CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 281/A

INTERROGAZIONE CARTA, con richiesta di risposta scritta, sul piano di dimensionamento scolastico e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2015/2016.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- con la delibera della Giunta regionale n. 48/24 del 2 dicembre 2014, approvata in via definitiva con la delibera n. 3/9 del 20 gennaio 2015, è stato approvato il documento "Linee Guida per il Dimensionamento della rete scolastica per l'anno scolastico 2015/2016";
- la delega alla Regione di cui al decreto legislativo n. 112 del 1998, all'articolo 138, lettera c), indica chiaramente che la suddivisione del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa deve essere fatta "sulla base anche delle proposte degli enti locali interessati";
- l'articolo 139 del decreto legislativo n. 112 del 1998 prevede delle attribuzioni ai comuni in relazione all'istruzione primaria ed espressamente alla lettera c) del medesimo articolo 139 prevede che è compito dei comuni "l'istituzione, l'aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione";
- il combinato disposto dei due articoli indica un ruolo attivo dei comuni abilitati a fare proposte e a darne attuazione;
- questo ruolo dei comuni appare ancora una volta confermato nel regolamento recante norme per il dimensionamento scolastico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 233 del 1998, specificamente all'articolo 2, comma 5, che, esaminando il caso di scuole singole che non raggiungono gli indici di riferimento (di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo) prevede che l'unificazione orizzontale con le scuole dello stesso grado comprese nel medesimo ambito territoriale deve essere fatta nel "rispetto della progettualità territoriale";
- nelle linee guida approvate con la ricordata delibera della Giunta regionale n. 48/24 del 2 dicembre 2014 testualmente si recita: "Il raccordo fra Enti Locali, protagonisti principali del procedimento del dimensionamento, è basilare per programmare gli investimenti sulla riqualificazione degli edifici scolastici, sulle mense, sugli alloggi e su ogni barriera o ostacolo che impedisca un esercizio concreto del diritto allo studio";
- tali enunciazioni restano di fatto tali senza alcuna manifestazione pratica, avendo codesto Assessorato calato dall'alto le decisioni senza il necessario coinvolgimento dei comuni interessati e senza aver chiesto e ottenuto una programmazione territoriale frutto di una proposta proveniente da chi quei territori li abita e li amministra;
- nessuna norma impedisce alla Regione di poter programmare il dimensionamento perseguendo un coerente criterio volto sia al condivisibile obbiettivo di proporre un'offerta formativa che migliori i risultati ottenuti dagli studenti, ma anche di sostenere quelle comunità in grave crisi a causa dello spopolamento;
- sopprimere l'ultima residua presenza di uno Stato sempre più latitante verso le nostre popolazioni appare tutt'altro che una mirata azione di salvaguardia dell'offerta formativa e tanto meno di sostegno a popolazioni stremate e a comunità in disfacimento;

considerato che le pluriclassi erano l'unico strumento possibile per mantenere viva una speranza di sopravvivenza presso i piccoli comuni dell'interno,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere se:
1) l'Esecutivo abbia valutato ogni possibile azione che consenta il mantenimento delle pluriclassi nei piccoli comuni dell'interno e, se si, quali siano state queste azioni;
2) siano state coinvolte le amministrazioni interessate e, nel caso, con quali azioni poste in essere dall'Esecutivo regionale;
3) siano pervenute le proposte da parte degli enti locali interessati e, se si, in che misura siano state tenute in considerazione dall'esecutivo nella stesura delle Linee guida per il dimensionamento scolastico.

Cagliari, 11 febbraio 2015