CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 279/A

INTERROGAZIONE PIZZUTO, con richiesta di risposta scritta, sulla possibilità di fruizione da parte dei disabili psichici di tutti gli strumenti di collocamento mirato disposti dalla legge n. 68 del 1999.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- l'articolo 1 della legge n. 68 del 1999 prevede che le norme sul collocamento dei disabili si applicano alle persone "affette da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento. Le persone disabili che aspirano ad un lavoro conforme alle proprie capacità e sono in possesso di una invalidità superiore al 45 per cento devono dunque iscriversi nelle apposite liste tenute presso l'ufficio per l'impiego territorialmente competente che annota in una apposita scheda le capacità lavorative, le abilità, le competenze e le inclinazioni, nonché la natura e il grado della minorazione e analizza le caratteristiche dei posti da assegnare, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro ed il conseguente collocamento delle persone disabili";
- l'articolo 2 della legge n. 68 del 1999 prevede il collocamento mirato delle persone disabili e riconosce, pertanto, una serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le capacità lavorative dei disabili e il loro inserimento nel posto adatto, con la considerazione che non può esistere una aprioristica esclusione dal mercato del lavoro, ma occorre valutare la effettiva capacità lavorativa;

preso atto che la legge n. 68 del 1999 prevede diversi strumenti di collocamento, tra i quali la chiamata nominativa, la chiamata numerica e la chiamata con avviso pubblico;

accertato che il comma 4 dell'articolo 9 della legge n. 68 del 1999 prevede che "i disabili psichici vengono avviati su richiesta nominativa mediante le convenzioni di cui all'articolo 11" e pertanto, il legislatore ha previsto per questa categoria di soggetti la sola ed esclusiva possibilità di collocamento attraverso la chiamata nominativa del datore di lavoro attraverso una convenzione con il centro per l'impiego;

considerato che la suddetta disposizione legislativa impedisce ai disabili psichici di partecipare all'avviamento al lavoro con richieste numeriche e con avviso pubblico, con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro, senza alcuna disamina sulle capacità psico-fisiche dell'inabile rispetto alla mansione specifica dell'offerta di lavoro;

tenuto conto che:
- la sentenza della Corte costituzionale n. 50 del 1990 sanciva l'incostituzionalità dell'articolo 5 della legge 2 aprile 1968, n. 482, nella parte in cui non considerava invalidi civili i soggetti affetti da minoranza psichica con una capacità lavorativa tale da consentirne l'impiego in mansioni compatibili;
- l'articolo 19 della legge n. 104 del 1992 ha stabilito che le disposizioni del collocamento obbligatorio di cui alla legge n. 482 del 1968 si intendono applicabili anche a coloro che sono affetti da minorazione psichica tale da consentire impiego in mansioni compatibili;

considerato che allo stato attuale l'applicazione del comma 4 dell'articolo 9 della legge n. 68 del 1999 presenta profili di discriminazione per l'inserimento delle persone con disabilità psichica e occorre ovviare al grave pregiudizio recato alla categoria dei disabili psichici,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale per sapere se:
1) siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali provvedimenti di competenza, nel rispetto delle prerogative statutarie della Regione, intendano adottare al fine di favorire l'inclusione dei disabili psichici nel mercato del lavoro attraverso l'utilizzo degli strumenti di cui alla legge n. 68 del 1999;
2) non ritengano opportuno proporre al Parlamento una modifica dell'articolo 9 della legge n. 68 del 1999 per offrire maggiori possibilità di collocamento ai disabili psichici.

Cagliari, 11 febbraio 2015