CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 287/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, in merito all'ipotesi di chiusura dell'aeroporto militare di Decimomannu.

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Il sottoscritto,

premesso che gli scorsi giorni è stata resa nota dai vertici della base Nato - che ospita il Reparto sperimentale al tiro aereo e l'Air weapon trainig installation, con le forze dell'aeronautica italiana e tedesca - la possibile chiusura dell'aeroporto militare di Decimomannu, intitolato al colonnello pilota Giovanni Farina;

accertato che il progetto di dismissione è stato determinato dalla richiesta del Presidente della Regione di una chiusura alle attività operative dei poligoni per 4 mesi anziché 2, così come previsto dagli accordi tecnici tra lo Stato italiano e il Governo tedesco;

rilevato che l'avamposto è incastonato nei poderi che sorgono tra Decimomannu, Villasor, San Sperate e Decimoputzu; la costruzione della struttura è iniziata nel 1954, sulla stessa area sulla quale era presente il vecchio campo di volo militare utilizzato durante la seconda guerra mondiale ed abbandonato al termine del 1944; i lavori di allestimento della base sono stati completati attraverso l'apporto di fondi Nato; il primo rischieramento dei velivoli tedeschi nella struttura è datato al 24 settembre 1960; è stato così istituito permanentemente il comando dell'aeroporto di addestramento aeronautica militare tedesca in Italia, con il compito di sostenere l'addestramento dei piloti nel tiro aria/suolo e aria/aria nonché per garantire le necessarie abilitazioni per l'impiego delle armi; il centro ha dunque un'importante ruolo nel programmare, coordinare e dirigere le missioni del personale dell'aeronautica militare ad acquisire un'alta professionalità nel tiro e nelle tattiche del combattimento aereo;

valutato che a tale presidio sono stati affidati importanti compiti tra i quali quello di formare gi istruttori di tiro e - grazie al supporto dell'United States Air Force, con la presenza americana che è aumentata nel tempo - di perfezionamento e standardizzazione delle tecniche di combattimento manovrato delle forze aeree Nato; questo ha consentito l'interoperabilità del personale che oggi vede le nazioni occidentali operare in teatri di crisi con equipaggi misti e conseguente risparmio di risorse; la base ha visto così un importante incremento dell'attività di volo che hanno consacrato Decimomannu, per diversi anni, come l'aeroporto con il più alto numero di decolli e atterraggi presente in Europa; significative sono le recenti esercitazioni denominate "Spring Flag"; dal 1998 la configurazione del reparto vede la presenza delle sole aeronautiche militari italiana e tedesca, che continuano nelle attività addestrative, con le più avanzate tecnologie;

annotato che le condizioni meteorologicamente favorevoli fanno di Decimomannu una base altamente quotata dagli alleati per l'addestramento avanzato, soprattutto con armamento di ultima generazione; attraverso il servizio radar, viene inoltre assicurato il controllo di avvicinamento al traffico aereo civile e militare nell'area del centro-sud Sardegna;

dato atto che dunque si tratta di un complesso storico a livello non solo nazionale, ma anche sul piano internazionale, vista l'importanza dell'attività svolta dall'aeroporto nel corso degli anni che ha visto impegnate le forze armate di diverse nazioni;

appreso che, con la paventata chiusura della base, sarebbero a rischio 1.200 lavoratori tra militari e civili per oltre 40 milioni di euro di stipendi; nella struttura inoltre operano ditte esterne a vario titolo con altri 800 lavoratori della zona con un volume d'affari che si aggira sui 6 milioni di euro e investimenti con contratti centralizzati per oltre 15 milioni di euro; la dismissione dell'impianto provocherebbe una devastante crisi economica nella zona e nella Sardegna con la beffa che le buste paga verrebbero dirottate presso altre regioni italiane, così come è successo con il distaccamento aeroportuale di El- mas;

assodato che dunque la Luftwaffe sarebbe pronta a lasciare la Sardegna; la decisione dei vertici dell'aeronautica militare tedesca, ora in fase di valutazione, sarebbe riconducibile ai contenuti dell'accordo tra il Governo e la Regione, che prevede la chiusura del poligono di tiro di Capo Frasca per due mesi in più rispetto agli anni scorsi; da qui l'incertezza legata al futuro della base di Decimomannu; è peraltro da evidenziare che l'aeronautica tedesca paga a quella italiana la metà dei costi di gestione del poligono e quindi pensano di trasferirsi in un altro paese, dove i militari possano addestrarsi con maggiore continuità e trovare un clima più "accogliente"; la chiusura per 4 mesi del poligono renderebbe difficoltoso per i militari addestrarsi, proprio alla luce dell'accordo sulla riduzione delle servitù militari;

analizzato che lo Stato maggiore dell'aeronautica avrebbe fermato anche i progetti messi in cantiere per la base sarda, alla luce dei risvolti legati all'accordo e in attesa della decisione definitiva dei tedeschi; di recente la notizia del trasloco in Sicilia della più importante esercitazione Nato, la Trade Juncture 2015, che avrebbe visto impegnati 80 aerei e 5.000 uomini, proprio a Decimomannu, con risvolti importantissimi dal punto di vista economico e sociale; l'aeroporto militare dipende dalla partnership tedesca e la chiusura penalizzerebbe personale civile e militare sardo; per la Sardegna la conseguenza sarebbe quella del trasferimento anche dell'80° Gruppo Sar dell'aeronautica, unico che utilizza nell'Isola elicotteri abilitati al volo notturno per i soccorsi, la chiusura dell'ente di controllo dello spazio aereo militare, che gestisce anche il traffico civile (che passerebbe all'Enav), e della pista, spesso utilizzata come alternativa a quella dell'aeroporto "Mameli" di Elmas;

evidenziato che rischia di ripetersi quanto accaduto con la dismissione del distaccamento aeroportuale di Elmas che, a far data dal 31 dicembre 2015 sarà chiuso definitivamente, nonostante in questo sito si faccia solo manutenzione altamente specializzata e qualificata, e in esso operino i tecnici che danno l'assistenza ai numerosi voli ospedale e trasporto organi che interessano il territorio; una situazione drammatica, senza che si sia data attenzione ai posti di lavoro che rischiano di volare via o predisponendo una valida alternativa allo smantellamento della suddetta struttura;

verificato che peraltro la maggior parte delle attività manutentive e di ricerca specializzata si trasferiranno in Sicilia e Puglia, che così avranno dei riflessi positivi riguardo le opportunità occupazionali e lavorative nelle basi militari, con investimenti importanti e diverse ditte specializzate impegnate nelle strutture logistiche;

ritenuto opportuno analizzare il problema a 360°, con una valutazione costi-benefici di queste attività legate alla presenza delle basi militari in Sardegna, cercando di unire le poche risorse e forze disponibili sul territorio e creando un sistema sinergico che potrebbe essere d'esempio anche per altre realtà;

atteso che sarebbe dunque necessario un tavolo di concertazione tra le diverse esigenze in campo - ovvero, la necessità di mettere fine alla compromissione di alcuni territori e l'opportunità di implementare le attività di ricerca in alcune basi logistiche dell'Isola - con l'attenta valutazione dei casi e dei vantaggi occupazionali derivanti dal settore militare in Sardegna;

valutato che, con un accordo bilaterale tra istituzioni militari e istituzioni locali, si potrebbe realizzare sul territorio isolano un servizio di elisoccorso H24, che operi per tutta la settimana, all'avanguardia e con alto grado di efficienza, vista la grande professionalità e preparazione e vista la possibilità degli elicotteri dell'Aeronautica militare per i voli anche notturni; oppure si potrebbero utilizzare gli uomini e i mezzi delle istituzioni militari per implementare la macchina antincendi che opera su tutto il territorio regionale, con sicuri risultati di rilievo (vedasi la collaborazione del 2012 tra Aeronautica militare e Canadair con piattaforma nella base di Cagliari - Elmas);

appurato che, con tali prospettive, sarebbe il caso di ripensare e rivedere la chiusura del distaccamento aeroportuale di Elmas, anche alla luce di ciò che sta accadendo a Decimomannu, tanto più che in esso si sta strutturando il Nucleo elicotteri dei Carabinieri e già vi opera la sezione aerea della Guardia di finanza; sarebbe anche economicamente importante in periodi di crisi come questo attuare soluzioni che consentano sia il risparmio che l'ottimizzazione delle attività a favore della collettività;

constatato che venerdì 13 febbraio 2015 i consigli comunali di Decimomannu e Villasor hanno espresso - con un ordine del giorno approvato all'unanimità - le forti preoccupazioni e ribadito la netta contrarietà alla chiusura (o ridimensionamento) della base aerea che gravita nella zona; le assemblee municipali hanno espresso altresì il dissenso totale alla decisione presa dal Presidente della Regione e dal Consiglio regionale volta al ridimensionamento delle servitù militari e, nello specifico, del poligono di Capo Frasca; la battaglia del territorio appare solo all'inizio, visto che la struttura rappresenta una delle uniche attività economiche produttive ancora presenti nella zona con centinaia di buste paga che rischiano di scomparire;

osservato che peraltro gli scorsi giorni c'è stato un summit tra i vertici della base ed i rappresentanti sindacali; le forze sociali si sono opposte fermamente all'eventuale chiusura dell'impianto ed ai vari trasferimenti del personale fuori dalla Sardegna; appare infatti impensabile chiedere alle famiglie di andarsene dopo anni di lavoro e una vita radicata nel territorio; non basta, la riduzione delle buste paga, in un contesto territoriale già messo a dura prova da una devastante crisi economica e occupazionale, sarebbe insostenibile;

sottolineato che la scelta della Giunta regionale - volta ad un ridimensionamento delle attività militari - appare come una scelta davvero scellerata ed illogica, visto che rischia di provocare la cancellazione di un avamposto storico con la scomparsa di tantissimi posti di lavoro; sembra dunque opportuno offrire una reale alternativa economica cercando di contrastare le posizioni ideologiche di una minoranza della società civile e politica, con un'attenta analisi degli impatti sociali ed economici - del tutto negativi - che potrebbero scaturire da un'eventuale chiusura dell'aeroporto militare di Decimomannu;

rimarcato che peraltro abbiamo assistito impotenti ed impassibili allo smantellamento della base Usa di La Maddalena - Santo Stefano che, senza i presupposti di un progetto alternativo, vede un intero territorio rimpiangere le opportunità economiche e sociali della struttura; c'è poi in corso la dismissione dell'aeroporto militare di Elmas, che vede l'ormai possibile trasferimento del personale in altri sedi senza che si possa contrastare il piano di smantellamento;

atteso che sembra auspicabile una rivalutazione della posizione del Presidente della Regione anche alla luce del potenziale umano e tecnico che l'aeroporto possiede; occorre che si trovi una soluzione tra i vertici Nato, i governi italiano e tedesco, la Regione, volta al salvataggio del presidio militare,

chiede di interrogare il Presidente della Regione:
1) per sapere in base a quali criteri sia stata decisa la chiusura delle attività operative dei poligoni per 4 mesi anziché 2, così come previsto dagli accordi tecnici tra lo Stato italiano e il Governo tedesco;
2) per valutare la possibilità di una revisione di tale decisione che rischia di provocare la dismissione della base militare di Decimomannu;
3) per verificare la possibilità di salvaguardare un impianto storico come l'aeroporto militare di Decimomannu, con una particolare attenzione agli impatti positivi dal punto di vista occupazionale e sociale;
4) per esaminare la possibilità di una convocazione immediata dei vertici del Governo tedesco e italiano per evitare il ripiegamento del presidio militare;
5) per analizzare la possibilità di un cambio di rotta riguardo all'importanza strategica degli avamposti militari, che hanno portato alla Sardegna dei vantaggi dal punto di vista dei posti di lavoro e di una maggiore sicurezza dei territori;
6) per convocare immediatamente una conferenza tra tutti gli enti interessati, anche al fine di evitare la chiusura del presidio di Elmas, rendendo funzionali tali strutture per finalità legate al servizio di elisoccorso e all'attività antincendio.

Cagliari, 13 febbraio 2015