CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 276/A

INTERROGAZIONE DEDONI - COSSA - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione del cosiddetto split payment, introdotto dall'articolo 1, comma 629, lettera b) della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità).

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I sottoscritti,

premesso che l'articolo 1, comma 629, lettera b) della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha introdotto l'articolo 17 ter al decreto del presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, prevedendo il sistema del cosiddetto split payment, in virtù del quale le pubbliche amministrazioni acquirenti di beni e servizi, quando anche non rivestano la qualità di soggetto passivo dell'IVA, debbono trattenere l'importo dell'IVA sul pagamento delle forniture da parte di imprese private e versarla direttamente all'erario;

considerato che per effetto di tale norma i fornitori di beni e servizi alla pubblica amministrazione riceveranno l'importo del corrispettivo al netto dell'imposta indicata in fattura;

constatato che la lettera c) del citato articolo 1 dispone che i soggetti che effettuano prevalentemente operazioni con la pubblica amministrazione e che si possano trovare in frequente eccedenza di credito IVA, potranno richiedere il rimborso dell'eccedenza detraibile, se di importo superiore a 2.585,28 euro direttamente all'Agenzia delle entrate;

visto il decreto attuativo del Ministro dell'economia e delle finanze, relativo alle procedure da seguire per la riscossione ed il versamento del tributo;

tenuto conto che numerose imprese private hanno sottoscritto contratti con istituti di credito per la cessione pro soluto delle fatture certificate dalla pubblica amministrazione che inevitabilmente dovranno subire delle modifiche, a partire dal 1° gennaio 2015, quantomeno nell'individuazione del credito ceduto;

valutato che le imprese private che lavorano per la pubblica amministrazione, in seguito all'applicazione della normativa, si troveranno comunque a dover gestire un gap finanziario derivante dal tempo intercorrente tra il mancato incasso dell'IVA ed il rimborso a credito,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere se:
1) sia a conoscenza di quanto su esposto;
2) non ritenga di dover immediatamente intervenire presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per difendere le imprese sarde, che già soffrono per la grave e perdurante crisi economica;
3) non ritenga di dover sollecitare il Governo nazionale affinché adotti un provvedimento correttivo della normativa ed eviti ulteriori sofferenze economiche alle imprese sarde che cercano di resistere e sopravvivere nonostante la difficilissima situazione economica in cui versa il sistema produttivo, anche per la sempre più lontana possibilità di accesso al credito.

Cagliari, 10 febbraio 2015