CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 263/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, in merito agli attentati contro gli amministratori locali, i rappresentanti delle forze dell'ordine e gli esponenti sindacali in Sardegna con l'alto pericolo dovuto all'emergenza criminalità.

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Il sottoscritto,

premesso che lo scorso 24 gennaio 2015 è stato compiuto un attentato dinamitardo ai danni del sindaco di Bultei, con un ordigno esploso davanti alla sua abitazione che ha provocato il danneggiamento del caseggiato e della macchina parcheggiata davanti alla struttura; nel 2011 peraltro lo stesso primo cittadino era stato oggetto di minacce di morte;

accertato che appare evidente che nell'Isola ci troviamo di fronte ad una vera emergenza sociale e di ordine pubblico; un male presente in tutto il Mezzogiorno d'Italia che però in Sardegna si manifesta con una costanza e una sistematicità impressionanti; le statistiche certificano infatti oltre 1.100 attentati ai danni di sindaci, assessori, esponenti delle forze dell'ordine e sindacalisti dal 2011 al 2013, 35 intimidazioni ai primi cittadini nel solo primo semestre del 2014;

rilevato che lo scorso 19 gennaio 2015 è stata recapitata una lettera con minacce di morte al sindaco di Bonorva ed ai componenti della giunta comunale; un episodio che si è ripetuto a distanza di due anni da un'altra azione minatoria;

valutato che lo scorso settembre 2014 è finito nel mirino anche il sindaco di Selargius, con la sua auto che è stata data alle fiamme dagli incendiari; un episodio che ha destato particolare preoccupazione in una cittadina considerata quasi un'isola felice per l'ordine pubblico e la sicurezza;

annotato che sono decine i sindaci colpiti negli ultimi mesi da episodi di contestazione, violenza e da veri e propri atti criminali; è necessario per questo che si compia una riflessione comune atta a valutare tutti gli interventi possibili per fronteggiare una situazione ormai emergenziale; sembra chiaro che non occorre lasciare da soli gli amministratori locali della Sardegna, da sempre in trincea anche per lenire le difficoltà date dalla crisi finanziaria che sta affliggendo la nostra Isola e gli aumenti spropositati delle imposte locali (mediante i provvedimenti decisi dallo Stato); basti pensare che il sindaco di Nuoro è stato aggredito qualche mese fa per l'incremento di alcuni tributi locali; nel mirino sono finiti qualche tempo fa anche i sindaci di Mamoiada e Ottana;

dato atto che qualche anno fa l'Università di Sassari, attraverso il suo Osservatorio sociale sulla criminalità, aveva collocato la Sardegna al comando della classifica relativa alle intimidazioni ai danni degli amministratori locali con i più di 1.100 attentati - precisamente 1.108 - nel triennio 2011-2013; un dato che supera di cinque volte quello della Campania; un record davvero poco invidiabile;

appreso che i vertici dell'Anci Sardegna e del Consiglio delle autonomie locali hanno sollecitato al Presidente della Regione la convocazione di un summit con il Ministro dell'interno, la Regione e gli enti locali in merito alla prevenzione dei reati contro gli amministratori ed al presidio del territorio;

constatato che il vile atto contro il sindaco di Bultei ripropone per l'ennesima volta il tema della estrema difficoltà nella quale si trovano ad operare gli amministratori locali;

osservato che sembra evidente che la questione della sicurezza degli amministratori locali deve diventare centrale e va affrontata assieme alle problematiche legate all'esiguità delle risorse destinate agli enti locali, in caso contrario non potremo che continuare ad assistere passivamente a questa interminabile sequenza di atti criminosi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per:
1) sapere quali misure si intendano adottare per fronteggiare l'emergenza criminalità in Sardegna, visto il dato spropositato di attentati e minacce contro amministratori locali, sindacalisti e forze dell'ordine;
2) valutare la possibilità di chiedere un incontro urgente con il Governo per dotare la Sardegna di maggiori risorse atte a prevenire eventuali atti criminosi;
3) assicurare ai sindaci ed agli amministratori locali - primo baluardo del malcontento dei cittadini - le necessarie ed adeguate misure di sicurezza;
4) verificare la possibilità di alleviare gli effetti negativi provocati dall'aumento delle tasse locali, mediante adeguate risorse agli enti locali isolani.

Cagliari, 2 febbraio 2015