanzie a cittadini e imprese che operano nel settore, assicurando ricadute positive sul territorio attraverso, ad esempio, l'istituzione della stazione unica appaltante; si pensa, invece, a smantellare un sistema che potrebbe produrre reddito e occupazione,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione:
1) per sapere i motivi che hanno indotto l'esecutivo a eliminare, mediante il disegno di legge citato, gli "intermediari esterni" nelle attività di progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche;
2) per valutare la possibilità di un confronto immediato, mediante la convocazione di un tavolo, con l'Ordine degli ingegneri di Cagliari e con il Consiglio nazionale degli ingegneri, fortemente preoccupati per le ricadute negative di tale decisione;
3) per verificare la possibilità di eliminare immediatamente tale disposizione dal disegno di legge della finanziaria 2015;
4) affinché si possano salvaguardare i riflessi positivi per gli incarichi ai professionisti del settore, con particolare attenzione ai giovani neolaureati che vedono nella figura degli intermediari esterni una possibile prospettiva lavorativa e di inserimento professionale nel settore;
5) per esaminare la possibilità di istituire la stazione unica appaltante, in grado di velocizzare le procedure degli appalti;
6) perché si possa adottare una riforma complessiva del personale professionistico atta a venire incontro ai cittadini e alle imprese.

Cagliari, 2 febbraio 2015